La Gazzetta dello Sport

Dallo scudetto al portiere Spalletti-ADL mai d’accordo

Tutti i punti di contrasto tra l’allenatore e il presidente

- Contendent­i Luciano Spalletti e Aurelio De Laurentiis

L’amore è eterno finché dura ma nel calcio spesso la magia si esaurisce alla scadenza dei contratti. Il rapporto tra Aurelio De Laurentiis e Luciano Spalletti è di stima e rispetto ma in questo momento non si può certamente parlare di idillio tra i due nonostante siano legati fino al 2024.

LE VISIONI Botta e risposta Spalletti-De Laurentiis

Il video con la faccia perplessa del tecnico di Certaldo nell’ultima conferenza congiunta quando De Laurentiis ha detto «faremo di tutto per portare lo scudetto a Napoli» è diventato virale tra i tifosi. Le perplessit­à dell’allenatore non sono riferite al progetto tecnico che il club azzurro sta portando avanti, e neppure al fatto che è alle porte una mini-rivoluzion­e in organico, bensì agli obiettivi enunciati dal presidente che sembra stia avvertendo la pressione di una piazza che lo accusa di non svenarsi per vincere. Così Spalletti ha inteso riportare tutti con i piedi per terra parlando a Sky venerdì sera e spiegando che «sarà difficilis­simo per il Napoli restare tra le prime quattro». Una frase che in altri tempi sarebbe stato più facile ascoltare dalla bocca di De Laurentiis e che ieri, invece, ha generato nei tifosi il convincime­nto che Spalletti abbia “risposto” al salto in avanti del presidente.

I CASI Ospina e Koulibaly chissà se resteranno

Inoltre, un’altra affermazio­ne di Spalletti — quella sull’importanza della costruzion­e dal basso e il fatto che «nessuno vuole più un portiere che non sappia giocare bene con i piedi» — ha generato il dubbio che l’allenatore del Napoli abbia mal digerito l’addio di Ospina, spesso preferito nell’ultima stagione a Meret (titolare in pectore per il 2022-23) proprio per la capacità di rilanciare l’azione da dietro. Spalletti ha messo qualche paletto che sentiva la necessità di piantare, un po’ come lo scorso anno quando gli venne chiesto cosa avrebbe fatto pur di trattenere Koulibaly e lui disse di essere pronto ad incatenars­i ai cancelli di Castel Volturno. A fine maggio ha ribadito, almeno da parte sua, l’incedibili­tà del senegalese e il fatto che si parli di un possibile trasferime­nto di Koulibaly sicurament­e non lascia Lucianone tranquillo.

LA STRATEGIA Due comunicazi­oni molto diverse

Meglio farlo presente anche in pubblico, avrà pensato Spalletti, e non per prendere le distanze da

De Laurentiis ma per evitare che il “tormentone scudetto” prenda piede prima ancora di andare in ritiro. L’allenatore non vivrà la città — come gli ha chiesto di fare il presidente — ma ha annusato la piazza e ha capito di non potersi “appiattire” sulle affermazio­ni di De Laurentiis. Non è cominciata una vera e propria battaglia di posizione, ma di sicuro ciascuno dei due ha scelto una strategia comunicati­va ben precisa: De Laurentiis ha provato a pungolare l’animo della gente parlando di tricolore, l’allenatore ha capito che a Napoli è meglio non illudere nessuno visto che l’ambiente è già molto caldo (non solo meteorolog­icamente).

LA CITTÀ Quella spaccatura sul presidente

La città infatti è spaccata proprio sulla figura del presidente ma i detrattori di De Laurentiis sembrano in maggioranz­a. Fino a qualche mese fa, non era così, ma proprio il finale di stagione e i primi scricchiol­ii nel rapporto con Spalletti hanno generato una ulteriore frizione tra il massimo dirigente del club e il pubblico. Alcune uscite presidenzi­ali non sono piaciute e anche l’intervento post Empoli finalizzat­o in qualche modo a salvare il piazzament­o Champions non è stato gradito perché visto dai più come un tentativo di salvaguard­are esclusivam­ente gli interessi economici della società. Di contro, Spalletti, che era finito nel mirino della critica dopo il trittico Fiorentina-Roma-Empoli, ha riguadagna­to la fiducia popolare in virtù di un ottimo finale di stagione e di dichiarazi­oni come quelle di venerdì sera meno “allineate”.

IL FUTURO Senza pacificazi­one a rischio i risultati

In sintesi, sarebbe auspicabil­e una pacificazi­one ambientale che però dovrebbe partire da qualche segnale concreto del Napoli verso Napoli (a proposito, si attende ancora il via alla campagna abbonament­i). Questa mancanza di sintonia tra società e tifosi rischia di influire anche sui risultati della squadra e Spalletti per evitare che questo pericolo si concretizz­i dovrà lavorare di fino. Le frasi pronunciat­e a Sky in tal senso sono messaggi precisi che la gente sembra aver recepito. Se Spalletti diventerà “garante” del progetto, senza però rinunciare ad essere un pungolo per De Laurentiis, allora il pubblico si schiererà definitiva­mente dalla sua parte e potrebbe scoccare quella scintilla che ancora non si è vista.

g.m.

A DISTANZA

I due si sono parlati spesso a mezzo stampa, mostrando visioni opposte sul Napoli

L’OBIETTIVO Indispensa­bile e urgente un riavvicina­mento, anche per il bene della squadra

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