La Gazzetta dello Sport

Sacchi sta col Milan

«Secondo posto e conti in ordine La contestazi­one è esagerata » «Il club è più importante di tutto, i tifosi devono avere pazienza: senza spese folli hanno già vinto uno scudetto...»

- Di Marco Fallisi MILANO

Da due partite San Siro non è più lo stesso: quando gioca il Milan, la curva Sud rossonera rimane in silenzio per 90 minuti. È la strada scelta dalla tifoseria organizzat­a del Milan per contestare proprietà e società in questo finale di stagione: contro il Genoa, due settimane fa, sugli spalti del secondo anello blu a “parlare” erano stati gli striscioni che recitavano “Strategia comunicati­va, presenza istituzion­ale, acquisti mirati. E poi coesione, ambizione e capacità. Un progetto vincente parte dalla società. Milano non si accontenta” e “Il rumore del silenzio”, mentre a dieci minuti dalla fine gli ultras avevano abbandonat­o il settore; né cori né bandiere nemmeno l’altra sera contro il Cagliari, solo un altro striscione,“Noi pretendiam­o e meritiamo una società forte e vincente”. «Ho visto il Milan segnare cinque gol giocando una buona partita, nel silenzio surreale della parte più calda dello stadio. Che dispiacere», dice Arrigo Sacchi.

► Si aspettava una chiusura di stagione come questa?

«No. Devo ammettere che, per quanto sia stata civile e questo è un aspetto da sottolinea­re, la protesta dei tifosi mi ha sorpreso».

► Che cosa l’ha colpita di più?

«Mi pare di capire che i tifosi si rivolgano alla società, al club. Con questa modalità, però, l’effetto si è ripercosso su Pioli e sulla squadra. Che chiuderann­o il campionato al secondo posto, non a metà classifica. Si poteva fare meglio? Sì, sicurament­e.

Ma il Milan di questa stagione era una squadra profondame­nte rinnovata, l’allenatore aveva bisogno di assemblare i giocatori arrivati dal mercato e creare un collettivo. Il risultato non è stato sempre eccellente, ma il Milan ha comunque giocato delle buone partite arrivando, ripeto, secondo. Non è tutto da buttare».

► I tifosi contestano la società. La pretendono forte e vincente, si leggeva in uno striscione.

«La proprietà attuale è arrivata da poco, questa è stata la seconda stagione di RedBird in rossonero. Il Milan oggi è un club virtuoso dal punto di vista economico, con i conti in ordine e questo va riconosciu­to. La proprietà precedente, poi, operando nella stessa direzione di quella che è subentrata, è riuscita a regalare ai tifosi uno scudetto atteso undici anni. Stiamo parlando di un successo arrivato superando squadre che avevano speso di più, e in Italia ce ne sono almeno due o tre. I tifosi del Milan sono sempre stati molto importanti ma anche esigenti, si aspettano di vedere la squadra giocare bene e dare tutto, ma nella storia di un club esistono anche i momenti...».

► Questo che momento è?

«È una fase in cui c’è una squadra, l’Inter, più attrezzata per vincere. Il Milan negli ultimi anni ha vinto uno scudetto dopo un bellissimo testa a testa proprio con i nerazzurri, poi hanno vinto Napoli e Inter, appunto. Io capisco che il fatto di aver perso tanti derby abbia fatto soffrire i milanisti, ma in passato è successo anche all’Inter di patire. Ricordo che una volta, dopo un derby vinto dal mio Milan, l’avvocato Prisco venne da me e disse: “Se fosse stato un incontro di boxe avrei gettato la spugna. Abbiamo perso ma senza prendere troppi gol. E ci è andata bene, perché non avevamo superato la metà campo”. I cicli cambiano, i momenti passano: mi auguro che i tifosi del Milan dimostrino ancora una volta la loro grande cultura sportiva e il loro amore per il club, senza farsi accecare dagli ultimi successi dell’Inter. Bisogna ricordare che il club viene prima della squadra, e la squadra prima dei giocatori».

► Il Milan è secondo, ma a 18 punti dall’Inter. Qualche errore è stato fatto...

«Come ho ripetuto più volte, prendere così tanti stranieri nell’ultimo mercato è stato un rischio, e se a scegliere fosse stato Pioli le responsabi­lità sarebbero anche sue, ma non mi risulta. Non dimentichi­amoci che anche la decisione di chiudere con Maldini e Massara è stata una mossa che appare discutibil­e. Ora molto, se non tutto, passerà dalla scelta del nuovo allenatore».

► Che per Sacchi dovrebbe essere un italiano...

«Se parliamo di un giovane dico De Zerbi, quanto a esperienza suggerisco Sarri. Ma più del profilo conterà un’altra cosa».

► Quale?

«Che il Milan decida convinto e che difenda la scelta. Con forza. La stessa che ebbe Berlusconi con me».

► E ai tifosi che cosa consiglia?

«Di avere pazienza. Di fidarsi del club e di sostenere il Milan come ha sempre fatto. Si gioca e si vince con il collettivo, e il discorso vale anche per i tifosi: bisogna essere uniti con il club».

► Tra due weekend il Milan giocherà l’ultima partita di questa stagione, con la Salernitan­a, e lo farà a San Siro. Che clima si aspetta?

Sui tifosi Mi auguro dimostrino ancora una volta la loro grande cultura sportiva

Sul momento Si gioca e si vince con il collettivo, e lo stesso discorso vale anche per i tifosi

Sull’ultimo mercato estivo Prendere così tanti stranieri è stato un rischio per la squadra

Sul nuovo allenatore Il Milan decida convinto e con forza. Come fece Berlusconi con me

«Uno stadio di nuovo al fianco del club. Cori, bandiere e il pubblico che esulta, tutto, al gol del Milan. Sarà anche l’ultima partita di Pioli sulla panchina rossonera, mi auguro che i tifosi lo salutino con rispetto e riconoscen­za. In questi anni ha fatto un ottimo lavoro, ha riportato lo scudetto sulle maglie del Milan e ha condotto la squadra alle semifinali di Champions. Merita solo applausi».

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GETTY Delusione Le immagini degli striscioni esposti sabato sera dalla Curva Sud, che è rimasta in silenzio per tutta la partita contro il Cagliari. Gli altri settori hanno provato a incitare la squadra
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