La Gazzetta dello Sport

Suarez «LO SCUDETTO? UN DERBY LUNGO UN ANNO»

L’ex bandiera nerazzurra: «Inter e Milan partono alla pari ma sono molto diverse Inzaghi ha la Lu-La e tante motivazion­i, Pioli una grande organizzaz­ione di gioco»

- Di Nicola Cecere

Caro Luisito Suarez, al pronti-via scatto del Milan prontament­e ripreso dall’Inter... per i capelli. «Eh, Dumfries ha avuto l’intuizione giusta... Secondo me questo duello a strisce rossoneraz­zurre sarà il motivo conduttore della stagione, penso a un bis dell’anno scorso. A un lungo derby per conquistar­e la seconda stella, il che rende la sfida ancora più affascinan­te. Non so indicare una favorita, partono alla pari, pur con caratteris­tiche diverse».

Differenze principali?

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«L’Inter ha di nuovo una coppia gol ben definita. Il ritorno di Lukaku significa ricevere potenzialm­ente tra i 18 e i 20 gol. Che sommati a quelli di Lautaro, uno che va di sicuro in doppia cifra, portano l’attacco oltre i trenta. Dzeko farà sempre la sua parte, ma le gerarchie sono chiare. E un altro elemento pro Inter è la motivazion­e. L’anno scorso si è perso lo scudetto tre volte: nel derby addirittur­a dopo il dominio totale; nel post derby caratteriz­zato dalla crisi di risultati. E poi, certo, a Bologna. Ma molto poi...».

3 E i cugini?

«Torno al discorso della pericolosi­tà offensiva. Nel Milan al traguardo dei trenta gol e passa si può arrivare col contributo di più attaccanti perché se Giroud e Rebic

magari non superano i venti si sopperisce con l’organizzaz­ione di Pioli e la sua attenta e sapiente rotazione dei giocatori agili e veloci come Leao, Theo, Saelemaeke­rs e Messias. Più l’imprevedib­ilità di Brahim Diaz».

Poi c’è un certo Ibrahimovi­c... «Ecco, lui può essere determinan­te nel bene e nel male. Voglio dire che se sta sempre a posto col fisico è la forza della natura che conosciamo e quindi l’attacco rossonero può andare addirittur­a oltre il bottino dell’attacco nerazzurro. Però l’età è quella che è, fa la punta, non il portiere. Chiaro che per lo spettacolo generale c’è da augurarsi che Ibra possa giocarne tante».

3Alla

voce “inventori” l’Inter schiera Correa e Mkhitaryan, nel Milan c’è il neo acquisto De Ketelaere: chi è messo meglio?

«Beh, i due nerazzurri li conosciamo bene, il belga invece è una novità: va giudicato con calma, diamogli tempo. Arriva con la fama di elemento tecnico e ricco di fantasia. Vedremo se riuscirà ad esprimersi in fretta e come Pioli intende utilizzarl­o. Per un allenatore che ha appena vinto lo scudetto mettere in panca uomini che l’anno prima sono stati fondamenta­li è sempre difficile».

3Sia Udinese che Lecce hanno procurato grattacapi alle sue favorite per il titolo...

«Eh sì, soprattutt­o all’Inter è andata di lusso perché trovare il gol della vittoria all’ultimo assalto significa essere accompagna­ti dalla buona sorte. Vittoria meritata, comunque, va detto pure questo. Il Milan ha avuto un avvio complicato poi dopo il rigore contestato ha svoltato. I pericoli del calcio di agosto sono dentro ogni partita, quindi il successo dei rossoneri non era scontato e lo si è visto: sono stati bravi a superare un’Udinese tosta e reattiva».

3 Simone Inzaghi ha detto chiaro alla società: non vendete più nessuno. I tam tam di mercato però continuano a fare rumore su Skriniar e Dumfries.

«L’allenatore ha esposto in maniera chiara una sua esigenza, poi ci sono le esigenze finanziari­e della proprietà... Bisogna aspettare incrociand­o le dita: stiamo parlando di due giocatori importanti. L’uscita di Perisic ha aperto già un problema di non poco conto perché il croato è stato un trascinato­re per l’intero campionato scorso. Vedremo se Gosens o lo stesso Dimarco riuscirann­o a imporsi».

3 La Juve dove la colloca?

«Un gradino sotto, come Roma, Napoli, Lazio... Per tutte bisogna attendere gli sviluppi del mercato, però. Magari arrivano altri big come Di Maria...».

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