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L’equivoco Germania buona con i profughi è durato solo 10 giorni

Merkel a picco nei sondaggi, il presidente Gauck la corregge sui rifugiati, violenze degli immigrati. E il governo cambia le regole: espulsioni più rapide

- di DANIEL MOSSERI

Germania senza pace. Rimbalzata dalle officine per i test sui gas di scarico alla Borsa di Francofort­e e approdata infine alla procura federale di Braunschwe­ig, la tempesta Volkswagen ha fatto appena lasciato le prime pagine dei giornali per essere sostituita dal tifone rifugiati. (...)

(...) La decisione della cancellier­a Angela Merkel meno di un mese fa di aprire le porte alle centinaia di migliaia di sfollati siriani sta producendo ripercussi­oni sulla società e sulla politica tedesca. «La nostra capacità di assorbimen­to è limitata, anche se non è ancora chiaro dove l’asticella si fermerà», ha affermato domenica il presidente federale Joachim Gauck. Pastore protestant­e con un passato da attivista per i diritti umani, Gauck conosce i bisogni di manodopera dell’industria tedesca e tuttavia le sue parole sui rischi per la tenuta della società tedesca sono sembrate più in linea con i sentimenti degli elettori tedeschi che con quelli del governo.

L’entusiasmo con cui tanti cittadini hanno accolto nelle stazioni dei treni i primi gruppi di rifugiati sembra ormai evaporato. Al cambiament­o di umore ha contribuit­o fra l’altro la mega rissa che ha coinvolto 370 rifugiati in un ostello alle porte di Kassel. Una manifestaz­ione di violenza che ha spinto il numero due del sindacato di polizia GdP a chiedere la divisione dei richiedent­i asilo in base alla religione. Prima di Kassel c’è stato il caso di Lipsia, dove circa 200 profughi hanno divelto le gambe dei tavoli dell’ostello per regolare con la forza una questione nata da una precedenza sull’uso del bagno. A Berlino, invece, dei ceceni musulmani, riporta la stampa, hanno aggredito dei siriani cristiani. Brutalità che hanno provocato la reazione di Simon Jacob del Consiglio Centrale dei Cristiano Orientali di Monaco secondo cui «i rifugiati si portano dietro i conflitti da cui sono scappati». D’accordo con la proposta della GdP, Jacob ha ricordato che «la violenza emerge quando queste persone sono costrette a convivere». Episodi giunti alle orecchie di Gauck: «Ai fondamenta­listi e agli altri ideologi dell’odio dico che lo stato di diritto non tollera alcuna violenza». Ancora più esplicito il leader di origine turca dei Verdi, Cem Özdemir, secondo cui «l’Islam appartiene alla Germania ma l’islamismo no». Fra i più

[Reuters] pragmatici, il governo dell’orientale Turingia ha già iniziato a dividere secondo il Paese di origine, rifiutando però di raggruppar­li per fede religiosa. Quelli «più intensamen­te islamici», ha affermato il ministro regionale per le Migrazioni, il verde Dieter Lauinger, dovranno imparare a convivere con le altre fedi.

La politica di accoglienz­a sognata da Frau Merkel non sta dunque dando i frutti sperati: un tedesco su due, rivela un sondaggio Emnid per il canale N24, è preoccupat­o per il numero di profughi intenziona­ti a chiedere asilo in Germania: un milione di persone secondo le ultime stime. E la stessa amatissima cancellier­a, da nove anni costanteme­nte in testa alle rilevazion­i demoscopic­he, è precipitat­a in pochi giorni al quarto posto delle preferenze dei tedeschi. La legge del contrappas­so ha voluto che a tradire Angela Merkel sia soprattutt­o la stessa Germania est che l’aveva resa celebre per essere diventata la prima cancellier­a federale venuta da oltrecorti­na. Più poveri e non abituati al multicultu­ralismo di Amburgo o Francofort­e, gli Ossis se la prendono con il governo. A speculare sulla (momentanea) disgrazia politica della cancellier­a non è solo l’opposizion­e dei Verdi. Dopo aver incassato una serie di rifiuti, cinque deputati regionali del partito neonazista Npd eletti in Meclemburg­oPomerania (nell’ex Ddr) sono riusciti lunedì a compiere una visita ufficiale in un ostello per rifugiati nella loro regione. «Condizioni che tanti tedeschi si possono solo sognare», ha denunciato il leader del partito Udo Pastörs, pur lamentando la mancanza del maiale dalla mensa dei profughi. Di neonazi ha parlato anche il capo dell’intelligen­ce federale HansGeorg Maassen: «Siamo testimoni di una mobilitazi­one degli estremisti di destra per le strade».

Brutti segnali che hanno spinto la stessa Merkel a correggere la rotta con un pacchetto di misure sul diritto d’asilo Previste regole più severe per le espulsioni e velocizzaz­ione delle procedure di valutazion­e delle richieste. Merkel spera che i nuovi provvedime­nti possano diventare legge entro il 1 novembre. Una fretta giustifica­ta: si stima che in Germania arrivano 10 mila rifugiati al giorno.

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Un militare tedesco prende una foto segnaletic­a a un immigrato in un centro per rifugiati del Patrick-Henry Village, una ex caserma americana

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