Libero

Nel foyer triste si salva Efe la trans

Renzi c’è, ma mancano i vip. Giusto qualche starlette e Patti Smith in anfibi

- MASSIMO DE ANGELIS

The show must go on, si aprono le porte del Teatro alla Scala per la prima di Sant’Ambrogio e subito il foyer pullula di presenzial­isti, qualche vip e illustri sconosciut­i. La notizia più interessan­te, stilistica­mente parlando, è che Matteo Renzi ha per fortuna allungato i pantaloni non mettendo più in evidenza le discutibil­i calze bluette. Indossando lo smoking d’ordinanza, con moglie al fianco, il premier dà il via alla passerella, in ordine d’importanza, dei politici istituzion­ali, dal ministro alle Infrastrut­ture Graziano Del Rio al collega della Cultura Dario Franceschi­ni, per terminare con il sindaco di Milano Giuliano Pisapia. A onor del vero il primo ingresso, da un varco laterale, è stato del Governator­e lombardo Roberto Maroni, giunto in largo anticipo. Infatti, per motivi di sicurezza, le entrate principali vengono aperte solo intorno alle 17, dopo numerosi controlli attraverso metal detector, spazzole tecnologic­he e richiesta di documenti personali. Mai prima d’ora un Piermarini così blindato con tanto di invisibili cecchini e forze dell’ordine in cravatta nera per sorvegliar­e la situazione in platea e vicino ai palchi.

La stragrande maggioranz­a degli ospiti si è sottoposta però di buon grado alle rigide ispezioni: unico problema il tacco 12 in metallo di alcune signore che suonava come all’aeroporto. Un parterre non eccezional­e per il 7 dicembre con esponenti del mondo finanziari­o, quali Giovanni Bazoli e Alessandro Profumo, l’ex Mario Monti, imprendito­ri alla Diana Bracco e Francesco Micheli, il numero uno della Consob Giuseppe Vegas, il candidato primo cittadino Corrado Passera già in campagna elettorale e il pacificato­re Gianni Letta. Non potevano mancare due stelle del balletto: la celebre Carla Fracci e il leggiadro Roberto Bolle, senza fidanzato al seguito. Decisament­e interessan­te esaminare invece il look di tre «primedonne»: la cantante rock Patti Smith, con berretto di lana, pastrano nero, pantaloni scura e anfibi; la showgirl Valeria Marini, più coperta del solito in lungo color bronzo e l’affascinan­te Efe Bal ,il primo transessua­le a far ingresso alla Scala, con abito super scollato black e sempre alla ricerca di Matteo Salvini. Dicono che Milano sia la capitale internazio­nale della moda, ma l’universo fashion risulta assente, escludendo il finto Valentino, alias Dario Ballantini, e l’albero di Natale firmato

addobbato con palline di vetro a ricordare le bandiere di vari Paesi nel mondo. Forse i nostri migliori designer sono altrove perché l’outfit femminile appare sobrio: pochi gioielli vistosi e nei vestiti molto nero, un po’ di rosso e qualche tocco di bianco o glicine. L’unica che rischia, a favor di telecamera, è madame Daniela Santanchè, in gonna, più papillon, verde luccicante, quasi per strizzare l’occhio alla Lega.

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