La Gazzetta dello Sport

Urbanski e gli altri Ecco perché con Motta sono tutti protagonis­ti

La formazione ► nasce in base al piano tattico e alle caratteris­tiche degli interpreti

- di G.B. Olivero

Siamo un gruppo fantastico in cui ciascuno fa il massimo ogni giorno, che giochi oppure no...

Federico Ravaglia Portiere del Bologna

Negli occhi resta il gioco, che molto spesso ha determinat­o le vittorie del Bologna. Ma poi, scavando e analizzand­o, emerge soprattutt­o la preparazio­ne delle partite, vera specialità di Thiago Motta. Lo studio dal punto di vista tattico è accurato e da lì discende anche la scelta dei titolari. Con il tecnico rossoblù tutti possono davvero sperare di giocare, se dimostrano di poter essere utili al contesto che cambia di gara in gara. L’ultimo esempio è arrivato a Napoli, dove Thiago è tornato al 4-2-3-1 per infastidir­e Lobotka e per murare anche le mezzali di Calzona. Nel ruolo di trequartis­ta centrale, e quindi di disturbato­re del play del Napoli, ha scelto Urbanski, che adesso è arrivato a 819’ in campo. E sulle corsie laterali ha schierato Odgaard (332’) e Ndoye (1.686’) lasciando fuori per la quarta volta di fila Orsolini (1.708’) e Saelemaeke­rs (1.796’) che è uno dei più in forma. Risultato? Lobotka soffocato, assist (sebbene il cross dell’1-0 sia stato deviato) di Odgaard, gol (il primo in Serie A) di Ndoye. E, a proposito di scelte, al Maradona è rimasto in panchina il portiere titolare Skorupski e in porta è andato Ravaglia. Risultato? Rigore parato e quarto clean sheet su cinque presenze da titolare per il ragazzo nato proprio a Bologna.

Studio accurato Non si tratta di magie e men che meno di casi fortuiti. E’ il frutto del lavoro e dello studio perché Motta sa che quello che succede in partita è figlio di quanto avviene in allenament­o. El Azzouzi ha giocato po

16 i marcatori rossoblù

Sono 16 i marcatori stagionali del Bologna, Coppa Italia compresa. Dei più utilizzati manca il primo centro di Calafiori, Kristianse­n, Lucumì e Aebischer

co finora (443’), è stato titolare solo quattro volte, ma due all’Olimpico contro la Lazio e contro la Roma segnando in entrambi i casi una rete importante per il successo della sua squadra. E’ come se Thiago riuscisse a prevedere lo sviluppo dell’incontro e si regolasse di conseguenz­a per decidere la formazione. Ovviamente anche nel Bologna ci sono i titolariss­imi: sono stati in campo oltre 2.700 minuti Skorupski, Ferguson e Zirkzee. E i due giocatori di movimento purtroppo non potranno più far crescere questa cifra a causa dei rispettivi infortuni. Freuler ha sfondato il muro dei 2.500 minuti, oltre quota 2.000 ci sono Beukema, Calafiori, Kristianse­n, Lucumì, Posch e Aebischer. Ma il posto fisso non esiste. Per conferma chiedere a Orsolini, che è rimasto in panchina in trasferta contro la Roma e poi ha giocato un tempo contro l’Udinese e qualche minuto con Torino e Napoli.

Coraggio Il Bologna è da tempo una squadra che si muove benissimo sul campo: lo copre in lungo e in largo, con grande fluidità. Il modulo di partenza disegna solo una situazione base che poi può essere modificata di continuo in base allo sviluppo del gioco nelle due fasi. Le caratteris­tiche degli interpreti vengono così esaltate: pensiamo a Calafiori, regista difensivo più che semplice difensore, a Aebischer, prezioso proprio perché sa dove farsi trovare.

Se serve, Motta può schierare il doppio marcatore in difesa (Beukema e Lucumì). Le ali possono puntare direttamen­te la porta o catapultar­e in area i centrocamp­isti che si inseriscon­o. Il Bologna non perde identità in nessuna situazione: può attaccare o difendere in modi differenti, restando però sempre fedele ai propri principi. Un aspetto che trasmette coraggio ai giocatori. Non è un caso che i rossoblù abbiano vinto a Bergamo, due volte a Roma, a Napoli e abbiano pareggiato a Torino con la Juve e a San Siro con le due milanesi. Il gusto di giocare sempre un calcio propositiv­o nasce in allenament­o e l’entusiasmo dipende dalla consapevol­ezza che quanto Motta spiega trova poi corrispond­enza in campo. E chi entra durante la partita, anche solo per pochi minuti come l’indiavolat­o Fabbian a Napoli, lo fa con la testa del protagonis­ta e non del comprimari­o.

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Dall’alto Jens Odgaard, 25 anni, e Den Ndoye, 23: assist e gol a Napoli
Decisivi Dall’alto Jens Odgaard, 25 anni, e Den Ndoye, 23: assist e gol a Napoli
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 ?? ?? Kacper Urbanski centrocamp­ista, 19 anni, 20 presenze in campionato, 8 delle quali da titolare
Kacper Urbanski centrocamp­ista, 19 anni, 20 presenze in campionato, 8 delle quali da titolare
 ?? ?? Oussama El Azzouzi centrocamp­ista, 22 anni, 16 presenze in campionato, 4 delle quali da titolare, 2 gol
Oussama El Azzouzi centrocamp­ista, 22 anni, 16 presenze in campionato, 4 delle quali da titolare, 2 gol
 ?? ?? Federico Ravaglia portiere, 24 anni, 5 presenze in campionato e 4 clean sheet. A Napoli ha parato un rigore
Federico Ravaglia portiere, 24 anni, 5 presenze in campionato e 4 clean sheet. A Napoli ha parato un rigore

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