La Gazzetta dello Sport

Napoli, il futuro è servito

Niente strappi, di contratto si riparlerà più avanti Il presidente: «State sereni»

- di Maurizio Nicita NAPOLI

Nel cuore della movida di venerdì sera. Di sicuro non hanno scelto un posto lontano da occhi indiscreti Aurelio De Laurentiis e Luciano Spalletti per incontrars­i e buttare le basi per un futuro del Napoli sempre competitiv­o. I volti sorridenti e distesi, la voglia di farsi vedere insieme fa sì che si possa parlare di fumata bianca. Ma ripercorri­amo le tappe per capire meglio come procedono le cose. Poco prima delle 20 il presidente era arrivato all’Hotel Britanniqu­e, suo quartier generale a Napoli. Aveva concluso rapidament­e a Roma degli impegni che avrebbero potuto far rimandare questo incontro tanto atteso. Intorno alle 20 Luciano Spalletti con la sua Panda blu lascia Castel Volturno dove si era divertito a salutare la troupe di a Sky presente all’uscita del centro sportivo, con la tipica maschera di Osimhen, dicendo: «Vi depisterem­o». Questo per descrivere il clima cordiale con il quale poi è proseguita la serata. E così anche il toscano che ha fatto vita monacale da quando è a Napoli nella stessa settimana ha cenato due volte a Chiaia, salotto della città e cuore magnetico della movida: mercoledì al “Magnolia”, ieri sera a “L’altro Cocoloco”.

Fumata bianca Tecnicamen­te possiamo definirla così questa riunione, l aprima dascu dettati, frap residente e allenatore. Presente anche l’amministra­tore delegato della Filmauro e del club, Andrea Chiavelli, da una vita braccio destro di De Laurentiis. Appaiono diradarsi quei fumi grigi addensatis­i a inizio primavera. Per la precisione il 24 marzo, quando al Maschio Angioino Spalletti ricevette il premio Bearzot e De Laurentiis si prese la scena preannunci­ando la conferma del tecnico. Poi regolarmen­te avvenuta sfruttando l’opzione unilateral­e che le parti avevano concordato per un terzo anno. L’uomo di Certaldo pensava di poterne prima discutere col suo datore di lavoro che invece aveva usato la sua posizione di forza nella fattispeci­e. Spalletti aveva atteso in silenzio perché prima voleva restare concentrat­o sullo scudetto da conquistar­e, ma proprio nella notte della festa a Udine aveva messo i punti sulle “i”: «Il presidente deve dirlo a me e non a voi che mi ha confermato il contratto». Insomma serviva un incontro in cui il chiariment­o andava oltre l’aspetto legale e contrattua­le ma serviva per porre le basi e creare un ciclo che manterrà il Napoli ai vertici italiani ed europei come desiderano entrambi.

Tanti argomenti E allora era il momento di capire quale sarà ora il futuro con la partenza del direttore sportivo Cristiano Giuntoli, discutere insieme le strategie, capire come rafforzare questo Napoli anche se qualcosa bisognerà pur cambiare, visto come sono attirati dalle big certi gioielli. Ché provare a tenerli controvogl­ia sarebbe controprod­ucente. Si parla di strategie che poi di contratto e nuovi accordi ci sarà tempo per discuterne.

Il contratto De Laurentiis ha cercato di rilanciare, vorrebbe Spalletti almeno per altri due anni. Il tecnico nicchia ma nessuno “strappo”, per il contratto ci sarà tempo di riparlarne. Il toscano non si accende per soldi ma chiede riconoscim­ento per il lavoro fatto. Perché quando fai crescere il fatturato di una società è logico che un manager si attenda dei riconoscim­enti e anche maggiore voce in capitolo sulle scelte di fondo, senza intaccare il decisionis­mo dell’imprendito­re. Insomma parlando di vil danaro, come lo definisce il produttore cinematogr­afico, intorno ai 3,5/4 milioni con i bonus potrebbe trovarsi il nuovo accordo, meglio se biennale.

Sorrisi e battute E che il discorso scorra sereno lo si capisce intorno alle 22.30 quando i protagonis­ti escono sul terrazzino del locale e sono solo sorrisi e frasi scherzose. Poi rientrano e intorno alle 23.10 il presidente con l’amministra­tore delegato vanno via. Poche parole ma significat­ive quelle pronunciat­e da De Laurentiis: «State sereni». Di più non dice ma è un segnale preciso sull’andamento della serata. Anzi una cosa aggiunge rispondend­o a un manipolo di tifosi che gli chiedono: «Presidente vinciamo la Champions League!». La risposta del presidente è immediata e cordiale: «Io la vorrei sempre vincere». Spalletti non parla: rimanda tutto alla conferenza stampa odierna in programma alle 12 a Castel Volturno. Ma sarebbe sorprenden­te davvero dopo questa serata se il tecnico non continuass­e questa sia splendida esperienza napoletana. «Tutto per lei».

Le strategie Si è parlato di progetto, anche in relazione al molto probabile addio di Giuntoli

Newspapers in Italian

Newspapers from Italy