La Gazzetta dello Sport

Nico Mannion alla Virtus: la scelta giusta per crescere

- di Davide Chinellato

La scelta di Nico Mannion di lasciare l’Nba dopo un solo anno per firmare con la Virtus Bologna è strana solo in apparenza. Il figlio di Pace sa di aver bisogno di giocare per continuare a crescere e i campioni d’Italia gli hanno offerto proprio questo. Più dei Golden State Warriors, la squadra che l’ha portato in Nba ma che non ha creduto fino in fondo in lui. Nico porta in Serie A l’incoscienz­a dei suoi 20 anni, quella faccia tosta che ha fatto innamorare l’Italia e l’ha trasformat­o in uno dei protagonis­ti della cavalcata al Preolimpic­o di Belgrado prima e a Tokyo poi, dove Mannion è stato secondo solo a Simone Fontecchio nelle valutazion­i dei migliori azzurri. Non ha paura di niente, ha voglia di migliorare pur conoscendo bene il suo valore, già alto per il campionato italiano. Con la Virtus (applausi per questo ennesimo colpo da chi ha voglia di diventare ancora più grande) è successo tutto molto in fretta, ma Nico era troppo affascinat­o dai racconti di papà Pace sulla sua avventura italiana per lasciarsi sfuggire questa occasione. Porta in Italia quello che ha imparato nella sua stagione con Steph Curry come mentore, un’annata in cui è cresciuto come tiratore, come difensore, come gestore della squadra. È da questo che dovrà ripartire alla corte di Sergio Scariolo: il suo obiettivo a lungo termine sarà quello di guadagnars­i prima possibile il ritorno in Nba, ma la Virtus per lui anziché un parcheggio è un’altra occasione per crescere, avendo minuti e partite importanti a disposizio­ne per continuare a fare progressi, per mostrare che quello che ha fatto innamorare l’Italia di lui può essere replicato con continuità. Nico è uno di quelli che migliorano giocando: in Nba avrebbe dovuto sudare per scampoli di partita, alla Virtus avrà tante responsabi­lità. Quelle di cui ha bisogno per tirare fuori il meglio.

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