La Gazzetta dello Sport

I tormenti di Vlahovic

- di Fabiana Della Valle

Idolori del giovane Dusan non sono stati cancellati con un colpo di spugna dal gol segnato a Bergamo a un soffio dal gong, il secondo in una settimana dopo una lunga astinenza. Vlahovic è ancora un’anima in pena e in cerca di identità, e non solo perché non ha fatto centro nella semifinale di andata di Europa League. Lo hanno raccontato la mimica facciale e i gesti di giovedì sera al momento della sostituzio­ne, quando scurissimo in volto è passato davanti a Massimilia­no Allegri e poi ha scagliato a terra la fasciatura che aveva al polso. Operazione ripetuta qualche istante dopo, mentre Soulé tentava vanamente di consolarlo. Rabbia e frustrazio­ne rivolti probabilme­nte più verso se stesso che verso l’allenatore, per non essere riuscito a incidere in una gara importante. DV9 aveva avuto l’opportunit­à di farlo a inizio partita ma ha calciato alto e male e dà lì è entrato nella solita spirale negativa di passaggi sbagliati, palloni persi e giocate affrettate. Fino al cambio, inevitabil­e e indiscutib­ile. Che succede a Vlahovic, potenzialm­ente l’attaccante più forte della Serie A, su cui la Juventus ha investito più di 80 milioni per portarlo a Torino? Difficile dirlo, sicurament­e sta attraversa­ndo un momento di involuzion­e da cui fatica a uscire. E il futuro prossimo per più di una ragione non è così scontato che sia ancora in bianco e nero.

Regression­e Allegri lo ha difeso nel post partita («Lui e Di Maria hanno fatto bene») ma i numeri della serata raccontano tutt’altro: contro il Siviglia in 61 minuti un solo tiro (fuori) e nessuno nello specchio. In totale, 10 palloni toccati: solo Milik ha fatto peggio (8) giocando però la metà (29). Un bilancio misero che però descrive anche tutta la difficoltà di fare il centravant­i di una squadra che costruisce pochissimo. I dati di questa sua seconda stagione con la Juventus non solo sono deludenti, ma sono tra i più negativi da quando il serbo è arrivato in Italia. Come media gol (0,43) ha fatto peggio solo nel 2019-20 (0,41), la prima annata in cui giocò con continuità e in netto calo rispetto al 2021-22 (0,71) e 202021 (0,61). Record negativo di tiri in porta delle ultime tre stagioni (1,15 a partita, nel 2021-22 era 1,71 e nel 2020-21 1,16) e per tocchi totali (32,03, 35,6 la scorsa stagione e 34,64 due stagioni fa). Dusan è passato da un gol ogni 126 minuti (2021-22) a uno ogni 210. Sicurament­e la pubalgia, che lo ha condiziona­to soprattutt­o nella prima parte, ha avuto il suo peso ma non può essere l’unica spiegazion­e. Da un anno all’altro Vlahovic ha perso il suo ruolo di intoccabil­e e anche il rapporto col tecnico ogni tanto ha i suoi scricchiol­ii. Non a caso Allegri ha lodato Arek Milik nella conferenza pre Siviglia, che per il tecnico ha il pregio di giocare più per la squadra rispetto a DV9 e farsi condiziona­re meno dalla smania di fare centro.

Poco decisivo Altro punto focale: Dusan fatica ad alzare il livello nelle partite che contano. L’età incide (Allegri ricorda sempre che ha solo 23 anni e la maglia della Juventus pesa) ma non è tutto: decisivo nel derby, in Europa League ha lasciato il segno con Nantes e Friburgo, ma nulla più. Eppure la scorsa stagione si era presentato ai tifosi bianconeri con un gol lampo negli ottavi di Champions col Villarreal.

Le pretendent­i Di sicuro lui è il primo a non essere contento del suo rendimento e nemmeno di come viene sfruttato alla Juventus. Avrebbe bisogno di sentirsi più al centro del gioco, come succedeva alla Fiorentina, e probabilme­nte il 4-3-3 sarebbe il modulo più congeniale a lui. Per la Juventus è stato un investimen­to importante e non ha intenzione di rinunciarc­i, ma potrebbe essere costretta a farlo. L’eventualit­à di una prossima stagione senza Champions esiste, tutto dipende dalla giustizia sportiva. Sarebbe una perdita economica notevole per la Signora, che in quel caso sarebbe costretta a sacrificar­e almeno uno dei suoi pezzi pregiati. In quel caso Vlahovic, che ha mercato indipenden­temente dal rendimento altalenant­e di questa stagione, per un’offerta irrinuncia­bile (60-70 milioni) potrebbe partire. Su di lui hanno messo gli occhi Bayern Monaco, Manchester United, Chelsea e Newcastle. Intanto anche Dusan riflette e il finale di stagione sarà decisivo per capire se lui e la Signora sono una coppia destinata a durare.

Corteggiat­rici Il centravant­i serbo piace a Bayern Monaco, Manchester United, Chelsea e Newcastle

Il numero Mancano i gol ed è poco pericoloso In questa stagione si contano solo 1,15 tiri in porta a partita

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Il momento della sostituzio­ne: Vlahovic passa davanti ad Allegri senza guardarlo
GETTY Nervoso al cambio contro il Siviglia Il momento della sostituzio­ne: Vlahovic passa davanti ad Allegri senza guardarlo
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