La Gazzetta dello Sport

L’assist di Kovacevic: «Dusan sia paziente e resti in bianconero»

L’ex attaccante serbo: «La stizza dopo il cambio? Ce l’aveva innanzitut­to con se stesso...»

- di Marco Guidi @MARCOGUIDI­13

Darko Kovacevic sa come ci si sente. Sei un attaccante, la tua squadra sta perdendo in casa in una semifinale europea, tu non sei riuscito a incidere e l’allenatore ti chiama in panchina. «Mi è capitato spesso di vivere situazioni così, non la prendi bene», ammette l’ex centravant­i, serbo come Dusan Vlahovic, che la maglia della Juventus l’ha vestita dal 1999 al 2001. «E sono ancora tifoso bianconero eh», precisa prima di iniziare la sua analisi.

► Vlahovic al cambio è sembrato parecchio stizzito...

«Conosco bene Dusan, so che la prima persona con cui se la stava prendendo era se stesso. Poi è normale che in quei momenti puoi essere arrabbiato anche con l’allenatore o i compagni, per la sostituzio­ne o per come sta giocando la squadra. Anzi, io preferisco chi si incavola e dimostra di tenerci al giocatore che resta freddo. L’importante è non mancare di rispetto a nessuno, a cominciare dal club e dai tifosi. E Vlahovic non lo farebbe mai».

► La stagione di Dusan, però, è stata tutta al di sotto delle attese.

«La penso come Del Piero, stiamo vedendo un altro calciatore rispetto a quello eccezional­e di Firenze. Ma a un attaccante capitano annate così, io ne ricordo una alla Real Sociedad in cui segnai appena tre gol... Vlahovic poi ha patito qualche infortunio di troppo e pure al Mondiale non era al 100%».

► Con la Serbia, però, la media gol è decisament­e più alta: come mai?

«Di sicuro in nazionale c’è una pressione differente. Così come tra la Fiorentina e la Juve. E Dusan ha solo 23 anni... Poi gli sono mancati spesso i compagni in grado di innescare: Di Maria, Chiesa, Pogba, tutti hanno sofferto infortuni vari».

► E cominciano già a circolare voci sul possibile addio a Torino...

«Se fossi Vlahovic, resterei al 100%, a meno che non sia lo stesso club a dirmi di andare. E sono convinto: per qualità e livello, Dusan è un giocatore da Juve, il dubbio su questo non deve esistere. So che altri grandi società lo seguono con interesse, ma un attaccante deve avere pazienza. Questa è stata una stagione particolar­e, sia per la squadra, tra penalizzaz­ione e vicende giudiziari­e, sia per lui, con gli infortuni».

► Si può, però, chiudere con una finale: è fiducioso per il ritorno con il Siviglia?

«Penso che la Juve sia favorita. Certo, il Ramón SánchezPiz­juán è uno tra gli stadi più caldi dove ho giocato. E gli andalusi sono una buona squadra, abituata a vincere in Europa League e sistemata molto bene da Mendilibar, un tecnico che ama pressarti alto. I bianconeri devono far pesare la loro maggiore qualità, giocando con tranquilli­tà, senza farsi prendere dalla frenesia».

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AP Punta Darko Kovacevic alla Juve: il serbo giocò a Torino dal ‘99 al 2001

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