La Gazzetta dello Sport

Si è arreso Gresini il campione manager

GRESINI SI È ARRESO I FIGLI PROMETTONO «ORA I TUOI SOGNI LI REALIZZIAM­O NOI»

- di Ianieri, Tosi

(Fausto Gresini, 60 anni, lottava da due mesi col Covid)

La morte ieri per emorragia cerebrale dopo il Covid. Luca e Lorenzo: «Ci ha chiesto di vaccinarci». Funerali in circuito a Imola?

Dopo due mesi di lotta contro il Covid, ieri mattina Fausto Gresini si è arreso nel suo letto della rianimazio­ne dell’ospedale Maggiore di Bologna. Un’ultima complicazi­one, l’insorgere di un’emorragia cerebrale, gli è stata fatale. Esattament­e un mese fa, il due volte iridato in 125 aveva compiuto 60 anni. Lascia la moglie Nadia e i figli, Lorenzo, il primogenit­o, 25 anni, che su Facebook ha costanteme­nte aggiornato tutti sulle condizioni di papà, Luca, 21, Agnese, 15, e Alice, 10. E un grande vuoto tra chi lo ha conosciuto, a cominciare dai suoi ragazzi della Gresini Racing, la squadra da lui fondata nel 1997 a Faenza, rilevando il team Pileri, e in tutta Imola, dove era nato e viveva.

Silenzio irreale

Un giorno che sembra un’eternità. Dopo la notizia diffusa dal team, il sole radioso che illumina la zona artigianal­e confligge con la tristezza dentro alla sede dove lavorano circa 70 persone. Nessuno vuole parlare. Non è qui che si riesce ad attingere un ricordo. È salendo a Imola, sulla via Linaro che conduce verso l’appennino toscano, che scoppiano le emozioni. Lì c’è il Bar Mojito, ritrovo di Gresini e dei familiari per colazioni e aperitivi. La titolare Valentina Zerbini, amica da sempre, ci dice: «Un’intera città è con le lacrime agli occhi perché se n’è andato una grande persona che offriva un sorriso e una parola buona con tutti». Pochi metri più avanti c’è l’abitazione di Gresini, una bella proprietà che percorre una via piena di alberi secolari. Martino Maccarelli, l’amico di tante “cretinate” in moto ai tempi dell’adolescenz­a («facevamo le gare sulle strade cittadine sfidandoci in volate sui Mister College») ci invita a entrare. Ci sono garage e magazzini, il motore è dominante, c’è un Land Cruiser rinforzato per le battute al cinghiale. Un ambiente bucolico per trascorre serate con gli amici.

Lorenzo e Luca

Poi compaiono loro, i figli maschi e maggiorenn­i, Lorenzo e Luca. Lorenzo è il più provato. Scoppia a piangere, la sua commozione è contagiosa: «Babbo ce l’ha messa tutta, ha combattuto fino all’ultimo — dice —. Anche l’altro giorno sembrava in migliorame­nto. È stata una lunga agonia tra speranza e sconforto. La prima volta che è uscito dal coma si è raccomanda­to che ci vaccinassi­mo. È morto di Covid, non aveva patologie, stava benissimo. Stiamo organizzan­do il funerale, vorremmo fare la cerimonia all’autodromo di Imola se sarà possibile». Luca è più taciturno, ha smesso di correre per stare in azienda. «Non tornerò sulle moto. C’è tanto da fare ora che lui non c’è più, dobbiamo portare avanti il suo lavoro e i suoi valori — promette —. Voleva una nuova sfida, tornare in MotoGP con un suo team dopo l’esperienza con l’Aprilia. Era il suo obiettivo per l’anno prossimo».

 ??  ??
 ??  ??
 ??  ??

Newspapers in Italian

Newspapers from Italy