La Gazzetta dello Sport

Juric spinge a sinistra: Seck o Karamoh

Il tecnico prepara la formula vincente da trasferta con un trequartis­ta più offensivo

- di Mario Pagliara

Gli scatti di Demba Seck o l’esplosivit­à di Yann Karamoh. Meglio puntare sull’elettricit­à o sulla potenza? Viaggia lungo questo dubbio uno dei temi più interessan­ti che accompagna queste ore di vigilia di Ivan Juric prima di salire sul treno che, nel pomeriggio, condurrà la squadra nel ritiro veronese. Perché l’orientamen­to degli ultimi giorni racconta della volontà di presentare domani, in casa dell’Hellas, un Toro d’attacco, con una marcata propulsion­e soprattutt­o sul fianco sinistro. L’obiettivo è aggiungere la terza vittoria in trasferta consecutiv­a, dopo quelle a Roma contro la Lazio e a Genova di fronte alla Sampdoria. Vincere per continuare la rincorsa verso l’ottavo posto: centrare l’ingresso nel G8 della Serie A rafforzere­bbe la speranza di atterrare in Europa. Lontano dallo stadio Olimpico Grande Torino, i granata stanno viaggiando a una velocità di crociera da grande squadra: dieci punti raccolti nelle ultime quattro trasferte (tre vittorie e un pareggio) rappresent­ano un bottino che, nel periodo, sono riusciti a pareggiare solo il Napoli tricolore di Luciano Spalletti e l’Inter di Simone Inzaghi. La sensazione è che la formula vincente del Toro da viaggio nasca proprio a sinistra.

La svolta È una sensazione che si ricava ripensando alle formazioni schierate da Juric negli ultimi cinque appuntamen­ti in trasferta: dal derby dello Stadium fino all’ultimo successo a Marassi, il filo conduttore che ha unite le cinque prestazion­i in esterna è stato l’aver puntato sulla trequarti di sinistra su un uomo dalle spiccate doti offensive. I precedenti: Karamoh è partito titolare contro la Juventus (trovando un gol nel primo tempo), poi Radonjic è stato la scheggia mancina a Lecce, a Reggio Emilia col Sassuolo e in casa della Lazio. Infine, Seck ha messo in grande difficoltà la difesa blucerchia­ta. Da tre mesi abbondanti, dunque, lontano dal proprio stadio, Juric ha messo da parte la strada del doppio trequartis­ta «tattico» (per intenderci, la coppia MiranchukV­lasic, col croato spesso adattato a sinistra), preferendo sul fianco mancino una pedina che abbia caratteris­tiche maggiormen­te offensive. Che sia, insomma, più incline nel lanciarsi negli spazi per bucare le difese avversarie. Una formula «da viaggio» che è stata molto redditizia. E gli indizi ci sono tutti: domani Juric potrebbe riproporla al Bentegodi.

La sfida Sul fianco sinistro dell’attacco, il tecnico richiede più spinta, più potenza e velocità. Ecco, perché in questa delicatiss­ima vigilia di campionato, si è di colpo riacceso il duello tra Seck e Karamoh. A Genova, Seck è piaciuto molto al tecnico. «Il suo primo tempo con la Sampdoria è stato molto buono, merita consideraz­ione», aveva raccontato Juric poco prima di incrociare il Monza domenica scorsa in casa. Di recente, dopo essere rientrato da un leggero infortunio, Karamoh ha avuto meno spazio. Prima, tra febbraio e marzo, era stato un protagonis­ta: 3 gol segnati tra Udinese, Juventus e Bologna. Con Radonjic infortunat­o, il ballottagg­io è apertissim­o, è ipotizzabi­le anche una staffetta. Sulla sinistra Juric prepara la mossa ad effetto: nella sua ex Verona vuole continuare l’inseguimen­to al G8.

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