La Gazzetta dello Sport

Sorriso Jabeur, prima finale africana E la “russa” Rybakina ora è un caso

- LAPRESSE

La primavera africana del tennis ha il sorriso dolce e i modi gentili di Ons Jabeur, che corona il sogno di ragazzina e domani giocherà finalmente una finale Slam: «Sono orgogliosa di essere una donna tunisina oggi, so che in Tunisia in tanti saranno pazzi di gioia». In patria la chiamano la Ministra della Felicità e dopo gli anni difficili della giovinezza in cui gli integralis­ti islamici ne avversavan­o la carriera perché giocava a gambe scoperte, adesso è un’eroina nazionale per le cui gesta si allestisco­no i maxischerm­i nelle piazze: «Cerco di essere una fonte di ispirazion­e, vorrei vedere più tennisti arabi e africani nel circuito». Lei appunto, è la prima tennista araba e africana a giocarsi un titolo in singolare in un Major: inseguiva il Roland Garros, che aveva vinto da junior, ma è sull’erba di Wimbledon che il suo gioco vario e brillante, con i micidiali tagli da sotto e l’uso sapiente della palla corta, si è esaltato, finendo per domare la sorpresa tedesca Tatjana Maria. 34 anni, numero 113 del mondo, madre di due bambine e una delle sue migliori amiche sul circuito. La Jabeur,

Elena Rybakina, 22 anni, russa naturalizz­ata kazaka. In carriera ha affrontato tre volte Jabeur, sempre sul cemento: la tunisina è avanti 2-1 seconda giocatrice mondiale, è allenata dal marito Karim Kamoun, ex fiorettist­a di livello internazio­nale, dopo che in gioventù nessun coach resisteva troppo con lei: «Volevano rendermi una giocatrice standard come tutte le altre perché dicevano che rischiavo troppo, senza tenere conto delle mie caratteris­tiche».

Imbarazzo

Ha rifiutato di trasferirs­i negli Stati Uniti e a 17 anni, è entrata nel programma di sviluppo dell’Itf denominato «Grand Slam Developmen­t Fund», che le ha permesso di intascare 50.000 dollari per dare

impulso alla carriera: «Senza il loro aiuto, forse non sarei qui». Domani affronterà per il titolo la numero 23 del mondo Elena Rybakina, prima finale Slam pure per lei, il cui perentorio cammino sta creando un qualche imbarazzo al torneo, che ha escluso russi e bielorussi per le note vicende ucraine e si ritrova con una finalista nata e cresciuta a Mosca da genitori della capitale e kazaka dal 2018 sostanzial­mente solo per passaporto, in una delle tante migrazioni per (molti) dollari tra i due paesi. E infatti, alla domanda se si sentisse più russa o kazaka, ha glissato con eleganza: «Spero che questa guerra finisca subito. Voglio la pace». Anche quella degli organizzat­ori.

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Quarta sfida
 ?? LAPRESSE ?? Magica Ons Jabeur, 27 anni, n.2 al mondo
LAPRESSE Magica Ons Jabeur, 27 anni, n.2 al mondo

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