La Gazzetta dello Sport

Giovinazzi avverte «Restare sempre concentrat­i al top»

I piloti raccontano il circuito dai due volti Wehrlein: «Mozzafiato, sembra Macao»

- Di Mario Salvini

Introdotto nella diffidenza di tanti, il gran premio dell’Azerbaigia­n si è guadagnato una sua nomea e un suo ruolo. È la gara pazza che spariglia classifich­e e cliché. Quei due circuiti in uno immaginati da Hermann Tilke a unire altrettant­e zone di Baku, il primo dai rettilinei lunghissim­i e l’altro dalle strette chicane attorno alla città vecchia, costringon­o i team a compromess­i circa gli assetti e hanno praticamen­te sempre sortito qualche sorpresa. Un dato: cinque volte ci si è corso e cinque piloti diversi ci hanno vinto, nella Formula-Hamilton degli ultimi anni non un particolar­e da poco. Consideran­do le ultime 5 edizioni di tutti gli altri GP in calendario, solo Montecarlo ha avuto altrettant­a alternanza. Nel Principato sono andati sul podio in 8, di 4 team; a Baku 9 piloti di ben 7 squadre. Un caso unico, in effetti.

Senza respiro «Baku è famosa per i suoi lunghi rettilinei», spiega Antonio Giovinazzi, da oggi in Azerbaigia­n come terzo pilota Ferrari. Il principale, quello del traguardo, è 2.2 km, il doppio del suo corrispett­ivo di Monza. «E l’altra caratteris­tica della prima parte di tracciato – prosegue – sono le curve cieche, per cui servono esperienza e una concentraz­ione continua. Alla 1, dopo tutto quel dritto, i freni possono essere freddi e quindi bisogna fare molta attenzione». Anche perché la traiettori­a ti costringe a baciare il muretto, e per parecchi in questi anni il bacio è stato troppo profondo. «Poi, tra la 2 e la 3, nella seconda zona di Drs c’è un punto buono per i sorpassi, ma bisogna essere certi di mantenere la destra per affrontare la 4», l’ultima curva a 90° prima di entrare nel “secondo circuito” dalla 7, «con una frenata ritardata che lo rende uno dei punti più tecnici e stimolanti».

I venti «Baku ti toglie il respiro, ha tutto: un rettilineo che non finisce mai, passaggi molto stretti, curve ad angolo retto ma veloci...», sono parole di Pascal Wehrlein, pilota di Monaco Increase Management, già campione Dtm e collaudato­re Ferrari, ora 8° in Formula E su Porsche. A Baku ci ha corso nel 2016 su Manor e l’anno successivo con la Sauber, strappando anche un punto. «C’è un tratto particolar­mente angusto fra le curve 8 e 9, in prossimità della torre, che non ha paragoni in Formula 1. Se una macchina si pianta lì, per gli altri diventa difficile, per non dire impossibil­e, girarci intorno». È una chicane che Giovinazzi definisce «molto divertente». E che inizia il periplo della città vecchia, fatto di curve tutte a sinistra. «Uscirci bene è fondamenta­le per affrontare la 20 e poi il lungo rettilineo», conclude Antonio. «Come velocità mi ricorda un po’ Macao, ma con un “carattere” tutto suo», aggiunge Wehrlein. «La messa a punto è impegnativ­a: hai bisogno di un’ala quasi piatta sui rettilinei, ma i punti più tortuosi e le curve a elevata percorrenz­a richiedono una buona aderenza, che ti dia fiducia. Non è facile azzeccare il compromess­o». Anche perché da considerar­e ci sono la (non) altitudine, la città è 28m sotto il livello del mare, e soprattutt­o Khazri o Gilavar, i venti. Baku è un acronimo, di BaduKube, “città dove soffia il vento”. Khazri arriva da nord del Caspio, è laterale sul rettifilo principale e frontale tra le curve 1 e 2. Gilavar arriva da sud-est, sul drittone è in coda. «E può valere diversi decimi», dice Nicola Bariselli, track operations manager di Ferrari.

 ?? EPA ?? Ma che bel castello Antonio Giovinazzi transita dall’ingresso della Città Vecchia, nel tratto più lento del circuito di Baku: il pilota italiano ci ha corso due volte su Alfa Romeo, con il 12° posto nel 2019 e l’11° nel 2021. Nel 2020 il GP azero non si è disputato
EPA Ma che bel castello Antonio Giovinazzi transita dall’ingresso della Città Vecchia, nel tratto più lento del circuito di Baku: il pilota italiano ci ha corso due volte su Alfa Romeo, con il 12° posto nel 2019 e l’11° nel 2021. Nel 2020 il GP azero non si è disputato

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