Libero

Lady Scozia crede di contare ma non è così

- SERGIO DE BENEDETTI RIPRODUZIO­NE RISERVATA

Il referendum del 18 settembre 2014 incentrato sull’uscita della Scozia dal Regno Unito dette il risultato negativo del 44,7% contro il 55,3% che scelse di rimanere. Lo scorso 23 giugno la Scozia ha votato per il 66% in favore del “remain” e solo per il 34% per il “brexit”.

Questi due dati, totalmente diseguali nelle percentual­i ma anche nei valori che hanno generato, sono stati gemellati da Jean-Claude Juncker, presidente lussemburg­hese della Commission­e Europea, e da Nicola Sturgeon, premier scozzese, come un chiaro segnale della Scozia nel voler rimanere in Europa.

Il polacco Donald Tusk, presidente del Consiglio della Comunità, ha evitato di incontrare la Sturgeon perché, a tutti gli effetti, non può riconoscer­la politicame­nte essendo componente di uno stato sovrano, la Gran Bretagna, che ha votato nella globalità per l’uscita dall’Europa.

Nel breve perido, dunque, e chi ha un po’ di cervello lo sa, non c’è alcunchè da fare, salvo iniziare la procedura per un nuovo referendum. Campa cavallo.

Intanto, perché Juncker, con tutti i problemi che ha l’Europa comunitari­a in questo momento, ha ricevuto la Sturgeon ben conoscendo­ne l’inutilità?

Non poteva agire come Tusk?

Per la serie: Signora, torni quando avrà i numeri dalla sua.

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