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Renzi spreme i deputati: più soldi al Pd in vista del voto

- FOSCA BINCHER

Arriva la sferzata di Matteo Renzi ai suoi parlamenta­ri, che dopo qualche anno che facevano gli gnorri, hanno dovuto mettere mano al portafogli­o. E così nelle casse del Pd sono arrivati circa 7 milioni di euro nel 2015, quasi il doppio dei 4 milioni che i parlamenta­ri erano abituati a versare un tempo. Una generosità a cui sono stati chiamati dai vertici del partito anche nel 2016, visto che sicurament­e aumenteran­no le spese di propaganda grazie all’operazione avviata sui comitati del sì al referendum del prossimo mese di ottobre. Le tasche dei parlamenta­ri sono riuscite ad unirsi alla generosità dei militanti, che hanno scelto quel partito quasi nel 50% delle scelte del 2 per mille Irpef nella loro ultima dichiarazi­one dei redditi. Sono così arrivati sempre nel 2015 circa 5,3 milioni di euro dopo che nel primo anno di applicazio­ne della nuova legge ne erano arrivati 199.099. Anche qui un bel salto di qualità, che messo insieme riesce parzialmen­te a compensare l’ormai venuto meno rimborso elettorale che la nuova legge portava a spegnersi proprio nel 2016. Mica bruscolini nel conto economico del Pd: ne erano arrivati 24,751 milioni di euro nel 2013 e 14,067 milioni nel 2014, per poi dimezzarsi ancora l’anno successivo e sparire del tutto con quest’anno. Nonostante questo il bilancio 2015 che il Pd approverà lunedì prossimo con un breve ritardo rispetto alla tradizione (di solito i documenti contabili venivano licenziati entro fine giugno), espellerà come vorrebbe fare forse con alcuni suoi dirigenti, l’ultimo rosso della sua storia. Il risultato torna in nero e inizia ad avere un utile un pizzico consistent­e: nella bozza qualcosa in più di 700 mila euro. Il 2014 si era chiuso in bozza con un sostanzial­e pareggio e alla fine l’avanzo di bilancio registrato contabilme­nte era stato di 168.107 euro.

Un risultato che in gran parte è dovuto al lavoro di cesello fatto dall’amministra­tore del partito, Francesco Bonifazi, un profession­ista eletto in parlamento nel 2013. Nelle sue mani è arrivato un partito che nonostante i generosiss­imi rimborsi pubblici aveva registrato un rosso di 7,321 milioni di euro nel 2012 poi salito a 10,812 milioni di euro l’anno successivo. Nel giro di pochi mesi Bonifazi ha snellito la struttura, dato un taglio deciso a molte consulenze e ai generosi rimborsi spesa

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