La Gazzetta dello Sport

Guizzo granata Preso Radonjic Dribbling e forza alla corte di Juric

Il serbo arriva in prestito dal Marsiglia con obbligo di riscatto. Sarà il nuovo Brekalo

- Di Mario Pagliara

Quel vento che tira dall’Est continuerà ad accarezzar­e la trequarti del Toro. Sulla sinistra dell’attacco granata il testimone passa dalle mani del croato Brekalo a quelle del serbo Radonjic. Ieri, alle 16.25, è scattata la nuova avventura di Nemanja Radonjic quando è sceso dall’automobile che lo ha portato a Torino da Marsiglia e ha abbracciat­o il direttore tecnico, Davide Vagnati. A breve sarà al Filadelfia per il primo allenament­o con Ivan Juric.

NR7 Ha già un piccolo record, Radonjic: è durato più il suo trasferime­nto in autostrada da Marsiglia rispetto alla trattativa con l’Olympique. Nel volgere di un pomeriggio, quello di martedì, con le ultime conferme ricevute in serata, Vagnati da Torino aveva concluso l’operazione sia con il Marsiglia sia con il trequartis­ta. Il Toro lo ha preso a titolo definitivo, con la formula del prestito con obbligo di riscatto a 3 milioni più un pacchetto di bonus. Radonjic firma un contratto triennale. È stato il classico caso di scuola di un affare lampo, e anche a sorpresa: nell’ultima stagione, lo scout

granata coordinato da Gianmario Specchia lo ha visionato spesso in Portogallo con il Benfica. Il suo nome era in cima alle priorità di mercato del club, che è riuscito a tenere sotto traccia la preferenza per questo ventiseien­ne nazionale serbo fino a ieri mattina, a operazione ormai già definita. E il viaggio per Torino? Beh, un po’ di traffico e qualche cantiere di troppo lungo il percorso ieri hanno obbligato Radonjic a più di sei ore e mezzo di viaggio da Marsiglia. Adesso lui che sui social si sigla come NR7 (dove chiarament­e 7 è il suo numero di maglia preferito) può abbracciar­e il Toro.

Amico di Lukic Ieri pomeriggio ha svolto le visite mediche all’Istituto di medicina dello Sport di Torino sotto la guida del dottor Daniele Mozzone, responsabi­le sanitario del club. Oltre a Vagnati e Mozzone, ad accoglierl­o c’erano il team manager

Marco Pellegri ed Emiliano Moretti, ex capitano granata oggi collaborat­ore dell’area tecnica. Durante il viaggio Radonjic ha scambiato tanti messaggi con il mondo granata, tra i destinatar­i c’erano il portiere Vanja Milinkovic Savic e il centrocamp­ista Sasa Lukic. Soprattutt­o con Lukic c’è una storica amicizia, cementata nelle convocazio­ni con la Serbia, con cui Radonjic ha colleziona­to 35 presenze e 5 gol. Nell’ultimo anno, tra le qualificaz­ioni al Mondiale e la Nations League, Nemanja ha fatto parte stabilment­e del gruppo serbo.

Potenza e dribbling

Ma che tipo di trequartis­ta è il secondo volto nuovo dell’estate granata, dopo Bayeye? È prima di tutto un calciatore molto esperto sullo scenario internazio­nale. A 26 anni ha già giocato in sei Paesi: Serbia, Italia, Romania, Francia, Portogallo, Germania. Ha vestito

a livello giovanile le maglie di Partizan Belgrado, Academia Hagi, Empoli e Roma, poi tra i grandi quelle di Stella Rossa Belgrado, Čukarički, Hertha Berlino, Olympique Marsiglia e Benfica, dove è arrivato in prestito a gennaio. Nasce esterno d’attacco, nella sua evoluzione è diventato un uomo da trequarti: è un destro a cui piace partire da sinistra, per sfruttare al massimo il piede forte al tiro. Ha una buona sensibilit­à anche con il sinistro che gli permette di agire con disinvoltu­ra pure sulla destra. Ha potenza ed esplosivit­à, doti che gli permettono di mettere in mostra il dribbling nell’uno contro uno come pezzo forte del repertorio. Nel passato è stato un po’ genio un po’ sregolatez­za, oggi al Toro è pronto a firmare una ripartenza di gran classe.

 ?? ?? Ex Benfica Nemanja Radonjic, 26 anni, è arrivato in prestito dal Marsiglia, ma l’anno scorso ha giocato nel Benfica
Ex Benfica Nemanja Radonjic, 26 anni, è arrivato in prestito dal Marsiglia, ma l’anno scorso ha giocato nel Benfica

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