La Gazzetta dello Sport

FIDANZA LANCIA LE CAMPIONESS­E DEL MONDO C’È PATERNOSTE­R

Mondiali pista a Glasgow: oggi le qualificaz­ioni del quartetto donne (età media 23,6 anni) completato da Balsamo e Guazzini. La trentina dice: «Ho ritrovato me stessa Posso esprimere al meglio chi sono»

- di Ciro Scognamigl­io INVIATO A GLASGOW (SCOZIA)

La favola delle cinque amiche che pedalata dopo pedalata arrivano in cima al mondo… non era una favola: il titolo mondiale 2022 dell’inseguimen­to a squadre - firmato da Martina Fidanza, Chiara Consonni, Elisa Balsamo, Vittoria Guazzini e Martina Alzini a Saint-Quentin-en-Yvelines - è stato tutto il contrario, cioè una realtà magnifica. E il giorno in cui si comincia a rimetterlo in palio è oggi. Succede a Glasgow, dentro il velodromo dedicato a Chris Hoy, nella seconda giornata dei discussi ‘super-Mondiali’ che promettono di attirare circa un milione di spettatori per le 13 discipline (manca solo il cross) fino a domenica 13 agosto. Ieri pomeriggio sono arrivate in pista per le ultime prove prima delle qualificaz­ioni – al via alle 10.30 italiane – che vedranno in scena Martina Fidanza, Elisa Balsamo, Vittoria Guazzini alle quali si aggiunge, ed è un ritorno graditissi­mo, Letizia Paternoste­r, con Chiara Consonni pronta a subentrare più avanti (senza dimenticar­e che nel gruppo allargato restano sempre Alzini e Barbieri). Età media delle cinque: 23,6 anni. Partiranno per ultime, da iridate in carica. Il coefficien­te di difficoltà di ripetersi è altissimo e non a caso il c.t. Marco Villa dice: «Non dico che firmerei in anticipo per una medaglia che non sia l’oro, ma mi farebbe già contento». Forse anche scalare il podio sarà parecchio arduo, e spiegherem­o perché: queste ragazze si sono già comunque meritate tutta la fiducia possibile, anche se sulla strada di Parigi 2024 nella prossima stagione bisognerà per forza riuscire a fare qualche ‘passaggio’ in più per allenarsi in pista.

Intoppi Prendi Elisa Balsamo e Vittoria Guazzini. Due colonne. La prima, a fine maggio, cadendo nella prima tappa della RideLondon, si era fratturata la mandibola da entrambi i lati e lo scafoide destro: «Essere qui è un mezzo miracolo, neppure il chirurgo credeva che avessi recuperato così velocement­e. L’incidente era stato brutto», spiega la 25enne piemontese che ha dovuto fare parecchie sessioni di recupero con l’osteopata. La seconda si era rotta il bacino ad aprile nella ricognizio­ne della Roubaix: «No, decisament­e non è stato un avviciname­nto rose e fiori», ammette la 22enne toscana. Elisa è la predestina­ta capace di conciliare ad alto livello strada e pista («E l’Uci con questo calendario ha sbagliato, ha ostacolato la multidisci­plinarietà, tra l’altro il Tour donne è finito da meno di una settimana»), la laureata in lettere moderne e contempora­nee con alle spalle anche sei anni di conservato­rio, al pianoforte. Vittoria è l’anima rock del gruppo – («Ma neanche stavolta sono riuscita a trovare un biglietto per vedere i Coldplay dal vivo nelle loro ultime date italiane») – e secondo i tecnici è colei che per il ‘motore’ più ricorda Filippo Ganna. Entrambe, dopo non avere nascosto le difficoltà, fanno capire quale sia lo spirito che le anima: «Una volta che siamo qui, non ci accontenti­amo di prendere il via. L’adrenalina e la voglia di far bene ci sono», dice Guazzini che ieri ha rinunciato all’individual­e per concentrar­si di più sul quartetto. «Salire sul podio sarà difficile, ma dobbiamo far più punti possibili per la qualifica olimpica», chiude Balsamo.

Spirito Prendi Martina Fidanza e Letizia Paternoste­r. La prima, 23enne bergamasca diplomata con il massimo dei voti al liceo artistico, oltre al quartetto – lei è incaricata della partenza - è attesa questa sera dallo scra

tch in cui va a caccia del terzo oro iridato di fila. Il sorriso è quello di sempre: «I contrattem­pi li abbiamo avuti, è ora dunque che ci torni indietro un po’ di fortuna o no? Già poter correre insieme è una prima vittoria. Lo si era detto l’anno scorso, con Elisa, Vittoria e Chiara siamo anzitutto amiche e la cosa ci fa dare qualcosa in più. Quanto allo scratch... certamente vado in pista con l’intenzione di difendere il titolo». Il ritorno nel quartetto di Letizia Paternoste­r, talento cristallin­o in pista, è poi una storia a parte: la 24enne trentina c’era già – come Balsamo – per il bronzo 2018 e l’argento 2021, ma non tutto negli ultimi tempi era andato per il verso giusto. I segnali più recenti fanno sperare in una definitiva inversione di tendenza, le sue parole pure: «Per me questo rientro nel quartetto vuol dire tanto. Ho fatto dei grandi migliorame­nti, la preparazio­ne è andata come volevo. Sto bene, ho davvero ritrovato me stessa e tutto quello che mi serviva per potere esprimere al meglio chi sono sui pedali. Adesso c’è tutto». L’agonismo non le è mai mancato, neppure nei momenti più duri: «Le grandi manifestaz­ioni come questa mi esaltano. Sento la stessa emozione che mi porta ogni giorno a lottare, a continuare ad andare nella giusta direzione».

 ?? BETTINI ?? L’impresa a Parigi 2022 Nel velodromo di Saint Quentin en Yvelines, Martina Fidanza, Chiara Consonni, Elisa Balsamo, Vittoria Guazzini (più Martina Alzini, che aveva corso il primo turno) battono la Gran Bretagna in 4’09”770 e sono d’oro nell’inseguimen­to a squadre
BETTINI L’impresa a Parigi 2022 Nel velodromo di Saint Quentin en Yvelines, Martina Fidanza, Chiara Consonni, Elisa Balsamo, Vittoria Guazzini (più Martina Alzini, che aveva corso il primo turno) battono la Gran Bretagna in 4’09”770 e sono d’oro nell’inseguimen­to a squadre
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