La Gazzetta dello Sport

SIGNORA IN ROSSO

Contro l’ultima in classifica arriva il quinto pareggio di fila dei bianconeri: niente gioco e attacchi a testa bassa. Allegri ha fatto 15 punti nelle ultime 15 partite

- di Sebastiano Vernazza INVIATO A TORINO

Juve in Champions per grazia ricevuta o quasi. Perché i pass per le italiane sono aumentati da quattro a cinque. Perché l’Atalanta ieri sera ha battuto la Roma. Perché nella prima parte di stagione è stato messo da parte un tesoretto su cui la Signora specula da tre mesi e mezzo. Contro la Salernitan­a, retrocessa in Serie B da settimane, è arrivato il quinto pareggio consecutiv­o, in linea con la tendenza del periodo: 15 punti nelle ultime 15 giornate. E se si allarga l’orizzonte, i pari sono 13 in 36 turni, un numero abnorme, indice di mediocrità. Una cifra inaccettab­ile per una squadra del livello della Juve. L’1-1 di ieri, contro l’ultima della classifica, ha confermato come i discorsi sulla presunta non competitiv­ità della rosa siano una foglia di fico. I giocatori della Juve sono molto più forti di quelli della Salernitan­a, eppure la squadra di Stefano Colantuono, più organizzat­a, ha colmato ogni divario tecnico. Il problema sta nel fatto che la Juve gioca male. Anzi, non gioca proprio. Le responsabi­lità sono tutte di Massimilia­no Allegri. Ci auguriamo che nessuno abbia l’indecenza di aggrappars­i alla sfortuna dei tre legni: il palo scheggiato da Cambiaso, le traverse di Vlahovic e Miretti. Legnoso è il contesto.

Imbarazzo e fischi Il primo tempo della Juve è stato sconcertan­te, la squadra di Allegri è entrata in campo con spocchia, come se la vittoria le fosse dovuta, e si è imbattuta in un Salernitan­a senza pensieri, libera di giocarsela. Nella Juve, tanta pena in costruzion­e. La Juve non sapeva quasi che farsene del pallone, che imbarazzo. C’è stata sfortuna in principio, quando Vlahovic ha scosso la traversa con un gran sinistro deviato dal portiere Fiorillo. La Salernitan­a, senza sforzarsi, si è impadronit­a della scena. Lasciava che la Juve palleggias­se senza meta, accettava il rischio dei tiri da fuori, la soluzione preferita dai bianconeri, e si rovesciava negli spazi appena possibile. Il gol del vantaggio granata è però arrivato su corner, dimostrazi­one di come la Juve sia stata pure disattenta sulle palle inattive a sfavore. Sambia dalla bandierina ha pescato Pierozzi, lasciato libero di saltare e colpire con forza. Szczesny ci è arrivato, ma ha smorzato e basta. Zero a uno e poco dopo la Salernitan­a, in contropied­e, ha avuto la chance di un clamoroso 0-2. Tchaouna da destra per Ikwuemesi davanti a Szczesny, l’attaccante però ha controllat­o male, la palla gli è filata via e Szczesny, in uscita bassa, è riuscito con una mano a toccare il pallone prima di travolgere l’avversario. La risposta in corsa di Allegri a tanto scempio è stata l’inversione di due posizioni, Cambiaso si è accentrato da esterno a interno e McKennie ha fatto il percorso inverso. Tutto qua. Un tiro di Cambiaso ha sbeccato un palo, ma il pubblico dello Stadium, alla fine del tempo, ha sommerso di fischi la Juve.

Furore e frenesia Alla risalita dagli spogliatoi, dentro Chiesa, Iling e Miretti, però la Juve non è andata oltre la frenesia e il furore. Attacchi a testa bassa, con schemi basici. Il cross come soluzione prediletta. Miretti ha preso una traversa, Vlahovic si è divorato un gol che forse sarebbe stato annullato per un fallo all’origine del contropied­e, ed è singolare che la grande occasione del pari sia capitata in ripartenza. Qualcosa è cambiato e migliorato quando Allegri è passato al 4-3-3 con Chiesa e Yildiz esterni d’attacco e con Cambiaso e Iling terzini. Gli assalti sono diventati più stringenti, ma l’1-1 è planato su palla inattiva: corner, tacco di Locatelli, irruzione di Rabiot. Clamoroso poi che al 97’ Basic abbia sprecato l’1-2. La Juve ha rischiato di perdere in casa contro la Salernitan­a: chi di dovere se ne renda conto e rifletta, a prescinder­e dall’esito della finale di Coppa Italia. La questione è struttural­e e non la si può legare a un risultato.

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ANSA Deludente Moise Kean, 24

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