La Gazzetta dello Sport

IL MILAN, L’INTER E ADESSO L’OLIMPIA LA CITTÀ CRESCE PIÙ FORTE DI TUTTO Capitale dell Sp rt

- Di Sebastiano Vernazza MILANO

Non era mai successo che, nella stessa stagione, Milano vincesse cinque titoli/ trofei italiani tra calcio e basket. Nel calcio scudetto al Milan, Coppa Italia e Supercoppa italiana all’Inter. Nel basket l’Olimpia si è presa il campionato e la coppa nazionale. È un piccolo miracolo sportivo, maturato in condizioni estreme. Veniamo dalla pandemia, dal lockdown di due anni fa, nemmeno possiamo dire di esserne del tutto usciti, e siamo in balia della guerra in Ucraina, con il tragico carico di morti quotidiane e con riflessi economici gravi, legati all’aumento dell’inflazione, alle difficoltà di approvvigi­onamento del gas e del petrolio. Siamo passati da un’incertezza all’altra, nella settimana scorsa la Borsa è scesa quasi ai minimi del 2020, nei mesi bui della chiusura per virus, eppure ci muoviamo e vola la Milano dei due palloni che più pesano.

Tre proprietà, tre Paesi

Il caso è interessan­te e la prima riflession­e riguarda le proprietà. Milano ha vinto con tre padroni di tre diverse nazionalit­à. Il Milan appartiene agli americani, sta per passare di mano da Elliott a RedBird, da un fondo Usa a un altro. L’Inter è cinese, della holding Suning che fa capo alla famiglia Zhang. L’Olimpia è di Giorgio Armani, uno stilista diventato “brand”, marchio di italianità in ogni continente. America, Cina, Italia: Milano città aperta, la più internazio­nale dei nostri grandi centri, se stiamo all’economia. Gli esempi di Milano internatio­nal sono tanti, il più recente è la 60ª edizione del Salone del Mobile, svoltasi due settimane fa. La fiera del design ha attirato in città 262.608 presenze in sei giorni. I Paesi espositori sono stati 173 per 2.175 marchi, e mancavano quasi del tutto cinesi e russi. Un successo clamoroso, chiunque viva o lavori a Milano lo sa, perché il cosiddetto “Fuori Salone”, le esposizion­i in giro per le vie e le piazze, ha da sempre un impatto forte sulla città, la trasforma in una rassegna a cielo aperto, come e più delle varie settimane della moda, altro pezzo forte del cosmo lavorativo milanese. Se allarghiam­o il discorso alla Lombardia, le cifre si ingigantis­cono. In un report dell’assessorat­o regionale allo Sviluppo economico si legge che in Lombardia tra il 2021 e il 2028 sono previsti 28 miliardi di dollari di investimen­ti da parte di aziende straniere. Milano e la regione valgono il 20 per cento del Pil (Prodotto interno lordo) dell’Italia, di cui il 10 per cento nella sola metropoli.

Questione di reddito

Milano città aperta, Milano città ricca. Prendiamo le statistich­e della dichiarazi­one dei redditi 2021, anno d’imposta 2020, la stagione del lockdown e delle relative ricadute negative su entrate e fatturati. Milano è prima tra le città capoluogo più grandi, con un reddito medio dichiarato di 31.778 euro a testa. Al secondo posto Padova con 25.486; al terzo Parma con 25.355; al quarto Bologna con 25.333; al quinto Roma con 24.964. Torino è nona con 23.265, Napoli quindicesi­ma con 19.490. Il divario è netto, tra Milano testa della corsa e gruppo degli inseguitor­i. Ricchezza vuole dire potere di spesa e non per caso i numeri della partecipaz­ione agli eventi sportivi della città sono stati strepitosi, nella stagione appena conclusa. L’Inter è stata la squadra che in Serie A ha fatto registrare il maggior numero di spettatori nelle partite in casa: 854.983 in totale per una media di 45mila a match(44.999 per l’esattezza). Al secondo posto il

Milan con 836.510, per una media gara di 44.027. Se aggiungiam­o i dati della Champions, della Coppa Italia e della Supercoppa, sia l’Inter sia il Milan hanno sfondato il muro del milione di ingressi, nonostante per molti incontri la gran parte dei biglietti avesse prezzi cari. In pratica San Siro, nell’annata 2021-22, ha ospitato oltre due milioni di persone e forse questo è un numero da tenere presente per la costruzion­e del nuovo stadio: optare per una capienza al ribasso potrebbe risultare masochista. Il basket ha scontato le restrizion­i anti Covid più severe, legate al fatto del giocare al chiuso. In attesa di dati definitivi, si può dire che nel momento in cui c’è stata la “liberalizz­azione” nei palazzetti, la gente dell’Olimpia è ritornata al Forum. Le tre finali scudetto ad Assago hanno fatto registrare 12.300 spettatori a partita, per un totale di quasi 37mila.

Apertura al mondo I fondi americani, i cinesi di Suning, Armani brand globale: il valore dell’internazio­nalità

La metro Blu e i Giochi

Non è questione di fare la solita retorica su Milano locomotiva economica d’Italia, ma il panorama è chiaro: tra mille difficoltà la città è ripartita e tiene botta, le squadre di calcio e basket le vanno dietro. Sullo sfondo comincia a stagliarsi la sagoma dell’Olimpiade invernale in tandem con Cortina, tra meno di quattro anni, nel febbraio del 2026, quando sarà già operativa la quinta linea della metropolit­ana, la Blu, che permetterà di raggiunger­e in metro l’aeroporto di Linate. Un col

Milano e la Lombardia producono il 20% del Pil dell’Italia e da qui al 2028 sul territorio sono annunciati investimen­ti dall’estero per 28 miliardi di dollari. L’Olimpiade con Cortina vale da sola 2,9 miliardi di euro

Ieri la pandemia e il lockdown, oggi la guerra in Ucraina: eppure Milano risale e attrae i capitali stranieri

legamento fondamenta­le, un’ulteriore fuga in avanti. Un recente studio della Luiss, università di Roma, ha stimato in 2,9 miliardi di euro l’impatto economico dei Giochi sulle aree coinvolte, tra Veneto e Lombardia. Il business dello sport. Nell’attesa, la sfida della Milano del calcio è chiara: rivincere la Champions. Milano è l’unica città ad averla in bacheca con due squadre diverse, sette il Milan e tre l’Inter. Neppure Londra, con tanti club, e neppure Madrid ci sono ancora riuscite.

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