L'Economia

DIGITALE IN PASSERELLA ARAV RIDISEGNA LA MODA TECNOLOGIC­A

Mena Marano guida il gruppo dei brand Silvian Heach e John Richmond: in arrivo il progetto con pezzi unici legati agli Ntf. «È quello che oggi vogliono i giovani». Le nuove aperture in Cina

- Di Enrica Roddolo

«Vent’anni dopo il lancio del progetto d’impresa nel 2002, con John Richmond, l’ultima maison acquisita alcuni anni fa, siamo pronti a fare un salto nel futuro del Web 3.0», dice a L’economia Mena Marano, al timone con il marito Giuseppe Ammaturo del gruppo della moda Arav. «L’acronimo sta per i due nomi dei nostri figli: Rossana Ammaturo, ormai trenawards, che lavora nella moda con il suo progetto digital Sample Lover, e il fratello Vittorio, di 26 anni, attivo in azienda, dove segue web e digitalizz­azione. È il futuro della moda: guardare al pubblico giovane che per un brand come John Richmond è anche un pubblico alto-spendente ma sempre alla ricerca di novità, specie tecnologic­he». E il progetto che la ceo di Arav ha allo studio, battezzato Legends Live Forever e «che porteremo il prossimo settembre alla fashion week di Milano parlerà appunto il linguaggio del futuro con John Richmond x Shib, il nome della criptovalu­ta di Shiba Inu».

Il concept

Un progetto per ora tenuto segreto ma che dovrebbe concretizz­arsi con «la creatività di John, dal tocco rock e graffiante, che incontrerà quella di Shiba Inu: assieme realizzera­nno pezzi di moda unici ciascuno con un proprio Nft», svela Marano E aggiunge: «Ma il virtuale diventerà anche reale, a disposizio­ne dell’acquisto dei clienti, e sfilerà infatti alla fashion week di settembre. I capi che andranno in passerella saranno dunque immediatam­ente disponibil­i nei negozi John Richmond Worldwide, nei flagship store internazio­nali di Milano e Shanghai, nonché su johnrichmo­nd.com, in boutique ed e-partner selezionat­i».

Insomma, un vero e proprio passo verso il futuro. Come ha fatto Gucci con una collezione nel metaverso alla premiazion­e dei British Fashion o come ha fatto Plein Sport. Da Napoli al futuro, passando per Londra. È dunque il viaggio compiuto in questi venti anni dal gruppo Arav, partito e ancora oggi radicato a Napoli dove lavorano oltre 120 dipendenti «per un prodotto al 70% almeno made in Italy — assicura Marano —. E che punta a intercetta­re la curiosità di una donna dinamica e giovane in cerca di capi di moda di lusso actrend cessibile, nel caso di Silvian Heach. Più di alta gamma se guardiamo a John Richmond che ha varato il flagship a Milano in via Mercato. Con un concept di vendita nuovo e alternativ­o, che si distacca dalla maggior parte delle linee guida seguite dagli altri store, per entrare a contatto con una clientela più ampia che comprende una generazion­e di consumator­i con una maggiore consapevol­ezza dei internazio­nali».

Per Richmond, che ha già aperto vetrine anche a Dubai, è in programma un piano di espansione in Cina. «Una nuova apertura a Shanghai della maison è solo rinviata a settembre per la nuova ondata pandemica — spiega Marano —. Mentre per Silvian Heach che attualment­e conta quattro negozi, ci sta dando soddisfazi­one la distribuzi­one in Europa: oltre alla Spagna, Belgio e Olanda e con un monomarca a Dubai. È un brand che ha sempre performato bene anche in Russia, mercato adesso problemati­co».

I piani

Ma il futuro di Silvian Heach sarà anche italiano: c’è una nuova apertura in programma all’aeroporto di Napoli «perché puntiamo anche alla clientela di viaggio», dice l’imprenditr­ice. A proposito di Silvian Heach, come nasce l’ispirazion­e del logo? «Dalla passione condivisa con mio marito per la moda internazio­nale che ci aveva in realtà fatto inizialmen­te lantenne,

Del portfolio fanno parte anche alcune linee per bambino. Il comparto vale il 10% degli oltre 60 milioni di fatturato

Per Silvian Heach una nuova apertura all’aeroporto di Napoli: «Crediamo molto nella clientela di viaggio»

ciare Penny Silvian, poi cambiato in Silvian Heach, per evitare contenzios­i con altri brand. Ultimo logo del gruppo, Marco Bologna: «L’abbiamo rilevato alla vigilia dello scoppio della pandemia, convinti del potenziale che infatti si sta confermand­o in mercati come quello statuniten­se e anche per Marco Bologna abbiamo un piano di sviluppo. Anche se i prossimi tre anni saranno dedicati a John Richmond, e dunque alla sperimenta­zione digitale oltreché all’espansione internazio­nale».

Un viaggio d’impresa che parte da Napoli, dall’80% dei dipendenti donna, e dalla struttura della nuova sede di Arav progettata come un ambiente accoglient­e e polifunzio­nale: degli oltre diecimila metri quadrati di estensione, 5.500 sono occupati dagli uffici, 2.500 da spazi verdi, con 1.500 destinati a un’area deposito e 1.200 di spazi collettivi dedicati ai dipendenti.

Cuore commercial­e a Milano, su una superficie di oltre 600 metri quadri, in via Ponte Vetero nel cuore del distretto del design e della moda. Perché del portfolio fanno parte anche John Richmond kids, accessorie­s, sport e Trussardi Junior. «Il bambino, che per noi vuole dire il 10% degli oltre 60 milioni di fatturato raggiunti dal gruppo, ci sta dando molte soddisfazi­oni — conclude Marano che porterà le collezioni bambino a Pitti Bimbo a giugno a Firenze, —. Abbiamo appena aperto nuovi corner Richmond e Trussardi bambino nello store dei magazzini Lafayette a Dubai».

 ?? ?? Protagonis­ti Mena Marano, al timone con il marito Giuseppe Ammaturo del gruppo della moda Arav, fondato a Napoli nel 2002. L’80% dei dipendenti è donna. La nuova sede di Arav è sostenibil­e e si estende su oltre 10mila metri quadri
Protagonis­ti Mena Marano, al timone con il marito Giuseppe Ammaturo del gruppo della moda Arav, fondato a Napoli nel 2002. L’80% dei dipendenti è donna. La nuova sede di Arav è sostenibil­e e si estende su oltre 10mila metri quadri

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