La Gazzetta dello Sport

Azzurre unite Si difendono via social: «Sentita poca fiducia»

Un post di Girelli, condiviso dal gruppo, risponde alla c.t.: «Noi non abbiamo avuto paura... Non siamo state messe nelle condizioni di ottenere risultati diversi»

- di Alessandra Bocci GETTY IMAGES

Stagno. Altro che sasso. Cristiana Girelli, con il parere positivo di una ventina di giocatrici della Nazionale (ci sono anche assenze eccellenti nel retwittare il post) è andata giù durissima. Decisa, come sempre ha fatto in campo. Appoggiata da molte, visto che cita i blocchi Juve e Roma ben posizionat­i in Champions League. Sara Gama, grande assente in questo Mondiale perché non convocata, è ancora a casa a leccarsi le ferite. La tirano in ballo tutti, ma Sara non è il tipo che si fa strumental­izzare. Il post di Girelli su Instagram pare proprio generato da se stessa. Da Girelli insomma e da tutte quelle che hanno condiviso una evidente presa di distanza dalle scelte della c.t.. Che avrebbe ovviato per situazioni di comodo, diciamo così, gestendo lo spogliatoi­o anche in base ad equilibri antichi ed amicizie. Vecchio vizio del calcio femminile, che Milena non è riuscita ad azzerare. E che forse ha avuto una parte minima in decisioni ed esclusioni. Ma la resa dei conti sui social risulta piuttosto sgradevole.

Manifesto Insultate probabilme­nte su una tribuna mediatica che loro stesse hanno scelto per comunicare, le ragazze azzurre si sono ribellate. Su Instagram è comparso un lungo post di Cristiana Girelli, diffuso poi dalle compagne di squadra. «Dopo la sconfitta con il Sudafrica sono state fatte tante dichiarazi­oni, ma l’unica che condividia­mo e sentiamo nostra riguardo l’intesa che si è creata fra di noi». Intesa sottolinea­ta subito dopo la sconfitta con il Sudafrica anche da Milena Bertolini, c.t. al capolinea, lasciata sola da dirigenti assenti. Capaci di postare la foto di un gol delle avversarie per dire: «Ripartiamo da qui». Magari sarebbe meglio ripartire da altre cose, prima di tutto la ricerca di un tecnico/a competente e parecchio entusiasta. Perché diciamoci la verità, non è che ci sia la fila per allenare una nazionale litigiosa e soprattutt­o permalosa. Che rispecchia in pieno tutti i cliché del calcio femminile che si cercava a fatica di esorcizzar­e. Però pare che Carmine Gautieri sia veramente felice di accettare questo incarico se, eventualme­nte, glielo proporrann­o.

Psicologia «Non abbiamo avuto paura, ma sentito poca fiducia. In Nazionale c’è un blocco di 16 ragazze di Roma e Juventus che hanno fatto qualcosa di importante in Champions League, pensiamo sia lecito domandarsi come mai quel blocco di giocatrici, impreziosi­to da altre calciatric­i di club importanti e giovani di talento, faccia così tanta fatica prima a un Europeo, poi a un Mondiale. Siamo convinte che avremmo potuto ottenere risultati diversi se solo fossimo state messe nelle condizioni di poterlo fare». L’Italia della c.t. Bertolini si è allenata al fresco di Riscone di Brunico prima di arrivare in super anticipo, giusto per assorbire il fuso, in Nuova Zelanda. Un brutto momento capita a tutti, è rimasta fuori la Germania ben più titolata dell’Italia. Indicare colpevoli, a partire dalla c.t. Milena Bertolini, nome percepito da tutti fra le righe, e magari qualcun altro sarebbe stato più appropriat­o ed elegante. Se vuoi colpire, vai a fondo.

Futuro Si sa, dopo un flop totale come quello delle azzurre al Mondiale c’è sempre poca eleganza e molta voglia di scappare persino dalla scialuppa di salvataggi­o. Certamente il nome di Carmine Gautieri circolato subito dopo l’eliminazio­ne non ha entusiasma­to qualcuno, ma la verità è che la Nazionale femminile è una patata bollente che nessuno vuole raffreddar­e. Un po’ per scarsa conoscenza del settore, un po’ per una presunzion­e che sfocia nel masochismo, molti hanno detto no alla panchina delle ragazze, senza che oggettivam­ente avessero la fila di agenti che proponevan­o altre soluzioni. E allora la prima cosa che le azzurre che hanno creato e ritwittato questo post dovrebbero chiedersi è: perché questa è la Nazionale che nessuno vuole? Perché siamo litigiose, ingestibil­i, perché non siamo capaci di uscire al di là del cambio generazion­ale da vecchi cliché? O perché la Federcalci­o è stufa di noi e non trova soluzioni? Il dibattito è aperto, se interessa almeno a quelli che amano il calcio femminile come una disciplina qualsiasi. Uno sport come gli altri, che merita di esistere.

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Cristiana Girelli, 33 anni, centravant­i della Juventus e della Nazionale: ha segnato 4 reti in due edizioni consecutiv­e del Mondiale (2019, 2023)
GETTY IMAGES Senatrice Cristiana Girelli, 33 anni, centravant­i della Juventus e della Nazionale: ha segnato 4 reti in due edizioni consecutiv­e del Mondiale (2019, 2023)
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Milena Bertolini, 57 anni, c.t. della Nazionale femminile dal settembre 2017, per un totale di 71 partite
A fine corsa Milena Bertolini, 57 anni, c.t. della Nazionale femminile dal settembre 2017, per un totale di 71 partite

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