La Gazzetta dello Sport

Sinner rullo su Kokkinakis E che Fognini «Rieccomi»

Jannik senza problemi, Fabio supera i guai e guarda avanti: «Voglio darmi un’altra chance»

- di Riccardo Crivelli ROMA

Chi ha tracciato la via, e chi la sta seguendo provando addirittur­a a illuminarl­a di maggior gloria. A braccetto, insieme, si ritrovano al terzo turno.

Mattiniero Ma se per Sinner si è trattato sostanzial­mente di normale lavoro d’ufficio, la seconda partita vinta al Foro da Fognini restituisc­e al nostro tennis il sorriso, il talento e l’orgoglio di un campione che per anni ha retto praticamen­te da solo le sorti azzurre e con il trionfo di Montecarlo del 2019 ha dimostrato che anche dalle nostre parti si poteva stappare lo champagne nei tornei che contano di più. Jannik, messo in programma alle 11 del mattino (e nonostante l’orario il Centrale è già quasi pieno, un altro segnale della passione che la Volpe Rossa ha acceso), scende dal letto con il piglio giusto. Primo set perfetto: 16 punti su 16 nei turni di servizio e il povero Kokkinakis che può solo rimanere a guardare, cone quando l’altro ottiene il punto con un recupero di dritto in chop sostanzial­mente irreale. Il secondo set è un pizzico più equilibrat­o, ma quando Sinner sgasa, la contesa va in archivio. Prossimo avversario il russo Shevchenko, mentre all’orizzonte inizia a profilarsi il crash stellare con Djokovic, non brillantis­simo al debutto e perfino tormentato da problemi di stomaco. Un passo alla volta, Jannik: «Mi piace giocare al mattino, così non devo aspettare tutto il giorno. Riesco a a coordinarc­i meglio perché so bene quando arrivare al campo e quanto tempo ho per prepararmi». La pausa dopo Barcellona lo ha ritemprato e il lavoro maniacale sui dettagli, in particolar­e sul servizio, sta dando frutti corposi

in vista del torneo di casa e di Parigi: «Ho cambiato qualcosina alla battuta, il tempo sulla palla e anche po’ il movimento, ho servito molto bene e quindi sono contento. Sicurament­e mi sento bene, abbiamo lavorato tanto, i 10 giorni di sosta sono stati importanti dal punto di vista fisico».

La ripartenza Dieci giorni fa, invece, Fognini si stava ancora macerando nel dubbio per quel piede sinistro che non voleva mettere giudizio: «Mi avessero detto in quei momenti che avrei vinto due partite a Roma, li avrei presi per matti». E invece eccolo qui, venire a capo del numero 37 del mondo Kecmanovic con 42 vincenti e il piglio aggressivo di chi si esalta nel comando delle operazioni, superando indenne anche i tre match point non sfruttati nel tiebreak prima di chiudere: «Lo so, in quel momenti vi aspettavat­e lo sclero, ma sono tornato a divertirmi in campo, sento che è scattato di nuovo qualcosa». E mentre il primogenit­o Federico lo osserva compiaciut­o in sala stampa, Fabio fissa lo sguardo verso il futuro: «Sono stati i due anni peggiori della mia vita per gli infortuni, a 35 anni non è facile accettare che devi stare fermo. L’obiettivo è di tornare tra i primi 100 prima di Wimbledon, perché amo il tennis e voglio darmi un’altra chance». Buona fortuna, campione.

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Jannik Sinner, 21 anni, n.8 del mondo, l’anno scorso ai quarti a Roma
Difende i quarti Jannik Sinner, 21 anni, n.8 del mondo, l’anno scorso ai quarti a Roma

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