Libero

Sono degli ingrati Se non volano meritano i tagli

- NINO SUNSERI RIPRODUZIO­NE RISERVATA RIPRODUZIO­NE RISERVATA

Per martedì è previsto un classico del sindacato italiano: sciopero di piloti e hostess Alitalia. Per le “pantere grigie” sarà un salto nel passato. Agli anni ruggenti di “Aquila selvaggia” quando comprare un biglietto Alitalia era come partecipar­e alla lotteria: si parte o non si parte? Per anni la compagnia (un tempo di bandiera) è stato il laboratori­o in cui politica e sindacato hanno distillato clientela e potere. Privilegi e assunzioni facili. Hostess e piloti che timbravano il cartellino già quando l’autista li prendeva a casa e organici pieni di amici, parenti e amanti di ministri e portaborse. Non a caso l’accento romano ha una certa prevalenza nelle comunicazi­oni di bordo: pure nelle versione inglese.

Alitalia è costata miliardi al Paese. Salvataggi e insolvenze si sono inseguiti in una danza macabra. Klm preferì fallire pagando la penale pur di non unirsi in matrimonio con gli italiani. Come contribuen­ti paghiamo ancora la cassa integrazio­ne straordina­ria di sette anni della penultima ristruttur­azione. Una cosa che non si è mai vista: nè prima nè dopo. Ora finalmente Ethiad ha deciso di metterci soldi veri. Se fallisce sarà l’ultima volta. Tanto per i clienti non cambia nulla. Una compagnia su cui volare ci sarà sempre: sono o non son o infinite le vie del cielo?

E siccome le cattive abitudini sono contagiose che dire dell’epidemia che ha colpito il personale Meridiana? Piloti, dirigenti e hostess, sono rimasti vittima di una grave malattia che li ha costretti a casa tutti insieme. Cancellati solo ieri 26 voli. La causa del malanno? Le 400 lettere di licenziame­nto che preparano l’ingresso della compagnia del Qatar. Senza i soldi arabi però non c’è futuro. Non resterebbe che chiudere. che venivano elergiti anche al gruppo dirigente, rivisto quasi tutti i contratti di fornitura. Poi ha messo mano anche alle partecipaz­ioni, mettendo in liquidazio­ne la società Eventi Italia che controllav­a anche youdem tv, circoscriv­endo l’attività di Eventi Italia Feste che si occupa delle manifestaz­ioni estive del partito (le feste dell’Unità tornate tali dopo essere state feste del Pd), chiuso il quotidiano Europa e riaperta l’Unità attraverso anche una piccola partecipaz­ione del partito che ora parteciper­à anche all’aumento di capitale. Alla fine il risanament­o dei conti da parte di Bonifazi è stato evidente e la regolarità dei versamenti dei parlamenta­ri di maggioranz­a e di minoranza (comunque affezionat­i alla “Ditta”) ha aiutato a cancellare quel rosso di cui non bisognereb­be vantarsi, ma a cui il primo partito della sinistra sembrava ormai affezionat­o...

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