Libero

Ricchi grazie a Mondadori Firmano per sabotarla

In 48 firmano per fermare il matrimonio con la Rcs Libri. Ma 18 di loro hanno pubblicato col Cav

- di MISKA RUGGERI

Storicamen­te, firmare appelli e manifesti, per gli intellettu­ali, non è quasi mai un’idea brillante. E non serve riandare con la memoria al famigerato «Manifesto della razza» del 1938 o allo sciagurato appello (...)

(...) contro il commissari­o Calabresi del 1971 (anche se poi certi nomi, da Umberto Eco a Nanni Balestrini, si ripetono immancabil­mente); si parva licet..., basta sfogliare il Corriere della Sera di ieri, dove Eco, sempre in prima fila quando si tratta di attaccare Silvio Berlusconi o quello che lui ama chiamare «UrFascismo», ha pensato bene di riunire attorno a sé ben 47 scrittori e autori per intimare che il matrimonio MondadoriR­cs, come quello tra Renzo e Lucia (e l’esempio non sembra dei più felici...), «non s’ha da fare».

Ebbene, nel merito, cioè sull’opportunit­à dell’acquisto della Rcs Libri (vale a dire Adelphi, Archinto, Bompiani, Fabbri, Rizzoli, Bur, Lizard, Marsilio e Sonzogno) da parte della Mondadori, si può e si deve discutere. La nascita di un colosso editoriale che avrebbe il 40% del mercato italiano pone in effetti dei problemi - ma certo, tra i tanti, non quello di rendere prevedibil­i i premi letterari: il vincitore dello Strega, tanto per fare un esempio, è ogni volta annunciato... E sorge comunque il dubbio che, senza il Cavaliere di mezzo, con la Mondadori in mano a un Del Vecchio o a un Benetton, oppure con una Feltrinell­i o un gruppo GeMS interessat­i all’acquisto, tutto questo polverone non si sarebbe alzato.

Epperò, la vera stonatura nell’appello in questione - perché, diciamolo, ogni persona di buon senso preferisce vedere in testa alle classifich­e dei bestseller le Sette brevi lezioni di fisica di Carlo Rovel- li (Adelphi) piuttosto che le Cinquanta sfumature di grigio della James (Mondadori) - è data dai nomi di alcuni firmatari. Personaggi che finora, nel senso proprio di quest’anno (2015), hanno pubblicato in lungo e in largo per Mondadori ed Einaudi ( pecunia non olet, anche se qualcuno di loro avrà il coraggio di dire che è stato lui a far ricco Berlusconi, mica il contrario...), talvolta sono stati anche lanciati proprio da questi marchi, e all’improvviso si rendono conto che non fa più radical-chic. Gli esempi sono numerosi: ben 18 su 48. Vediamoli.

Il regista palermitan­o Roberto Andò nel 2010 ha scritto - con Moni Ovadia (che curiosamen­te, chissà perché, manca nell’elenco) - Shylock. Prove di sopravvive­nza (per ebrei e non) per Einaudi. Lo scrittore marocchino Tahar Ben Jelloun, un vero poligrafo, è appena riapprodat­o in libreria con Creatura di sabbia (Einaudi tascabili), ma i suoi libri per Einaudi dal 1993 a oggi sono almeno una decina. Il giornalist­a Pietrangel­o Buttafuoco ha conosciuto il successo di pubblico e critica nel 2005 con Le uova del drago (Mondadori) e nel 2014 ha fatto il bis, sempre presso la casa di Segrate, con I cinque funerali della signora Göring. Anche la genovese Rossana Campo, partita con le mutande di Feltrinell­i, è appena gioiosamen­te finita in Mondadori con Felice per quello che sei. Confession­i di una buddhista emotiva. Il triestino Mauro Covacich punta a vincere lo Strega 2015 con La sposa (Bompiani), ma ha in curriculum vari volumi per Einaudi, a cominciare da L’esperiment­o (2013). Così come il giornalist­a e traduttore Mario Fortunato: per esempio Amore, romanzi e altre scoperte. Clamoroso poi il caso di Paolo Giordano. Scoperto da Mondadori e portato al trionfo (Strega a soli 26 anni) con La solitudine dei numeri primi e nel 2014 rilanciato da Einaudi ( Il nero e l’argento). E cosa dire del grande vecchio della nostra letteratur­a Raffaele La Capria, storico autore Mondadori da Ferito a morte al Meridiano con le Opere? Anche Silvana La Spina e la scrittrice per ragazzi Lia Levi pubblicano regolarmen­te con Mondadori, mentre Dacia Maraini vanta anche libri con Einaudi. Il regista Mario Martone per il suo Il giovane favoloso. La vita di Giacomo Leopardi ha scelto Mondadori, così come per i suoi pensieri filosofici Michela Marzano ( capace di pubblicare chez Silvio persino Sii bella e stai zitta. Perché l'Italia di oggi offende le donne). Aldo Nove e Chiara Valerio, invece, per santificar­e il 2014 hanno optato per Einaudi, rispettiva­mente con Addio mio Novecento e Almanacco del giorno prima. Mentre Giorgio Van Straten, già autore per gli Editori Riuniti de L’im pegno spaesato. Decalogo di un uomo di sinistra, per la sua Storia d’amore in tempo di guerra, visti i tempi di crisi e dato che il cuore sarà pure a sinistra ma il portafogli è sempre ben piazzato a destra, si è rifugiato a Segrate. E infine per entrambe le case editrici, Mondadori ed Einaudi, hanno pubblicato più volte sia il poeta Nanni Balestrini sia il cantautore Franco Battiato.

Tutti pronti ora a stracciars­i le vesti per le piccole case editrici in procinto di essere trangugiat­e dal solito Moloch. Che ridere...

Newspapers in Italian

Newspapers from Italy