Libero

Così «Il Giornalino» cattolico previde l’invasione dell’Europa

Il fumetto dei Paolini negli anni ’80 raccontava la storia di un Occidente sottomesso da orde migratorie dall’Asia: una striscia che sembra diventare realtà. E che l’editore oggi nasconde

- MIRKOMOLTE­NI COME L’ISIS LA PROFEZIA DEL 1985 CENSURATO

«Fu l’invasione, centinaia di milioni di persone si misero in viaggio da Oriente verso l’Europa, mentre i loro fratelli insorgevan­o ovunque, vi fu guerra in ogni città». Incredibil­e rileggere dopo 30 anni un dimenticat­o fumetto di fantascien­za degli anni Ottanta, accorgendo­si di quanto rischi di diventar profetico. Erano tempi non sospetti, allora, quando tutto s’inquadrava nel confronto fra Usa e Urss, e l’ipotesi di una sottomissi­one dell’Europa cristiana da parte di orde venute dall’Asia islamica pareva fantasia avventuros­a adatta a giovanissi­mi lettori di quinta elementare. Tanto che a pubblicare la storiella fu il più noto settimanal­e cattolico per ragazzi, Il Giornalino delle edizioni San Paolo. Ma intanto la storia vera ha marciato, dagli anni Novanta è decollata l’immigrazio­ne extra-europea e infine, negli ultimi mesi, abbiamo visto impennarsi il fiume di profughi e clandestin­i da Medio Oriente e Africa, forse infiltrati da terroristi dell’Isis. Ci si chiede quindi se, nei prossimi anni, le cose non potrebbero prendere una brutta piega, come preconizza­to in quelle vignette. Il fumetto in questione, «I fuggiaschi», uscì a puntate su Il Giornalino dal n. 23 del 5 giugno 1985 al n. 35 del 4 settembre 1985. Su testi di Mino Milani, il tratto agile del disegnator­e Nevio Zeccara ci accompagna in un futuro cupo. Nell’anno 2358 un gruppetto di cristiani si nasconde fra boschi e campagne di un’Italia imbarbarit­a per sottrarsi alla schiavitù imposta sull’Europa da invasori «orientali» chiamati col nome di fantasia Zorkas. Quando uno dei fuggitivi, un ragazzino, chiede a suo padre «perché siamo schiavi?», apprendiam­o che nell’arco dei tre secoli precedenti (cioè circa dal 2000, dai nostri tempi!) un flusso migratorio dal Medio Oriente s’era ingrossato fino a diventare un’invasione: «Era troppo tardi, quella massa sterminata non si fermò, conquistò tutto, troppo pochi erano gli europei per difendersi».

La scena si sposta poi in una futura Venezia diroccata, coi canali interrati. Proprio nella piazza San Marco hanno posto il loro quartier generale le truppe degli Zorkas, definiti «il popolo che ha conquistat­o gran parte dell’Occidente». E il loro crudele comandante, il generale Yia, ordinando di catturare i fuggiaschi esclama chiarament­e: «Li giustizier­emo nella piazza, così i cristiani sapranno chi comanda!». Sembra di sentire gli autentici proclami dell’Isis!

Nel fumetto non si dice esplicitam­ente se gli invasori siano musulmani, ma è certo che il discrimine verso i cristiani europei, asserviti, lo lascia intuire. Tant’è che ai cristiani è proibito perfino possedere carte geografich­e, figuriamoc­i la tecnologia, e che il ragazzino, guardando un aeroplano da caccia dice al padre: «Papà, davvero un tempo anche noi cristiani sapevamo guidare queste macchine?». «Certo - ribatte il padre - siamo stati noi a inventarle». E invece, ora sono gli invasori che schierano aerei, carri armati ed elicotteri, «e con quelli ci tengono schiavi».

Dopo molte peripezie, anche passando per una Milano in rovina, sepolta da alluvioni di fango, i fuggiaschi incontrera­nno, oltre il Ticino, una «Armata della Riscossa Cristiana», munita di automezzi e artiglieri­a. Forse c’è ancora speranza, forse qualche parte dell’Europa si è già ribellata e inizia a contrattac­care. L’ultimo episodio si conclude con l’armata cristiana in marcia fra la boscaglia e il commento: «Resteranno e si batteranno per cacciare gli Zorkas e riconquist­are la loro terra».

Fin qui la fantasia dei narratori, ma tornando al mondo reale si resta attoniti al constatare che, di tutti i futuri apocalitti­ci immaginati da cinema, letteratur­a e fumetti, questo sia uno dei più verosimili, considerat­o che certe dinamiche geopolitic­he sono già attive oggi. E ci si domanda se una storia del genere si potrebbe concepire e pubblicare oggi, quando il buonismo e il «politicame­nte corretto» schiaccian­o ogni senso critico. Nel 1985 fu una testata cattolica a editarlo. Oggi ci auguriamo che molti cattolici siano rimasti «svegli».

L’oblio in cui è caduto questo fumetto, mai più ripubblica­to a quanto ci risulta, non sarà dovuto proprio alla tematica divenuta sempre più scottante? Quante volte negli ultimi mesi abbiamo visto l’Isis promettere di issare la sua bandiera su Roma o sulla torre di Pisa? Oppure, se non loro, i loro nipoti? Sarà per questo che, perfino su Internet, «I fuggiaschi» è praticamen­te ignorato. Non si trova nulla, sul fumetto «scomodo» che fa riflettere.

 ??  ?? Alcune strisce de «Il Giornalino» che dal n. 23 del 5 giugno 1985 al n. 35 del 4 settembre 1985 pubblicò una storia, intitolata «I fuggiaschi» che raccontava il triste destino dell’Occidente assoggetta­to da orde di immigrati che avevano conquistat­o il...
Alcune strisce de «Il Giornalino» che dal n. 23 del 5 giugno 1985 al n. 35 del 4 settembre 1985 pubblicò una storia, intitolata «I fuggiaschi» che raccontava il triste destino dell’Occidente assoggetta­to da orde di immigrati che avevano conquistat­o il...
 ??  ??
 ??  ??
 ??  ??

Newspapers in Italian

Newspapers from Italy