La Gazzetta dello Sport

La visita ad Auschwitz: «Che non succeda mai più»

Gruppo azzurro commosso al campo di concentram­ento Il bisnonno di Petagna fu deportato

- INVIATO A TYCHY v.d’a. © RIPRODUZIO­NE RISERVATA

Eccoli lì, con le cuffiette nelle orecchie. Solo che stavolta non stanno assaggiand­o l’erba prima di una partita, mentre nelle orecchie rimbomba l’ultima hit di Pitbull. Stavolta, ieri, i 23 ragazzi di Di Biagio hanno chiesto espressame­nte di entrare in un altro campo, quello di concentram­ento di Auschwitz. Sapevano che l’avrebbero trovato lungo la strada per Tychy, dove stasera affrontera­nno la Repubblica Ceca. E hanno voluto andare a vedere con i loro occhi. Mentre nelle orecchie scorreva la voce - in un italiano perfetto - di una guida polacca che lì, in quel campo, ha perso l’intera famiglia. Parole che hanno fatto rumore nella testa di tutti. E, soprattutt­o, negli occhi di Cataldi e Garritano, gonfi di lacrime. RITORNO ALLE ORIGINI Ognuno ha realizzato qualcosa. Andrea Petagna avrà certamente rincorso nella memoria il proprio bisnonno, deportato in un campo di concentram­ento. « Neanche nell’immaginari­o più crudele, un inferno che non deve succedere mai più... SHALOM», ha twittato il bomber dell’Atalanta sopra l’immagine che fotografa i binari della morte. « Shalom » , pace, in ebreo: come le origini di mamma Alessandra. Il capitano Marco Benassi ha invece fermato listante in cui gli Azzurrini hanno depositato la corona di fiori nella piazza principale del campo, dove avvenivano le pubbliche fucilazion­e da parte dei militari delle SS: «Camminare tra campi minati e camere a gas. Immaginare la sofferenza e le atrocità. Non avere il coraggio di dire nulla. Se non fare memoria » . Memoria, conoscenza. Come scrive sui binari Roberto Gagliardin­i, citando Primo Levi: «Se comprender­e è impossibil­e, conoscere è necessario». Aveva anticipato tutti Federico Chiesa, quando il giorno prima ai microfoni aveva spiegato il perché della visita: «Ad Auschwitz andremo a celebrare la memoria di tutti quelli che sono morti durante la seconda guerra mondiale. Mi hanno già raccontato che è un posto molto triste». Come i loro occhi di ieri.

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Dopo la visita ad Auschwitz, i post commossi di 1 Andrea Petagna; 2 Marco Benassi; 3 Roberto Gagliardin­i. 4 Il gruppo azzurro LAPRESSE
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