DA­NIEL TE­KLE­HAI­MA­NOT L’eri­treo d’Ita­lia è ma­glia az­zur­ra E ado­ra cu­ci­na­re

1Due tappe, due fu­ghe, die­ci fra­tel­li in Afri­ca: Da­niel vi­ve a Luc­ca e cor­re gra­zie a un in­ter­ven­to al cuo­re

La Gazzetta dello Sport - - Ciclismo - An­to­ni­no Mo­ri­ci IN­VIA­TO A TOR­TO­LÌ

Per sa­li­re sul pun­to più al­to del­la mon­ta­gna che so­vra­sta Asma­ra ci vo­glio­no gam­be, cuo­re, re­si­sten­za. A quo­ta 2394 me­tri l’aria è ra­re­fat­ta, da las­sù la ca­pi­ta­le eri­trea è pic­co­lis­si­ma, e De­bar­wa è un pun­ti­no lon­ta­no ven­ti­cin­que chi­lo­me­tri. Quel­la stra­da, per lar­ga par­te ster­ra­ta, è sta­ta la pa­le­stra di Da­niel Te­kle­hai­ma­not. L’uo­mo del­le pri­me vol­te. Al Gi­ro d’Ita­lia do­po es­ser­lo sta­to al Tour de Fran­ce. Nes­sun cor­ri­do­re afri­ca­no pri­ma di lui era riu­sci­to a in­dos­sa­re l’az­zur­ro e il bian­co mac­chia­to dai «pois» ros­si che ca­do­no sul­le spal­le del mi­glior sca­la­to­re del­le due cor­se.

PRI­MO AFRI­CA­NO Un lun­go fi­lo uni­sce Tor­to­lì (2017) a Le Ha­vre (2015), i due pun­ti più al­ti del­la car­rie­ra del 28en­ne eri­treo, che ha già fat­to me­glio di Meh­ra­wi «me­ra­vi­glia» Ku­dus, pri­mo eri­treo a cor­re­re il Gi­ro nel 2014. «Tek» è una star: il ci­cli­smo, nel pae­se del cor­no d’Afri­ca, è se­con­do so­lo all’atle­ti­ca per po­po­la­ri­tà e an­che Nat­nael Beh­ra­ne, com­pa­gno di squa­dra al­la Di­men­sion Da­ta, è mol­to co­no­sciu­to. Da­niel ave­va la­scia­to il suo pae­se nel 2008, «sco­per­to» du­ran­te una cor­sa in Ma­roc­co dai tec­ni­ci del Cen­tro mon­dia­le del ci­cli­smo dell’Uci ad Ai­gle, do­ve mol­ti ci­cli­sti so­no cre­sciu­ti vin­cen­do la dif­fi­col­tà di emer­ge­re da un con­te­sto com­pli­ca­to. In Sviz­ze­ra Te­kle­hai­ma­not ha stu­dia­to le lin­gue, im­pa­ra­to ad al­le­nar­si co­me un pro­fes­sio­ni­sta e so­ste­nu­to la sua fa­mi­glia, com­po­sta dai ge­ni­to­ri e dai die­ci fra­tel­li. L’ini­zio non è sta­to sem­pli­ce: nel 2008 gli ave­va­no dia­gno­sti­ca­to un pro­ble­ma di ta­chi­car­dia e so­lo un in­ter­ven­to chi­rur­gi­co gli ha per­mes­so di pro­se­gui­re la car­rie­ra. Poi il tra­sfe­ri­men­to a Va­re­se, do­ve ha vis­su­to dal 2012 al 2013, gli an­ni nei qua­li ha cor­so per il team au­stra­lia­no Ori­ca-Gree­nEd­ge. Ha vis­su­to a ca­sa di Pie­tro Scam­pi­ni, scul­to­re ap­pas­sio­na­to di ci­cli­smo che ne­gli an­ni ha ospi­ta­to an­che Ca­del Evans e Si­mon Clar­ke. Si è in­na­mo­ra- to dell’Ita­lia – og­gi vi­ve a Luc­ca in­sie­me al­la mo­glie – e del suo ci­bo, di­let­tan­do­si ai for­nel­li so­prat­tut­to con i pri­mi piat­ti. Con il tem­po ha af­fi­na­to le sue qua­li­tà da sca­la­to­re che rie­sce a di­fen­der­si piut­to­sto be­ne an­che a cro­no­me­tro (è sta­to quat­tro vol­te cam­pio­ne afri­ca­no).

LA PRI­MA BI­CI «La pri­ma te­le­fo­na­ta l’ho fat­ta al­la mia fa­mi­glia. Per me so­no tut­to. Ri­cor­do an­co­ra quan­do i miei ge­ni­to­ri mi re­ga­la­ro­no la pri­ma bi­ci, og­gi so­no qui. Non rie­sco a cre­der­ci», di­ce men­tre gli bril­la­no gli oc­chi po­chi mi­nu­ti do­po la fe­sta del po­dio. Con la men­te tor­na agli an­ni da ra­gaz­zi­no, men­tre l’az­zur­ro che gli co­pre le spal­le è lo stes­so del ma­re di Sar­de­gna. «Un po­sto spe­cia­le, do­ve i ti­fo­si ci han­no ac­col­to con ca­lo­re. Ho sen­ti­to ad­dos­so la lo­ro pas­sio­ne da Al­ghe­ro, dal pri­mo gior­no». Da­niel di ap­plau­si ne ha pre­si an­che nel­la pri­ma tap­pa: all’at­tac­co da su­bi­to con al­tri cinque com­pa­gni di av­ven­tu­ra ep­pu­re sor­pre­so da Cesare Be­ne­det­ti al mo­men­to di co­glie­re i pun­ti per la clas­si­fi­ca. Ie­ri il se­con­do ten­ta­ti­vo: al chi­lo­me­tro ze­ro Ow­sian e Ko­she­voy si sgan­cia­no, An­dreet­ta li in­se­gue con Sha­lu­nov e Te­kle­hai­ma­not non ci pen­sa un se­con­do, ag­gan­cian­do­si al­la fu­ga giu­sta. E’ ter­zo al pri­mo Gpm di gior­na­ta a Nuo­ro (km 114), vin­ce quel­lo di Gen­na Si­la­na (km 174) e il gio­co è fat­to. Da­niel può fi­nal­men­te sor­ri­de­re men­tre il grup­po lo ri­pren­de a 47 chi­lo­me­tri dall’ar­ri­vo spaz­za­ti dal ven­to, lo stes­so che lo ac­com­pa­gna­va da ra­gaz­zo nel­la sa­li­ta e nel­la di- sce­sa del mon­te di Asma­ra.

PA­RI­GI Il 2015 ha cam­bia­to la sua vi­ta. Clas­si­fi­ca sca­la­to­ri al Del­fi­na­to, quat­tro gior­ni in ma­glia a pois al Tour, con­clu­so su­gli Champs-Ely­sées in­cro­cian­do gli sguar­di e gli sfor­zi con ico­ne che per an­ni ha se­gui­to al­la tv. «Da ra­gaz­zo guar­da­vo ogni tap­pa del Tour, co­no­sce­vo i no­mi di tut­ti i cor­ri­do­ri a me­mo­ria » . Ma in quel­lo stes­so an­no Da­niel per­de il pa­dre, co­me rac­con­ta in un toc­can­te vi­deo po­sta­to dal­la Di­men­sion Da­ta per ce­le­bra­re il suo gior­no trion­fa­le. A lui de­di­ca ogni sfor­zo, a lui pen­sa­va an­che nel 2013, quan­do la car­rie­ra di «Tek» sem­bra­va de­sti­na­ta ad in­ter­rom­per­si per pro­ble­mi di vi­sto le­ga­ti al­la si­tua­zio­ne po­li­ti­ca in Eri­trea. Fu de­ter­mi­nan­te l’in­ter­ven­to di Ry­der Dou­glas e del­la Mtn-Qu­be­ka (og­gi Di­men­sion Da­ta), la squa­dra na­ta nel 2007 con il pro­get­to di aiu­ta­re i gio­va­ni ta­len­ti del con­ti­nen­te. «Tut­to è pos­si­bi­le, se hai un so­gno», di­ce sor­ri­den­do in un vi­deo su you­tu­be. An­che vin­ce­re una tap­pa.

SUNADA

Da­niel Te­kle­hai­ma­not, 28 an­ni: è al pri­mo Gi­ro, men­tre ha cor­so gli ul­ti­mi due Tour de Fran­ce

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1. Ti­fo­si di Da­niel Te­kle­hai­ma­not al Tour de Fran­ce 2. Il cor­ri­do­re del­la Di­men­sion Da­ta fe­li­ce sul po­dio con la ma­glia az­zur­ra 3. Nel 2015 l’eri­treo ave­va ve­sti­to per 4 gior­ni la ma­glia a pois FO­TO BETTINI 1

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