La Gazzetta dello Sport

Capirossi: «Non posso pensare di non vederlo più»

Loris in lacrime: «Il ricordo più bello? Con lui lo sono stati tutti. E insieme dovevamo restaurare la Honda 1999»

- di Paolo Ianieri

A Phillip Island per aiutarmi si prese un pugno: fu un atto di amicizia

«Fausto era il mio amico. Non posso pensare di non vederlo mai più». A un certo punto della telefonata, la voce di Loris Capirossi si incrina.

3Loris,

quando aveva sentito Gresini l’ultima volta?

«A fine gennaio ci eravamo parlati in videochat, prima ci scrivevamo messaggi, al suo compleanno mi aveva risposto. E ogni sera verso le 20.30 chiamavo Nadia, sua moglie, che dopo aver sentito il dottore mi dava le informazio­ni del giorno. Ho vissuto la situazione da vicino, c’erano momenti in cui andava molto meglio, poi peggiorava... È troppo triste tutto questo».

3Voi

due avete condiviso 30 anni di vita, da quando lei nel 1990 esordì nel Mondiale 125 come suo compagno in Honda. «Iniziò già nel 1987, quando divenne campione del mondo la seconda volta. Ero un bambino, abitavo vicino a lui a Imola e la sera andavo a vedere quando tornava a casa, di nascosto perché ero uno timido. Che emozioni. Poi dal 1990 e per due stagioni abbiamo corso assieme in 125, quindi io sono passato in 250 e quando, dopo il suo ritiro, sono salito in 500, lui è diventato il mio coach. E infine nel 1999 sono andato a correre nella sua squadra. Il rapporto tra me e lui è sempre stato fantastico».

3Litigare

con Gresini era in effetti complicato.

«Ci volevamo un bene enorme, avevamo la stessa passione, moto, moto vecchie, moto da corsa, tutte queste pugnette qui, ne parlavamo sempre. Aveva cominciato a ricostruir­e la mia Honda 250 del ‘99, quando ero andato da lui in officina a Faenza mi aveva fatto vedere tutti i pezzi. “Adesso la facciamo eh”, mi ripeteva».

3Era

sempre entusiasta. «Non posso pensare di non vederlo mai più, questa cosa mi uccide. Non esiste. Sai, da una persona anziana ti aspetti che da un anno all’altro possa succedere qualcosa. Ma lui, 60 anni... era pieno di vita, non si fermava un secondo. Ha dedicato tutta la vita, il suo lavoro, al team, ai ragazzi. Ha una famiglia fantastica, quattro figli, Nadia... le ho parlato, è devastata. Io sono anche il padrino di Lorenzo. Sono tutti brave persone, quando hai un padre così come fai a essere una persona cattiva? Adesso diventa difficile tutto».

3Come

andrà avanti il team? «Quest’anno è tutto pianificat­o, Fausto ha lavorato fino a dicembre ed era tutto a posto. Il futuro dipenderà molto da quel che vorrà fare la famiglia».

3Descriva

Fausto.

«Mi ricordo una battuta: “Me so’ c’sé”, io sono così, in romagnolo. Aveva un sorriso per tutti, poteva essere duro, ma era buono. Ultimament­e non era facile, ha una sessantina di persone sotto di lui, mi diceva “Loris c’è da fare questo e quello, è un casino, cosa succederà?”. Chiedeva consigli, o io chiedevo a lui. C’era un rapporto importante tra noi».

3Cosa

le ha insegnato?

«Non c’è un momento più bello, perché quando frequenti una persona e sai che ti puoi fidare ciecamente, è tutto molto facile. Certo, il mio primo Mondiale nel ‘90, quando nel GP decisivo a Phillip Island per aiutarmi prese anche un pugno in testa da Hans Spaan, fu un atto di vera amicizia. Da lì cambiò tutto».

3Era

il suo più grande amico nel paddock?

«Sì, sicurament­e».

3Andrà

al funerale?

«Al 100%, non me ne frega niente se non posso muovermi. Voglio vedere chi mi ferma».

 ??  ?? Coppia Loris Capirossi e Fausto Gresini nel 1990, anno del debutto di Loris
Coppia Loris Capirossi e Fausto Gresini nel 1990, anno del debutto di Loris
 ??  ?? Boss Nel 1999 da team manager di Loris Capirossi (con papà Giordano)
Boss Nel 1999 da team manager di Loris Capirossi (con papà Giordano)

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