Libero

La mente di Istanbul era un rifugiato

Preso in Bulgaria nel 2011 su richiesta della Russia fu liberato perché risultava profugo in Austria

- MAURIZIO STEFANINI RIPRODUZIO­NE RISERVATA

La mente dell’attentato di Istanbul era stato arrestato in Bulgaria nel maggio 2011, su mandato di cattura dell’Interpol richiesto dalla Russia, e in primo grado era stata anche decisa la sua estradizio­ne. Ma, informa la tv pubblica bulgara Bnt, una Corte di Appello poi l’annullò, perché il ceceno Ahmed Redjapovic Chataev risultava avere dal 2003 uno status di rifugiato in Austria: un Paese che con la Bulgaria ha un accordo di riammissio­ne.

Dopo quello di Vadim Osmanov, l’uomo che ha affittato l’appartamen­to servito come covo e che ha poi aperto l'attacco all’aeroporto, secondo il sito di Haberturk si è intanto scoperto il nome di un altro dei tre kamikaze: Rakim Bulgarov, anche lui come Osmanov cittadino russo. Altre informazio­ni gli inquirenti stanno cercando di recuperarl­e dall'hard disk di un computer distrutto che è stato ritrovato in un cestino della spazzatura, mentre la polizia faceva altri blitz. In 16 indirizzi di sospetti militanti dell'Isis a Istanbul, arrestando 13 persone: 9 turchi, come ha informato il ministro dell'Interno, Efkan Ala, e quattro stranieri. A vario titolo, sarebbero tutti coinvolti nelle attività di preparazio­ne della strage, il cui bilancio di vittime continua a salire. Non si sa ancora il nome del terzo kamikaze. Ma il quotidiano filo-governativ­o turco Yeni Safak sostiene che sicurament­e la mente dell'attacco sarebbe stato appunto il già citato Chataev; un jihadista ceceno super-ricercato, ritenuto il capo di una cellula caucasica dello Stato Islamico forte di almeno 130 combattent­i operativi. «L’uomo con un braccio solo», è il suo nome di battaglia, derivato da una menomazion­e che secondo il suo raccon- to deriva dalla torture subita in un carcere russo. Altre fonti sostengono però che è monco in seguito a un incidente.

Nel 2003, Chataev ha ottenuto lo status di rifugiato in Austria, cosa che gli ha permesso di resistere alle richieste di estradizio­ne, inviate nei suoi confronti dalla Russia. In base a quanto ricostruit­o da media locali, dopo essere fuggito 12 anni fa dalla Russia Chataev in Austria avrebbe pure ottenuto quel riconoscim­ento dello status di rifugiato in Austria che gli ha permesso di riparare in Turchia. Qui, secondo il quotidiano russo Moskovsky Kom- somolets, avrebbe lavorato per il noto terrorista ceceno Doku Umarov, autoprocla­matosi Emiro del Caucaso e responsabi­le, tra l'altro, dell'attentato all'aeroporto di Mosca Domodedovo nel 2010. Dopo l'uccisione di quest'ultimo, nel 2013, si è unito all'Isis, concentran­dosi nel reclutamen­to di giovani provenient­i dal Caucaso del Nord, e recandosi in Siria, secondo quanto riferiscon­o fonti di intelligen­ce. Il suo presunto ruolo nell'attacco di Istanbul è stato riferito alla Cnn anche dal deputato Usa Michael McCaul, a capo della commission­e per la sicurezza nazionale. Il sito di informazio­ne russo Newsru.com ricorda anche altri arresti. Uno sarebbe avvenuto nel 2008 su un traghetto arrivato nella città svedese di Trelleborg, assieme a altri ceceni, dopo che nella macchina intestata a suo nome erano stati trovati kalashniko­v, esplosivi e munizioni. Dopo un anno in un carcere svedese è passato in Ucraina, dove è stato arrestato di nuovo su richiesta delle forze dell'ordine russe, che però non sono riuscite ad ottenerne l'estradizio­ne. Dopo un altro anno, è stato arrestato in Georgia, nella Gola di Lopota, in uno scontro tra un gruppo di ribelli.

Newspapers in Italian

Newspapers from Italy