La Gazzetta dello Sport

Ganna-boys che fatica, ma ci sono

- INVIATO A GLASGOW ci. sco.

Oggi, due anni fa: il 4 agosto 2021 Lamon, Consonni, Milan e Ganna avevano al collo l’oro olimpico del quartetto. L’apice.

Oggi, due anni dopo, si lotta furiosamen­te per restarci, all’apice, anche se è tutt’altro che semplice, e quella Danimarca che in Giappone si arrese in finale ha tutta la voglia di rifarsi. E allora, oggi dalle 19.42 italiane, i nostri quattro moschettie­ri (più il giovane Manlio Moro, pronto a subentrare) affrontano al primo turno la Nuova Zelanda e se vincono si guadagnano l’accesso alla finale per l’oro di domani (altrimenti, ripescaggi per tentare almeno la sfida per il bronzo). Probabilme­nte proprio contro la Danimarca, che ieri in qualificaz­ione con Larsen, Bevort, Let e Madsen ha fatto nettamente meglio di tutti con 3’46”816.

Analisi E noi? Terzi, in 3’50”408, circa 1”3 dietro alla Nuova Zelanda. Il tutto consideran­do la clamorosa eliminazio­ne della Gran Bretagna iridata in carica, che viaggiava attorno alla seconda/terza posizione quando sull’ultimo rettilineo è caduto rovinosame­nte Tanfield: prova non conclusa ed eliminazio­ne.

Altrimenti, l’Italia sarebbe arrivata molto probabilme­nte quarta, ancora in gioco anche per l’oro ma per l’inezia di 80 centesimi sull’Australia (e costretta a sfidare la Danimarca già oggi). «Avevo paura della qualificaz­ione – ammette il c.t. Villa -, eravamo un po’ al buio non avendo fatto molte prove. Col senno di poi, si poteva correre più agili, forse non era il contesto giusto per usare il rapporto olimpico (63x14, Milan il 64, ndr), che però è quello con cui siamo arrivati fino al record del mondo. Ma non siamo i soli ad avere faticato». L’Italia in effetti dopo 1.000 metri aveva solo l’ottavo tempo, e in qualche fase è sembrata un po’ imbastita:

al netto del ‘solito’ bel Ganna nel finale («Abbiamo rotto il ghiaccio, la pista ci è sembrata meno veloce di quello che pensavamo»), e di un Lamon capace di restare nel trenino fino alla fine. La consapevol­ezza generale è che per arrivarsi a giocarsi il titolo già nostro nel 2021 – nel 2022 invece siamo stati d’argento – bisognerà fare diversi passi avanti.

Conti Fare ‘quadrare i conti’ del quartetto non è facile: Ganna è reduce dal Giro di Vallonia vinto e la prossima settimana tenterà di riprenders­i il titolo mondiale a cronometro; Milan, grande protagonis­ta al Giro d’Italia, dal 28 maggio aveva disputato solo una corsa, San Sebastian sabato scorso; Consonni, che aveva cominciato benissimo il 2023 facendo dei grandi Europei su pista a febbraio con 2 ori e 2 argenti, poi non è rimasto su quei livelli. «La nostra prova – spiega proprio quest’ultimo – è stata ‘media’. Abbiamo peccato a livello di linee, di tecnica pura, e possiamo solamente migliorare. I valori in campo li sapevamo, la Danimarca era già la superfavor­ita dell’ultima Olimpiade. Ma alla fine a tirare fuori il jolly dal mazzo siamo stati noi».

Abbiamo peccato a livello di linee e di tecnica pura Migliorere­mo Simone Consonni 28 anni, olimpionic­o e iridato quartetto

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BETTINI Olimpionic­i Filippo Ganna tira il quartetto seguito da Francesco Lamon, Simone Consonni e Jonathan Milan

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