La Gazzetta dello Sport

IL SUCCESSO SULL’EMPOLI DÀ UN POSTO IN EUROPA E PUÒ ESSERE CHAMPIONS

Biancocele­sti sicuri di andare in Conference. Ma si riapre pure il discorso per la coppa più importante se l’Atalanta vince l’Europa League

- di Stefano Cieri ROMA

Missione compiuta, con due giornate d’anticipo. Un traguardo parziale, ma pur sempre significat­ivo. Nel giorno delle grandi celebrazio­ni per il 50° anniversar­io dello scudetto della Lazio di Maestrelli, anche quella di Tudor ha qualcosa da festeggiar­e. Con il 2-0 sull’Empoli la formazione biancocele­ste ha ottenuto la certezza matematica di essere in Europa anche la prossima stagione, per l’ottava volta consecutiv­a. A 59 punti, infatti, soltanto la Fiorentina, tra le squadre che le sono dietro, può ancora scavalcare la Lazio. Il che significa che almeno l’ottavo posto, che garantisce la Conference League, è sicuro. Ma il margine di vantaggio sembra abbastanza rassicuran­te pure per il settimo posto, quindi per la più nobile (rispetto alla Conference) Europa League. E la classifica dei biancocele­sti (meno 1 dal sesto posto della Roma) lascia anche uno spiraglio per la Champions (se l’Atalanta trionfa in Europa League).

Successo chirurgico In un giorno in cui è stato celebrato uno scudetto (e che scudetto) il traguardo raggiunto non smuove più di tanto gli umori del popolo laziale. Comprensib­ile. Ma dal punto di vista tecnico, l’impresa non è da trascurare. Quando Tudor si è seduto sulla panchina biancocele­ste al posto del dimissiona­rio Sarri la Lazio era infatti fuori da tutte le coppe. È riuscita a ribaltare la situazione in meno di due mesi con una serie di risultati positivi, cui ieri si è aggiunto il 2-0 sull’Empoli, quarta vittoria su quattro nelle partite giocate in casa con il tecnico croato (solo Delio Rossi nel 2005 e Alfredo Monza nel 1958 erano riusciti a vincere le prime 4 partite casalinghe delle rispettive gestioni). È stato un successo chirurgico quello della formazione di casa, maturato con due gol nei finali di tempo (Patric allo scadere della prima frazione, Vecino a un minuto dal 90’). Un successo che Immobile e compagni hanno costruito con pazienza e dedizione, brillando meno di altre volte, ma mostrando una

tenuta atletica e mentale che ha accompagna­to la gara dall’inizio alla fine. Un aspetto, questo della continuità nella concentraz­ione, che spesso aveva fatto difetto ai biancocele­sti nel corso della stagione. Inevitabil­e collegare la poca brillantez­za della Lazio all’assenza dell’uomo dotato di maggiore fantasia del gruppo, il Luis Alberto in castigo. Ma, volendo, lo stesso collegamen­to, però al contrario, si può fare anche con la prova mentalment­e senza sbavature della squadra di Tudor.

Empoli sul pezzo A proposito di prestazion­i concrete e di grande applicazio­ne. All’Empoli sceso all’Olimpico non si può dire assolutame­nte nulla da questo punto di vista. La formazione di Nicola ha fatto tutto bene (a tratti anche benissimo) tranne che nelle due aree. In mezzo, grazie ad un 3-5-2 molto mobile, ha soffocato il gioco della Lazio, raddoppian­do e triplicand­o le marcature sui portatori di palla avversari. Non ha mollato un centimetro quando c’era da difendersi ed è scattata come una molla in avanti quando ha avuto l’opportunit­à di alzarsi. Ma, come si diceva, nelle due aree non ha avuto la stessa applicazio­ne feroce. Sbagliando in quella avversaria (con Caputo) una palla gol-clamorosa quando si era sullo 0-0 e poi agevolando nella propria, poco prima dell’intervallo, il gol spacca-partita di Patric (lo spagnolo lasciato tutto solo a pochi metri dalla porta di Caprile). Pochi errori, sì, ma pagati inevitabil­mente a caro prezzo.

 ?? ITALY PHOTO PRESS ?? Mai così prolifico
Ancora un gol per Matias Vecino. È il sesto di questo campionato per l’uruguaiano, il settimo stagionale (ne ha fatto anche uno in Champions). Nella sua carriera non aveva mai segnato tanto in una singola annata
ITALY PHOTO PRESS Mai così prolifico Ancora un gol per Matias Vecino. È il sesto di questo campionato per l’uruguaiano, il settimo stagionale (ne ha fatto anche uno in Champions). Nella sua carriera non aveva mai segnato tanto in una singola annata
 ?? ??
 ?? ??
 ?? GETTY ?? Col numero di Wilson Patric, 30 anni, spagnolo, sblocca la gara con l’Empoli. Il difensore aveva la maglia numero 4, come quella di Pino Wilson, capitano nel 1974
GETTY Col numero di Wilson Patric, 30 anni, spagnolo, sblocca la gara con l’Empoli. Il difensore aveva la maglia numero 4, come quella di Pino Wilson, capitano nel 1974
 ?? ??
 ?? ??

Newspapers in Italian

Newspapers from Italy