La Gazzetta dello Sport

Promessa Milinkovic E la Lazio già sogna

Radu: «Mi ha detto che fa gol» Intanto ha prenotato il Mondiale

- Stefano Cieri ROMA

Stanco, ma felice. Perché il sogno di una vita val bene qualsiasi sacrificio. Anche se alle porte non c’è una partita qualsiasi, ma quella che chiunque abbia assaporato l’atmosfera della capitale sa che è l’unica che conta. Sergej Milinkovic si è presentato puntuale ieri pomeriggio a Formello. Sorridente e «caciarone» (per dirla alla romana) come sempre. Per nulla provato, almeno a vederlo, dai 9 mila chilometri di volo che lo hanno riportato a Roma da Ulsan (Corea del Sud) via Belgrado (dove è atterrata la nazionale serba e da dove poi lui è ripartito alla volta della capitale). Nella valigia, oltre ai soliti indumenti, anche due maglie che conserverà gelosament­e. Quelle indossate per le due prime gare giocate con la nazionale serba. L’esordio, venerdì scorso, contro la Cina, la replica quattro giorni dopo con la Corea del Sud. Per complessiv­i 163 minuti (90 nel primo match, 73 nel secondo).

SOGNO MONDIALE Prestazion­i positive, prestazion­i alla Milinkovic. Che oltre ad avergli consentito di realizzare il sogno di una vita, giocare con la nazionale del suo Paese, gli hanno aperto le porte ad un altro sogno grande così. Quello di partecipar­e al Mondiale in Russia della prossima estate. Sogno assolutame­nte possibile, perché in Serbia tutto lo vogliono in squadra. Tutti tranne l’ex c.t. Muslin che lo ignorava sistematic­amente e che (pare) proprio per questo motivo è stato rimosso dall’incarico dopo aver condotto la rappresent­ativa al Mondiale. Al suo posto è stato chiamato Krstajic che come primo atto ha convocato (e fatto debuttare) il laziale. E tutto lascia pensare che punterà su di lui anche la prossima estate per Russia 2018.

FACCIA DA DERBY Per questo il morale di Milinkovic è a mille. E quando tocchi il cielo con un dito non sai neppure cos’è la fatica. Con questo stato d’animo il gigante serbo si avvicina a un derby che vuole vivere (ancora) da protagonis­ta. Come nei tre della scorsa primavera quando segnò due gol decisivi ai fini della qualificaz­ione nella doppia semifinale di Coppa Italia (uno all’andata nel 2-0 per la Lazio e un altro al ritorno nel 3-2 per la Roma); e fu determinan­te anche in quello di campionato nel successo per 3-1 dei biancocele­sti. Non era andata altrettant­o bene (sia per Sergej sia per la Lazio) nei derby giocati in precedenza. Ma quello era un Milinkovic ancora alla ricerca della sua vera identità. Oggi è un altro giocatore. Uno di quelli che partite come il derby non le soffre, anzi le aspetta con ansia. Tanto da promettere ai compagni di risolverla lui. «Mi ha detto che segna», ha raccontato Stefan Radu a Mediaset Premium. Aggiungend­o: «Il derby lo vincerà chi avrà più cuore». Esatto.

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GETTY Sergej Milinkovic, 22 anni, serbo, alla Lazio dal 2015-16

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