La Gazzetta dello Sport

Fiorentina, il Viola Park e investimen­ti mirati per convincere Sarri

Per la prossima stagione piace anche Marcelino dell’Athletic E si valuta un Prandelli-bis

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uando la Fiorentina nel novembre scorso decise di esonerare Beppe Iachini il primo nome che venne in mente ai manager di Rocco Commisso fu quello di Maurizio Sarri. Qualche contatto informale fece capire ai dirigenti viola che quella ipotesi non era percorribi­le. Per due motivi: prima di tutto perché Sarri non è più disposto a entrare alla guida di una squadra a stagione in corso, poi perché tra contratto in essere e penali previste dall’accordo della Juve ballavano diversi milioni. Ma quei contatti fecero capire a Joe Barone e Daniele Pradè una cosa importante e cioè che a differenza di Luciano Spalletti, altro allenatore molto legato affettivam­ente ai colori viola, Maurizio Sarri non escludeva la possibilit­à di

Qprendere in consideraz­ione l’opzione Fiorentina nel giugno del 2021.

Gioiello

Oggi che Ribery e compagni sono a un passo dalla salvezza è normale che la società stia cominciand­o a valutare a chi affidare il progetto tecnico dei prossimi tre anni. Ed è bastato avvicinare il nome di Maurizio alla creatura di Rocco Commisso per capire una cosa: la Firenze che ama dividersi su tutto e su tutti sposerebbe al cento per cento questo matrimonio. La strada da percorrere per arrivare a un’intesa è però lunghissim­a. E tutta in salita. Quello che ha convinto Sarri a lasciare aperto uno spiraglio è, oltre alla storica simpatia per la Fiorentina, il via ai lavori del

Viola Park, il più bello e il più grande Centro Sportivo d’Italia. Da Bagno a Ripoli, dove sta sorgendo, alla casa di Sarri (vicino a Figline) ci sono pochi chilometri di autostrada. Maurizio ha sempre sognato di avere un centro dove poter sviluppare 24 ore al giorno il suo credo calcistico. Con la possibilit­à di avere una visione complessiv­a anche di quello che propone, a livello di talenti, il settore giovanile. In più c’è la convinzion­e che Rocco Commisso abbia la forza economica per sviluppare un progetto triennale (perché è su queste basi di durata che si parla) in grado di riportare la Fiorentina in Europa.

Le incognite

Ci sono, però, tanti problemi da superare. La società viola può accontenta­re Sarri nella costruzion­e della squadra che dovrebbe essere in linea con i suoi concetti tattici? Sinceramen­te ci dovrebbe essere una rivoluzion­e profonda. Non facile da operare. Anche dal punto di vista economico. Inoltre bisognereb­be che non arrivasse a Sarri entro fine

Maurizio Sarri, 62 anni, napoletano, è stato esonerato dalla Juventus all’inizio dell’agosto scorso dopo aver guidato i bianconeri nel 2019-20 aprile un’offerta di quella alle quali è impossibil­e dire di no. Perché chi ha assaporato il gusto del successo (e Maurizio ha vinto lo scudetto con la Juve e la Coppa con il Chelsea) fa fatica a rinunciare a certe emozioni. Non resta che aspettare. A fine marzo Rocco Commisso tornerà in Italia e quello sarà il momento in cui la questione allenatore avrà una brusca accelerazi­one. Intanto Joe Barone e Daniele Pradè stanno valutando tutte le possibili opzioni per quanto riguarda la guida tecnica. Si va dalla conferma di Prandelli (che sta facendo un buon lavoro e sta valorizzan­do al massimo Vlahovic), ai giovani Italiano (uno che piace molto) e De Zerbi, fino ad arrivare a quel Rino Gattuso che è sempre stato nel cuore di Rocco e che a giugno chiuderà il suo percorso alla guida del Napoli. Poi, c’è anche un profilo internazio­nale che piace molto alla Fiorentina. Stiamo parlando di Marcelino, attuale allenatore dell’Athletic Bilbao. Un allenatore che già in passato è stato avvicinato ai colori viola. Tramontata, invece, l’ipotesi Juric che, invece, un anno fa aveva raggiunto un accordo con il club viola. Intesa cancellata dalla decisione di Rocco Commisso di confermare Iachini. Un passo indietro che Juric ancora non ha perdonato. 2’58”

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