La Gazzetta dello Sport

Baggio diventa anche un film «Non scorderò mai quel rigore»

Il titolo è “Il Divin Codino”, va su Netflix dal 26 maggio. Robi e la finale ’94: «L’ho presa malissimo»

- di Matteo Dalla Vite

«Tornerei in campo anche domani, ma purtroppo le ginocchia non mi seguono». Roberto Baggio (assieme all’amico e manager Vittorio Petrone) è protagonis­ta assoluto anche della conferenza stampa virtuale per presentare “Il Divin Codino”, un film Netflix (in collaboraz­ione con Mediaset, prodotto da Fabula Pictures e in associazio­ne con Trentino Film Commission) che andrà in onda dal 26 maggio proprio su Netflix. «Il rigore sbagliato col Brasile? Non me lo toglierò mai dalla testa. Mai.

L’ho presa malissimo, avevo il sogno di vincere, non ce l’ho fatta: impossibil­e mettere da parte quel momento. Non lo cancelli. Perché non hanno avuto lo stesso impatto gli errori dei miei compagni? Io ho dato il colpo finale...».

Il papà e le lacrime

Attorno a quel sogno, a quel rigore, si sviluppa una storia bella, profonda e che a un certo punto porta anche alla commozione quando Robi ricorda il padre Florindo, scomparso poco tempo fa. «Nel film c’è molto del rapporto con mio padre: ero piccolo e non capivo certe cose, per me era quasi diventato un nemico. La sua educazione rigida, che io non accettavo, alla fine è stata la base per non arrendermi. Per cui grande gratitudin­e verso mio padre, e spero che possa arrivare questo messaggio: a volte non capiamo fino in fondo l’amore che i genitori danno per aiutarci. Poi quando non ci sono più uno ci pensa». E qui Baggio piange. Alla presentazi­one ci sono tutti coloro che hanno creato l’idea e l’hanno messa in pratica: dalla regista Letizia Lamartire («La parte più emozionant­e è quella che ha coinvolto il Robi uomo») all’attore Andrea Arcangeli che ha impersonat­o Baggio («Lui mi ha aiutato tanto, e io mi addormenta­vo con una playlist delle sue interviste per imparare la sua cadenza»), fino agli sceneggiat­ori Ludovica Rampoldi, Stefano Sardo e non solo. «All’inizio mi vergognavo quasi di fare un film. “Ma a chi vuoi che interessi?” dicevo. Poi Vittorio mi ha convinto: ne è uscito un lavoro bello, profondo. Io e Andreina (la moglie, ndr) siamo stati anche sul set, abbiamo dato supporto per quel che è stata la nostra vita, in semplicità».

Il retroscena

Poi, ecco il retroscena sulla nascita del Codino. «Per caso. Eravamo a Usa ’94, ho fatto i compliment­i a una cameriera che aveva dei riccioli bellissimi in una coda. Lei mi ha detto “Perché non la fai anche tu?”. Il tempo di rispondere, ed ecco che mi ha aiutato: un elastico e via. Con semplicità. Non credevo che poi diventasse un’icona». Nel film c’è spazio per il Buddismo e compaiono la Nazionale, la Fiorentina e il Vicenza. E le altre squadre? «Non dimentico nessuna città perché ho condiviso un affetto enorme. La sciarpa della Fiorentina? Fu un gesto di gratitudin­e verso una città che nonostante mi avesse visto poco per colpa degli infortuni mi seppe aspettare».

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Una scena del film “Il Divin Codino” con l’attore Andrea Arcangeli che impersona Roberto Baggio. La regia è di Letizia Lamartire
Un idolo sugli schermi Una scena del film “Il Divin Codino” con l’attore Andrea Arcangeli che impersona Roberto Baggio. La regia è di Letizia Lamartire

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