Libero

«Vi racconto la mia vita da Papa e la lotta alla lobby gay»

- RIPRODUZIO­NE RISERVATA RIPRODUZIO­NE RISERVATA

Uscirà il 9 settembre ma è già un evento: il libro di memorie di papa Benedetto XVI, preannunci­ato in questi giorni, presenta il bilancio del suo Pontificat­o, ed è la prima volta che lo fa un Papa, sia pure emerito, ancora in vita. Il titolo sarà Benedetto XVI. Ultime conversazi­oni. Si tratta infatti di un libro-intervista con lo scrittore giornalist­a tedesco Peter Seewald, che ha già pubblicato tre volumi di incontri e dialoghi con Joseph Ratzinger, due quando era cardinale, l’ultimo da Papa, ossia Luce del mondo, pubblicato nel 2010.

Il libro che arriverà nelle librerie di mezzo mondo a settembre, secondo le anticipazi­oni lette e i commenti, conterrà molte cose insieme: una sorta di testamento spirituale, un racconto dei grandi eventi che hanno costellato il Pontificat­o

al suo posto, cioè il consiglier­e Marcello De Vito, sconfitto alle Comunarie per un soffio al punto che si sta parlando di un “complotto”, mettendolo a capo del consiglio. Infine l’amministra­zione coinvolger­à i cittadini: «Utilizzere­mo i social», rivela. Il Comune attiverà un sistema di microvalut­azione degli atti, cioè una serie di sondaggi online che coinvolger­anno i residenti e consentira­nno loro di esprimersi.

NIENTE LAMPEGGIAN­TE

di Ratzinger, testimonia­nze dirette, ammissioni, e molti dettagli fondamenta­li per comprender­e cosa sia successo dal Conclave del 2005 fino al giorno storico delle dimissioni papali del 2013. E per comprender­e anche molto di quel che sta succedendo durante l’attuale Pontificat­o. Molte reazioni sta suscitando l’ammissione, da parte di Benedetto XVI, di aver saputo della presenza di una «lobby gay» in Vaticano, composta da quattrocin­que persone, che lui stesso ha tentato, con successo di debellare, come gruppo di potere e di pressione. Un’informazio­ne precisa che non era mai stata ufficialme­nte divulgata, mentre era circolata spesso come “voce”, e ne aveva accennato anche il suo successore, Francesco.

Altro dettaglio interessan­te: papa Benedetto racconta di aver preso appunti e

tirare fuori in caso di coda. Solo alla Lateranens­e, il primo cittadino si era concesso la vanità (e la scomodità) di un passaggio su una vettura elettrica biposto guidata da Daniele Frongia, ex collega in consiglio, oggi suo Capo di gabinetto.

Essere un personaggi­o pubblico, specie se donna, significa doversi difendere anche da attacchi personali. «Ma l’avevo messo in conto», taglia corto. Il suo braccio destro è stato costretto a smentire una relazione tra loro e, già all'indomani della vittoria, Raggi aveva dovuto rendere conto di una lettera via Facebook dal marito, Andrea Severini, che le ricordava i tempi andati passati tra meet

Il primo è al centro di una polemica sulla presunta irregolari­tà della nomina, che sarebbe stata autorizzat­a dall’Autorità anti-corruzione anche se ieri il suo capo Raffaele Cantone ha smentito, mentre il secondo è ricomparso in occasione dell’udienza dal Pontefice. Al Papa la Raggi ha portato in dono un video note personali negli anni passati a governare la Chiesa, ma che li distrugger­à. In effetti, è stato sempre il desiderio dei Pontefici, quello di distrugger­e i propri appunti personali, per evitare che potessero sollevare dubbi e polemiche, essendo documenti strettamen­te privati. Come è successo nel caso delle agende del vescovo Karol Wojtyla, poi papa Giovanni Paolo II, scritte dal 1962 al 2003. Nel suo testamento il Papa polacco aveva disposto che i suoi appunti venissero bruciati, ma il cardinale Stanislaw Dziwisz, per quasi quarant’anni segretario di Wojtyla, ha spiegato che «non ho avuto il coraggio di bruciare le carte e i quaderni degli appunti personali, perché contengono informazio­ni importanti sulla sua vita».

C.MA.

Con il personale politico “ereditato” dal passato, manager e non solo, la sindaca si è mostrata determinat­a. «Perchè se non sei forte, ti schiaccian­o», ha spiegato ai suoi. Non ha accettato le dimissioni di nessuno dei dirigenti in carica, ma preferisce valutarli attraverso «report quotidiani», averli con sé almeno in questa prima fase piuttosto che contro. L’incubo dei Cinquestel­le è la fine che fece il chirurgo del Pd, abbandonat­o dalla burocrazia con le strade piene di rifiuti, il traffico impazzito e i vigili in malattia. «Le olimpiadi? Abbiamo debiti per 13 miliardi, farne altri per i prossimi 40 anni non sarebbe etico», ha detto a Radio Vaticana.

La sindaca non prende alcuna decisione senza prima consultare la squadra che un po’ si è scelta e un po’ le hanno affibbiato da Milano, alla Casaleggio e associati: il famoso “staff”. Ne fanno parte la Taverna, l’europarlam­entare Fabio Massimo Castaldo e il consiglier­e regionale Gianluca Perilli. «Ma la decisione finale spetta a lei», garantisce quest’ultimo, romano come gli altri. Di sicuro Raggi è stata accolta bene in Campidogli­o; arrivano di continuo (sobri) mazzi di fiori e l’ufficio del Cerimonial­e sta lavorando ad organizzar­e visite guidate almeno per un giorno al mese, come richiesto da lei. La sindaca ancora non ha usufruito di alcuni servizi che il Campidogli­o offre ai suoi “inquilini”, non ha consegnato scontrini o chiesto alcun rimborso ed è in fieri una discussion­e per il telefono cellulare preposto alle emergenze: potrebbe non ritirarlo mai.

 ??  ??

Newspapers in Italian

Newspapers from Italy