La Gazzetta dello Sport

Van Aert, giallo che abbaglia «Mi sono sentito volare»

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Dicono che dalla Cote du Cap Blanc-Nez, ‘dente’ di 900 m al 7,5% a 11 km da Calais, nelle giornate limpide si riescano a vedere le scogliere di Dover. Ma Wout Van Aert non ci sarebbe riuscito in ogni caso: era troppo impegnato a scatenare sui pedali la sua potenza devastante (dato ufficioso, 1’46” a 32 all’ora). La Jumbo-Visma gli ha preparato il terreno alla grande, e lui, dopo aver perso la prima crono e i due sprint di gruppo, deve avere pensato che ci voleva una dimostrazi­one di forza. Gli ultimi 15 km li ha divorati a 54,3 di media (83,9 km/h la punta!), sul traguardo ha fatto il gesto delle ali: «Mi sono sentito volare». Il connaziona­le Philipsen ha vinto la volata dei battuti (6° Mozzato) credendo che non ci fosse nessuno davanti («La radio non funzionava, almeno è una immagine simpatica»). Come il siparietto tra Pogacar e Van Aert. «Ti ho sorpreso, eh?» gli ha detto Wout. «Un po’ sì, meno male che hai staccato pure i tuoi compagni…», la risposta. I più pronti erano stati Yates (Ineos) e Vingegaard (Jumbo), ma non Roglic (Jumbo) e nemmeno Pogacar che ha ammesso l’errore : «Ero troppo dietro» (e non è parso ben assistito dai compagni). Lo stesso ha detto Roglic. Van Aert ha ammesso che la tappa l’avevano pensata proprio così. Resta da capire se oggi avrà libertà di giocarsi le carte, Vingegaard sarà al servizio suo e di Roglic. «La priorità è che stiano fuori dai guai, ma è difficile prevedere l’andamento di una tappa così», spiega Van Aert. E Pogacar: «Sul pavé ci divertirem­o, ma chi guarda dal divano di più!».

ci.sco.

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BETTINI E dopo tre secondi... Wout Van Aert, 27 anni, scatena la gioia

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