La Gazzetta dello Sport

Sfilano i campioni del ’74 E l’Olimpico piange di gioia

Il popolo laziale rende omaggio agli eroi del primo scudetto E Lotito annuncia che il progetto Flaminio è in dirittura

- di Nicola Berardino ROMA

Con l’Inter dovremo fare la nostra gara per provare a entrare in Champions anche se è difficile

Matias Vecino

Che bello segnare sotto la Curva. Gli eroi del ‘74 ci hanno dato una grande spinta

Patric

Caro presidente Lenzini, io nel 1974 ero tra i tanti giovani dell’Olimpico, tutti innamorati di quella Lazio

Claudio Lotito Presidente della Lazio nella lettera a Umberto Lenzini

La celebrazio­ne Il sindaco Gualtieri ricorda la Lazio di Maestrelli «Sembrava un film di Sergio Leone»

Èstato come riaprire un tesoro custodito al centro del cuore. E sentire una nuova felicità. Ieri la Lazio ha festeggiat­o i 50 anni dal primo scudetto. L’impresa della squadra di Tomasso Maestrelli venne suggellata proprio il 12 maggio: con la vittoria dell’Olimpico sul Foggia grazie a un rigore di Giorgio Chinaglia. Prima della gara con l’Empoli, alle 11.42 sono scesi in campo i giocatori del 1974 accompagna­ti dai figli di chi non c’è più di quel glorioso undici. Con loro Massimo Maestrelli, il figlio di Tommaso, e Andrea Lenzini, nipote di Umberto, il presidente di quella Lazio da sogno. Ognuno con la maglia biancocele­ste come quella dell’epoca. Con i 55 mila dell’Olimpico a osannarli mentre sul maxischerm­o scorrevano le immagini di quel campionato e la voce di Enrico Ameri che annunciava per radio «Sono le 17.45 del 12 maggio 1974, la Lazio è Campione d’Italia». Il cuore in gola mentre sul campo Oddi, Martini, Petrelli, Nanni e Garlaschel­li riprendeva­no le posizioni dei propri ruoli in quella cavalcata magica. Al posto di Pulici, Wilson, Frustalupi, Re Cecconi e D’Amico i loro figli. E da centravant­i si è schierato Massimo Maestrelli che visse Chinaglia come un fratello. Bello vedere come i biancocele­sti di Tudor impegnati sul campo per il riscaldame­nto si avvicinava­no ai campioni del 1974 per dare il cinque come in un abbraccio familiare. Poco prima, nella sala stampa dell’Olimpico, erano stati presentati il francoboll­o e la medaglia in argento vivo in onore di quello scudetto. Un’iniziativa condotta con l’Istituto Poligrafic­o e Zecca dello Stato.

Sul palco Nel dopo partita i festeggiam­enti si sono trasferiti nella sede solenne dell’Auditorium Parco della Musica. Sul palco della Sala Sinopoli l’evento «Diario di un sogno», condotto da Guido De Angelis, voce storica della Lazio. È intervenut­o il sindaco Roberto Gualtieri che ha sottolinea­to il valore di quello scudetto per la città di Roma. Ed ha espresso un paragone molto suggestivo: «Quei giocatori avevano facce da film di Sergio Leone». Alessandro Onorato, assessore al Turismo, Grandi Eventi e Sport ha rilanciato: «La sfida più importante, complicata e ambiziosa è quella dello stadio. Siamo a pochi metri dal Flaminio... Penso che il presidente Lotito abbia le idee chiare, il sindaco ha dato la sua disponibil­ità. Nei prossimi giorni lavoreremo per risolvere la questione». Poi Claudio Lotito ha aggiunto sul Flaminio: «Ho fatto un progetto: quando lo vedrete, impazziret­e.... Il Comune? È favorevoli­ssimo. Il progetto l’ha visto anche il sindaco che mi ha detto “hai fatto una cosa che non si aspettava nessuno”». I campioni del 1974 hanno ripercorso la loro cavalcata. Nanni confida: «Oggi quanto ho pianto...» Sul palco il saluto dei biancocele­sti di Tudor. Capitan Ciro I m mo b i l e emozionati­ssimo: «Io e i miei compagni abbiamo fatto il possibile per regalarvi il 100% di quello che vi meritavate, con la vittoria di oggi abbiamo concluso al meglio la festa. I laziali? Mi amano e io amo la gente laziale». Il presidente Lotito e il futuro della Lazio davanti ai campioni del 1974: «Sento la responsabi­lità con l’obiettivo di emulare la vostra storia e magari portare uno scudetto...».

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Sul prato dell’Olimpico come 50 anni fa nel giorno in cui la Lazio vincendo con il Foggia conquistò lo scudetto. Prima di Lazio -Empoli, Renzo Garlaschel­li, Franco Nanni, Giancarlo Oddi, Sergio Petrelli e Gigi Martini sono scesi in campo con i figli di Felice Pulici, Pino Wilson, Luciano Re Cecconi, Mario Frustalupi e Vincenzo D’Amico a ricevere gli applausi dei 55 mila dell’Olimpico
GETTY In campo come con il Foggia Sul prato dell’Olimpico come 50 anni fa nel giorno in cui la Lazio vincendo con il Foggia conquistò lo scudetto. Prima di Lazio -Empoli, Renzo Garlaschel­li, Franco Nanni, Giancarlo Oddi, Sergio Petrelli e Gigi Martini sono scesi in campo con i figli di Felice Pulici, Pino Wilson, Luciano Re Cecconi, Mario Frustalupi e Vincenzo D’Amico a ricevere gli applausi dei 55 mila dell’Olimpico

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