Ju­lio Ce­sar: «Han­da su­per Mes­si sem­pre un pe­ri­co­lo»

● «Ma­drid non si scorda. E il ri­go­re pa­ra­to nel der­by a Ro­nal­di­n­ho è il ri­cor­do più bel­lo»

La Gazzetta dello Sport - - Calcio > Festival Di Trento - IN­VIA­TO A TREN­TO v.cla.

Quan­do scen­do­no dal bus che li por­ta all’Au­di­to­rium San­ta Chia­ra, men­tre cen­ti­na­ia di ti­fo­si li aspet­ta­no as­sie­pa­ti con­tro le tran­sen­ne, i «re­du­ci» del Tri­ple­te sem­bra­no un grup­po rock in tour­née. Gri­do­li­ni ogni vol­ta che si af­fac­cia­no, feeling fra lo­ro, ri­sa­te. Cer­to, al­cu­ne giac­che e cra­vat­te so­no mol­to di­ri­gen­zia­li e po­co rock. Ju­lio Ce­sar, in­ve­ce, nel ruo­lo ci sta a pen­nel­lo, con giub­bot­to di pel­le e te­le­fo­no pron­to al selfie con i fans/ti­fo­si. L’Ac­chiap­pa­so­gni, co­me lo chia­ma­va­no gli in­te­ri­sti, ha fir­ma­to co­sì tan­te hit e di­schi d’oro da non te­me­re la con­cor­ren­za del­le nuo­ve ge­ne­ra­zio­ni: «All’In­ter ho vis­su­to set­te an­ni in cui ab­bia­mo fat­to gran­dis­si­me co­se: i ti­fo­si so­no ri­ma­sti le­ga­ti an­che per­ché gli ab­bia­mo por­ta­to 14 ti­to­li. E ho vin­to più der­by di quan­ti ne ab­bia per­si, per for­tu­na...».

Par­tia­mo su­bi­to dal­le clas­si­fi­che: mi­glior ga­ra, mi­glio­re pa­ra­ta, mi­glior der­by.

«Tut­ti i mo­men­ti con la ma­glia ne­raz­zur­ra so­no sta­ti spe­cia­li. Ma la se­ra­ta più bel­la è sta­ta quel­la di Ma­drid. La pa­ra­ta top quel­la di Bar­cel­lo­na su Mes­si, in se­mi­fi­na­le. E il der­by più bel­lo quel­lo in cui pa­ro il ri­go­re a Ro­nal­di­n­ho, uno dei mi­glio­ri gio­ca­to­ri al mon­do. Era­va­mo avan­ti 2-0, ma in die­ci: se aves­se­ro ac­cor­cia­to non so co­me sa­reb­be fi­ni­ta».

Dal pas­sa­to al pre­sen­te. Co­me ve­de l’In­ter di og­gi?

«Sta an­dan­do be­ne, vin­ce­re le pri­me due par­ti­te di Cham­pions ti per­met­te di gio­ca­re con più tran­quil­li­tà, an­che se non è an­co­ra fi­ni­ta. Ades­so ven­go­no due ga­re dif­fi­ci­li con­tro il Bar­cel­lo­na, ma la par­ten­za dà un po’ di tran­quil­li­tà».

Que­sto Barça è un po’ me­no squa­dra di quel­lo di Guar­dio­la? Di­pen­de di più da Mes­si?

«Non sa­prei, ma si­cu­ra­men­te gen­te co­me Xa­vi, Inie­sta o Ney­mar man­che­reb­be a qual­sia­si squa­dra. Pe­rò una squa­dra che ha Leo è sem­pre pe­ri­co­lo­sa».

Il suo ere­de, Sa­mir Han­da­no­vic, ha do­vu­to aspet­ta­re an­ni per gio­ca­re la Cham­pions League. Ha salvato tan­te par­ti­te ma an­che su­bi­to cri­ti­che. Co­me lo giu­di­ca?

«Se­con­do me Sa­mir è mol­to mol­to for­te. In Cham­pions avrà la pos­si­bi­li­tà di di­mo­strar­lo an­co­ra di più. La ve­tri­na eu­ro­pea ti dà una di­men­sio­ne di­ver­sa da quel­la del cal­cio ita­lia­no. Se ri­pe­te quel­lo che ha fat­to in A nel­la cop­pa per me può en­tra­re nel­la top3, top5 al mon­do».

Il fu­tu­ro di Ju­lio Ce­sar in­ve­ce qual è?

«Io ades­so sto fer­mo, non ho nien­te in te­sta. Mi go­do la fa­mi­glia». Non fi­da­te­vi, ci sa­ran­no si­cu­ra­men­te al­tri so­gni da ac­chiap­pa­re.

I TI­FO­SI CI VO­GLIO­NO BE­NE? SÌ, GLI AB­BIA­MO DA­TO 14 TI­TO­LI

NON SO CO­SA FA­RÒ NEL FU­TU­RO: ADES­SO MI GO­DO LA FA­MI­GLIA JU­LIO CE­SAR EX POR­TIE­RE IN­TER

LIVERANI

Ju­lio Ce­sar, 39 an­ni, ha gio­ca­to all’In­ter dal 2005 al 2012

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