La Gazzetta dello Sport

Acerbi e Micki i grandi vecchi Tonali è il leader

L’Inter non rinuncia mai ai due over 30 Il numero 8 trascina: è lui il cuore Milan

- s.v.

Se assumiamo l’andata del derby di Champions come pietra di paragone, Acerbi, Dimarco e Mkhitaryan meritano nell’Inter la qualifica di “insostitui­bili”. In realtà ce ne sono altri, Onana si è guadagnato le mostrine, Bastoni, Barella, Calhanoglu e Lautaro già le avevano. Dimarco gioca perché Gosens, il suo naturale sostituto, non si è del tutto ripreso, così si può dire che il 35enne Acerbi e il 34enne Mkhitaryan siano i più insostitui­bili degli insostitui­bili. Acerbi con Inzaghi ha quasi sempre giocato e quasi sempre da titolare. Sarà un caso, ma l’Inter in campionato ha perso due delle tre partite saltate dal difensore ex Lazio, le sconfitte contro il Milan, nel primo derby, a settembre, e contro l’Empoli a Milano. Acerbi conosce a memoria i codici difensivi inzaghiani per la comune frequentaz­ione alla Lazio ed è inamovibil­e. Mkhitaryan è stato titolare per 23 volte su 34 in campionato e quasi sempre, 10 su 11, in Champions: soltanto nella trasferta a casa Bayern, con la qualificaz­ione agli ottavi in tasca, non è entrato negli undici. Acerbi, Mkhitaryan e Dzeko formano il trio dei “vecchietti” di fiducia, un’encicloped­ia di esperienza e di conoscenze.

Tre più uno Nel Milan di La Spezia gli intoccabil­i/insostitui­bili ci sembrano tre: Maignan, Theo Hernandez e Tonali. Assieme a Leao, infortunat­o, sono i quattro giocatori “fondanti” del Milan, i leader tecnici e caratteria­li. Ci sono fasi delle partite in cui Maignan pare un giocatore di movimento per come dirige o serve i compagni. Hernandez trascina, Tonali non naufraga mai e lo si è visto martedì: con il Milan sotto di due gol, è riemerso alla distanza e ha fatto risalire la squadra. Kjaer non ha la stessa aura e forse gioca oggi a La Spezia perché rimarrà fuori mercoledì nel ritorno dell’euro-derby.

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