La Gazzetta dello Sport - Romana

ALLEGRI SHOW FINALE

«Se finisco qui lascio una vittoria Deciderà il club» Primatista L’allenatore livornese è l’unico nella storia ad aver alzato 5 volte la Coppa Italia

- di Filippo Cornacchia

In un video Max pare allontanar­e Giuntoli durante la festa del dopogara: «Non è così, ho grande rispetto per la società e per gli uomini che ne fanno parte... Felice per i miei»

La Coppa Italia si conferma una cara amica della Juventus (taglia il traguardo del quindicesi­mo trionfo) e di Massimilia­no Allegri (adesso primatista con cinque successi in questa competizio­ne), di quelle che nei momenti difficili non ti abbandonan­o mai. Tanto la Signora quanto Max avevano bisogno di una “coriandola­ta” e di tornare ad alzare al cielo un trofeo come ai vecchi tempi. «Sono molto contento per i ragazzi e della serata. Vincere è nel dna della Juve. Se non sarò più l’allenatore della squadra, dato che mi danno tutti via, lascio in eredità la mentalità vincente», il virgoletta­to di Allegri. Non sarà uno scudetto, specialità del primo ciclo allegriano, ma ieri sera è stata festeggiat­a sul prato dello stadio Olimpico un po’ come lo fosse. La festa del tecnico livornese è iniziata in ritardo, nel chiuso dello spogliatoi­o. Colpa della rabbia scatenata nei minuti finali contro i collaborat­ori dell’arbitro Maresca, che lo ha espulso nel recupero per le proteste eccessive. Allegri ha lanciato la giacca e la cravatta e poi se ne è andato furibondo, seguendo dalla pancia dell’Olimpico i minuti restanti e anche la prima parte dei festeggiam­enti dei suoi giocatori. Alla fine la rabbia è rientrata e ha lasciato spazio ad altri sentimenti. Max, visibilmen­te emozionato, è rientrato sul prato in giacca ed è finito in cielo, sollevato da Danilo e compagni.

Il cerchio di Max Dagli abbracci con lo staff a quelli con i giocatori: il cerchio dell’Allegri bis, dopo più di mille giorni e molte difficoltà dentro e fuori dal campo, si chiude nel migliore dei modi e con un “corto muso” dei suoi. L’allenatore livornese, risultatis­ta per eccellenza, abbraccian­do la Coppa Italia è un po’ come si fosse tolto un bel peso: quello di evitare tre anni da zero titoli nella sua seconda vita in bianconero. Il gol di Dusan Vlahovic all’Atalanta, segnato sotto gli occhi dell’amministra­tore delegato di Exor, John Elkann, non cambierà il futuro di Max, che sarà lontano dalla Juventus nonostante il contratto fino al 2025, ma intanto addolcisce il presente e un triennio con poche soddisfazi­oni e tanti problemi. Addii eccellenti (da Cristiano Ronaldo ad Andrea Agnelli), inchieste, brutte figure (Maccabi Haifa e Salernitan­a su tutte), penalizzaz­ioni, squalifich­e (Pogba, Fagioli) e Juve mai in lotta per lo scudetto… Questa Coppa Italia non cancella tutto, ma permette al livornese di salutare in bellezza e anche di mettere un po’ di pressione in più al probabile successore (Thiago Motta).

Il futuro Allegri, conquistat­a la Champions tre anni su tre sul campo, cercava un regalo d’addio che restasse nella storia – e nel museo della Juve assieme agli altri undici titoli vinti tra il 2015 e il 2019 - e l’ha trovato nella sua Coppa preferita e in uno stadio porta fortuna come l’Olimpico, teatro di molti successi fin dal primo scudetto con il Milan. Per una notte si festeggia, poi ogni giorno può essere quello buono per l’incontro finale con la società che sancirà il divorzio. La Juve è cambiata molto negli ultimi anni, a partire dall’insediamen­to di una nuova dirigenza guidata da Ferrero, Scanavino e Giuntoli, e Allegri di fatto è rimasto l’ultimo superstite dell’era Agnelli.

Il video Già, ultima missione compiuta, pericolo zero titoli scampato e adesso Allegri, consapevol­e da tempo di essere a fine corsa, si può togliere anche qualche sassolino. Come durante i festeggiam­enti quando è stato immortalat­o in un video in cui pare chiedere al direttore tecnico Cristiano Giuntoli di stare alla larga. «Non è successo nulla - il chiariment­o

di Max -. Ho rispetto per la società e per gli uomini che ne fanno parte».

Primatista Se il futuro di Allegri lontano dalla Juve è ancora tutto da decifrare – gli arabi ci riproveran­no, ma potrebbe anche restare fermo una stagione o lanciarsi in una nuova sfida in Italia o in Europa – il presente proietta il tecnico livornese ancora di più nella storia del club bianconero e del calcio italiano. Già, adesso chiamatela Coppa Max. Non sarà la Champions, ma è sempre un trofeo importante. E adesso Allegri, grazie al trionfo di ieri sera, è il primatista assoluto della Coppa Italia. Cinque vittorie, tutte sulla panchina della Juve, che gli consentono di staccare due grandi allenatori come Mancini ed Eriksson.

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 ?? GETTY ?? Cinquina Massimilia­no Allegri, 56 anni, è l’allenatore della Juventus dal 2021, in precedenza era stato sulla panchina bianconera dal 2014 al 2019. Ha vinto 5 volte la Coppa Italia con la Juventus
GETTY Cinquina Massimilia­no Allegri, 56 anni, è l’allenatore della Juventus dal 2021, in precedenza era stato sulla panchina bianconera dal 2014 al 2019. Ha vinto 5 volte la Coppa Italia con la Juventus

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