La Gazzetta dello Sport

Quel filo diretto tra Rom e Inzaghi Così è già nato il patto scudetto

- L’ASSE CALDISSIMO di Filippo Conticello

Quella quindicina di giorni passati assieme nell’estate 2021 sono serviti per verificare una istintiva, felice corrispond­enza di amorosi sensi. Romelu Lukaku era il gran visir nell’impero di Conte, l’attaccante che traduceva in campo il pensiero verticale di Antonio; Simone Inzaghi, invece, l’allenatore chiamato a riempire la voragine lasciata dal tecnico dello scudetto. Non un incastro facile, in realtà, ma tutto sgorgò in maniera naturale, prima che il Chelsea rovinasse l’idillio arrivando a Milano con una valigia piena di sterline. Rom si fece tentare dalle sirene inglesi (e da un maxi-stipendio), salvo poi pentirsene amaramente, e nello stesso momento cambiò la natura stessa della squadra che aveva in testa Simone. Adesso Inzaghi è il principale sponsor del Lukaku-bis e, dall’altra parte, il belga brama per farsi allenare da lui. Rom ha passato gli ultimi mesi al telefono con ex compagni e dirigenti per organizzar­e nel dettaglio questo spericolat­o ritorno a casa, ma negli ultimi tempi le sue attenzioni si sono rivolte anche a Inzaghi. C’è un filo diretto con l’allenatore e, anche se non c’è ancora stata una vera lunga chiacchier­ata tra i due (quella si farà quando sarà trovato l’equilibrio definitivo tra i club), i messaggi sono stati tanti. E hanno ruotato attorno a un semplice concetto: lo scudetto. Quello che Romelu ha stravinto, senza avere poi la possibilit­à di festeggiar­e in un San Siro bollente o in mezzo a un popolo che lo adorava. Quello che, invece, a Simone è sfuggito per un concatenar­si di eventi in due mesi di strano blackout.

Filo teso Londra nel tempo è diventata una città piuttosto ostile per il belga: in certe serate particolar­mente grigie, le partite dell’Inter erano un rito nostalgico che metteva di buon umore. Nell’ultima stagione Rom è stato un tifoso in più,

deluso come tutti per la beffa del Milan. Quei Diavoli in giro per la città in pullman gli hanno lasciato un sapore amaro: era la scena che avrebbe voluto vivere lui stesso un anno fa e che gli è stata tolta dalla pandemia. Per questo Romelu ha ripetuto al tecnico nerazzurro (ma a tutte le componenti della società) che si farà perdonare per il “tradimento” del 2021 con una precisa missione: vuole dare un colpo di forbice a quel tricolore. Lavorerà dal primo giorno per strapparlo dalla maglia del Milan e appuntarlo sul nerazzurro, con l’aggiunta dell’agognata seconda stella.

La missione Tutte le alte sfere nerazzurre, dall’allenatore ai dirigenti fino al presidente Zhang, hanno apprezzato questa indomabile voglia di Inter manifestat­a da Romelu, unita al suo focus così netto sulla vittoria in campionato. Il più elettrizza­to, però, è proprio Simone a cui era bastato qualche allenament­o per capire che il belga è un diamante non del tutto sgrezzato ancora. Spesso nell’ultima stagione alla sua Inter è mancato proprio un ariete capace di buttare giù i muri più spessi: nelle partite scivolose, sporche, un tocco del centravant­one avrebbe risolto. Nel canale aperto Rom-Simone non si parla ancora di tattica e posizioni in campo, ci mancherebb­e pure, ma è chiaro che la variante Lukaku cambierebb­e nel profondo una squadra che ha vinto due titoli restando fedele alla propria identità. L’Inter di Simone ha sempre inseguito la bellezza, non la forza, ma con il ritorno del figliol prodigo potrebbe pure cambiare i connotati. A volte, non sempre, potrebbe pure abbassarsi in modo da lasciare campo davanti all’attaccante belga. A Londra non lo hanno capito, ma Rom è ancora un giocatore da football americano: fare touchdown è ancora la sua specialità.

 ?? AFP ?? Insieme Inzaghi e Lukaku ai tempi di Lazio-Inter
AFP Insieme Inzaghi e Lukaku ai tempi di Lazio-Inter

Newspapers in Italian

Newspapers from Italy