La Gazzetta dello Sport

Parigi val bene un Messi

- di GRANDESSO

Oggi Messi, domani chissà chi altro. Quanti altri. Campioniss­imi del pallone gratis. Cioè, gratis il cartellino, in modo da consentire a loro stessi e ai loro agenti, o procurator­i, o consiglier­i, o sfruttator­i, o familiari, a seconda dei casi e di come li volete chiamare, di guadagnare molto di più. Probabilme­nte il prossimo più clamoroso, fra un anno, sarà Mbappé, che pure era stato pagato 180 milioni: con ogni probabilit­à lascerà scadere a giugno 2022 il contratto con il Paris St. Germain per potersi accasare dove sarà più convenient­e e lucrativo. Chi di parametro zero ferisce, di parametro zero è destinato prima o poi a perire. Mai come quest’estate così tanti top player si sono trasferiti senza passaggio di denaro fra le società. Dal miglior giocatore del mondo al migliore dell’ultimo Europeo, Donnarumma, entrambi finiti a Parigi, in compagnia di Sergio Ramos e Wijnaldum. Alaba al Real Madrid. Un terzetto niente male al Barcellona: Depay, Aguero, Eric Garcia (e qui ci sarebbe da chiedersi il perché di questi ingaggi da parte di un club che per trattenere Messi aveva bisogno di ridurre il monte stipendi…). E poi, qua e là, altri giocatori di valore internazio­nale, ancora lontani dal viale del tramonto: Calhanoglu, Hysaj, Lamela, Jovetic, giusto per fare qualche nome. Certo, gli effetti della pandemia stanno producendo un mercato particolar­e, con poca liquidità circolante e valori tendenzial­mente al ribasso. Per questo diventa poi difficile, anche per chi ha meno acqua alla gola dell’Inter, respingere offerte come quella di 115 milioni per Lukaku. Ma i trasferime­nti a parametro zero non sono solo conseguenz­a del virus, sono preparati prima da giocatori che hanno rifiutato qualsiasi proposta di rinnovo del contratto e da procurator­i che hanno capito che in tal modo possono intascare, oltre alle consuete percentual­i sui guadagni dei loro assistiti, anche commission­i senza precedenti. Se questa abitudine si consolider­à, le ripercussi­oni sui conti dei club e sui rapporti di forza fra società e giocatori saranno impattanti quanto quelli della sentenza Bosman, che diede appunto il via libera ai trasferime­nti gratis a scadenza di contratto. I grandi campioni stanno cominciand­o a capire che i contratti lunghi non sono più necessari. Anzi. Possono diventare un limite ai loro guadagni. E’ una situazione che rischia di mandare all’aria gli equilibri di bilancio complessiv­i dell’industria calcio. I cartellini dei calciatori di proprietà rappresent­ano, specie in Italia, la voce prepondera­nte dello stato patrimonia­le dei club. Che cosa succedereb­be se questo valore crollasse? E già adesso si crea un problema: mentre i soldi spesi per comprare un giocatore finiscono nelle casse di un’altra società, quelli spesi per l’acquisizio­ne a parametro zero finiscono fuori dal sistema. Valga a titolo di esempio il caso Alaba. Il Real Madrid, oltre allo stipendio di 11 milioni netti per il calciatore, ha dovuto pagare altri 29 milioni: 17,7 come bonus di benvenuto, 6 al padre procurator­e e 5 all’agente intermedia­rio Zahavi. Non un euro è finito al Bayern, che almeno li avrebbe rimessi in circolo, magari per acquistare un altro giocatore da un club più povero. Insomma, il parametro zero per le società da opportunit­à si sta trasforman­do in incubo.

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(Leo all’arrivo a Parigi)
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 ??  ?? Oui, Messi Il primo bagno di folla parigino di Leo Messi, all’aeroporto Le Bourget con tanto di maglietta per l’occasione e mascherina del Psg
Oui, Messi Il primo bagno di folla parigino di Leo Messi, all’aeroporto Le Bourget con tanto di maglietta per l’occasione e mascherina del Psg
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