La Gazzetta dello Sport

LA CARICA DI RIVOLA «CRESCIAMO ANCORA MA OTTO DUCATI PER ME SONO TROPPE»

L’a.d. spiega i problemi incontrati nel 2023: «Moto migliorata, e sistemando le partenze... Il nostro campionato deve regolare i budget»

- di Mario Salvini

Un anno fa, di questi tempi, l’Aprilia contava di lottare fino alla fine con la Ducati. Oggi, nella classifica de-giapponesi­zzata di quest’anno, insegue da lontano: terza tra i Costruttor­i, ottava e dodicesima con i piloti. «Abbiamo due macchie», sintetizza il gran capo della scuderia italiana, Massimo Rivola, l’uomo a cui è stato affidato l’ultimo stadio della scalata ai vertici della MotoGP. «Le macchie sono state il finale di stagione 2022 e le due gare prima di Assen e quindi della sosta. E non mi riferisco ai risultati ma alle prestazion­i».

► Dopo il grande avvio di 2022, le aspettativ­e erano cambiate...

«Esattament­e. Abbiamo alzato l’asticella, anche perché la nostra moto 2023 è migliore della 2022, lo sapevamo dai dati ancora prima di andare in pista, dal banco, dalla galleria del vento. Poi ovviamente le cose sono più complesse. Intanto migliorano anche gli altri, per fortuna non tutti. E poi c’è quel fattore immisurabi­le che si chiama feeling del pilota. È vero che la nostra moto non è cambiata così tanto, ma sono equilibri delicati. Anche perché non si parla di progressi da mezzo secondo, qui lavoriamo tutti di cesello, a cercare i decimi. E non lo stiamo facendo alla pari...».

► In che senso?

«Beh, avere otto moto a disposizio­ne è un bel vantaggio. L’ultima Ducati di questa stagione ha

► Servirebbe una regola per limitare il numero?

«Esiste ovunque. Vengo da un mondo iper-regolament­ato (la F.1, ndr), in cui oltre un tot di auto motorizzat­e non si poteva andare. A meno che non fossero stati d’accordo tutti gli altri. E qui di sicuro non tutti lo siamo».

► Perché?

«Con otto moto hai tante informazio­ni in più. E averle da tanti piloti diversi ti porta a fare una moto, peraltro già eccellente, che va bene a tutti. E sei più rapido a trovare la prestazion­e. Non si gioca con le stesse regole».

► Rimedi?

«Un budget-cap come in Formula 1 mi piacerebbe da morire e sfiderei chiunque a battere Aprilia a parità di risorse».

► Da un lato c’è questa supremazia Ducati, dall’altro la crisi giapponese in generale e della Honda in particolar­e...

«Che mi dispiace e che soprattutt­o mi fa paura per il bene del nostro sport. Va a finire che restiamo solo in tre?».

► Che succede alle giapponesi?

«Credo che per cultura abbiano azzardato molto meno di noi. E che abbiano sottovalut­ato il tema dell’aerodinami­ca».

► Della Sprint Race cosa dice?

«In generale è piaciuta. Per me però è sbagliato che un’unica qualifica dia la griglia sia per la Sprint che per la Race».

► Come si potrebbe fare?

«Che l’ordine d’arrivo della Sprint diventi la griglia del giorno dopo, della Race. Porterebbe i piloti ad avere un approccio un po’ meno garibaldin­o alla Sprint. Ci penserebbe­ro due volte a dar sportellat­e come per esempio fanno i fratelli Marquez».

► Torniamo al vostro 2023 per ora deludente…

«Abbiamo avuto una serie di eventi avversi. In Argentina sull’asciutto eravamo primo e secondo e poi è piovuto. A Le Mans, Maverick aveva tutto per vincere, poi c’è stato il contatto con Pecco. Al Mugello abbiamo ciccato per la caduta in bicicletta di Aleix. Insomma non vedevo l’ora che arrivasse questo mese di stacco per poi ricomincia­re finalmente non dico da zero, ma con tutti finalmente in forma. Detto questo, sappiamo di non essere la moto migliore. C’è ancora un problemino che fa apparire la KTM seconda forza».

► Quale?

«Le partenze. KTM ha le partenze migliori della griglia. E oggi se fai la gara davanti è un conto, se ti trovi in mezzo al gruppone è tutta un’altra storia. In gruppo facciamo molta fatica a superare. Le caratteris­tiche della nostra moto si sposano più con la pista libera che con la bagarre».

► I vostri piloti non è che abbiano brillato...

«Sicurament­e un po’ di continuità in più avrebbe aiutato. È una coppia ben rodata. Maverick è un gran talento ed è al tempo stesso un ragazzo delicato. Una volta allineati i pianeti, è uno dei più forti di tutti. Al momento per stare con quelli davanti dobbiamo essere perfetti per tutto il fine settimana. E se non lo sei le moto Ducati davanti sono otto».

► Torniamo lì.

«Non dico che la Ducati sbaglia a far quello che fa, dico che ha sbagliato chi gliel’ha consentito».

► È un caso che non abbiate un pilota italiano?

«È la sola cosa che ci manca. Mi dispiace molto. Sono stato il primo a offrire un sedile a Bezzecchi, ancora ai tempi del casoIannon­e, ma era un po’ presto. E poi non è un segreto che ho cercato di prendere Bastianini».

► L’obiettivo dell’Aprilia quindi adesso è...?

«Fare qualche risultato. Ne abbiamo bisogno come l’ossigeno, per il nostro morale. E poi ridurre il gap dalla Ducati».

“Macchie”

Il finale del 2022 e le due gare prima di Assen. Ora ci serve qualche risultato

Vantaggi

Ducati può raccoglier­e molti dati L’errore è stato concedere questa opportunit­à Bene la Sprint: piace, ma alcuni esagerano. Come i fratelli Marquez A pari risorse sfiderei chiunque a batterci. Piloti italiani? Ora no

 ?? MILAGRO ?? A Noale dal 2019
Massimo Rivola, 51 anni, è a.d. della Aprilia Racing dal gennaio 2019. Sotto la sua gestione la casa di Noale ha ottenuto la sua prima storica vittoria in MotoGp nel 2022 in Argentina con Espargarò
MILAGRO A Noale dal 2019 Massimo Rivola, 51 anni, è a.d. della Aprilia Racing dal gennaio 2019. Sotto la sua gestione la casa di Noale ha ottenuto la sua prima storica vittoria in MotoGp nel 2022 in Argentina con Espargarò
 ?? ?? Telaio L’Aprilia spinge sulla ricerca: nella foto la RS-GP dotata di telaio in carbonio che ha girato a Misano con il tester Lorenzo Savadori
Telaio L’Aprilia spinge sulla ricerca: nella foto la RS-GP dotata di telaio in carbonio che ha girato a Misano con il tester Lorenzo Savadori
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