La Gazzetta dello Sport

Il gentiluomo re del Giro ’61 Beffò Anquetil

È morto a 86 anni il romagnolo che aveva un coraggio enorme Casadei gli dedicò una canzone

- Di Luca Gialanella

Il gentiluomo di Bertinoro, il balcone della Romagna, si veste di rosa l’11 giugno 1961 al velodromo Vigorelli di Milano davanti a Joan Crawford, la diva di Hollywood. Lui, Arnaldo Pambianco, ha 25 anni e trionfa in un’edizione unica del Giro d’Italia: è quella dei Cento Anni dell’Unità di una nazione che proprio questa corsa ha aiutato a crescere. Ieri ci ha lasciato a 86 anni, tre mesi dopo la morte dell’adorata moglie Fabiola.

Quel Giro scatta da Torino ed è un pellegrina­ggio in luoghi come Teano, Solferino, Vittorio Veneto, Trieste, si toccano Sicilia e Sardegna. Ci sono Anquetil e Gaul, ma Pambianco li beffa con un’azione di grande coraggio nella 14a tappa, Ancona-Firenze. In discesa dal Muraglione, sotto il nubifragio, vede Anquetil che addenta un panino con la carta stagnola: «Non è lucido». Lo attacca e gli strappa la rosa per 24”. Non la lascerà più e a Milano, pur senza vincere alcuna tappa, lo precede di 3’45”. Pambianco è soprannomi­nato “Gabanìn”, come la giacchetta bianca che usava da ragazzo per le consegne in bici del padre macellaio. Al Giro corre “alla garibaldin­a”: cento volte è sul punto di perdere la maglia rosa, cento volte la salva. E nella penultima tappa con lo Stelvio blinda il Giro. Casadei gli dedica una canzone: “Viva Pambianco”. Lui, Arnaldo, scorta Gimondi nel Tour 1965 e ispira generazion­i di ciclisti romagnoli, a cominciare da Davide Cassani.

 ?? ?? Sullo Stelvio Arnaldo Pambianco sullo Stelvio in rosa al Giro 1961. A Milano venne festeggiat­o dalla diva Crawford
Sullo Stelvio Arnaldo Pambianco sullo Stelvio in rosa al Giro 1961. A Milano venne festeggiat­o dalla diva Crawford
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