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Il paladino dei diritti dei rom indagato per truffa e violenza

Il presidente dell’Opera Nomadi nei guai per aver intascato i fondi destinati ai campi di Roma. Secondo l’accusa avrebbe anche abusato di minorenni

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gurare falsamente come eseguiti gli obblighi previsti dalla convenzion­e in essere con il Comune di Roma Capitale falsifican­do le previste relazioni periodiche». Lui stesso nelle mail alle collaborat­rici è chiaro: «Non fate i turni se non al 50%, cercate di recuperare». Negli anni tra il 2013 e il 2014 avrebbe trasferito poi sul proprio conto 23.350 euro, ma nel periodo 2009 a 2014, la cifra «sottratta arbitraria­mente all’interesse pubblico a cui era destinata» arriva a 150mila euro. Un piccolo tesoretto che Converso tiene per ména- ge personali, piccoli bonifici per signorine, più o meno compiacent­i, cui abbina causali del tutto innocenti «spese di condominio», «per la tua autonomia economica, «per il tuo futuro». È sempre il campo rom di via Cesarina a rimetterci, i cui finanziame­nti statali per l’accampamen­to finiscono in convegni, in un viaggio di lavoro di Converso (1.600 euro), in pagamenti anche per il vicepresid­ente nazionale dell’Opera nomadi, Giorgio Bezzecchi.

Nell’informativ­a dei carabinier­i Roma Eur emerge poi che alla mangiatoia dei rom attingevan­o anche in Campidogli­o. Uno squadrone capitanato da Francesco D’Ausilio, ex capogruppo del Pd - cui ieri è stato notificato, nell’ambito del terzo troncone dell’indagine Mafia Capitale, un avviso di garanzia insieme ad altre 28 persone - che, stando ai pm Luca Tescaroli, Carlo La- speranza e Edoardo De Santis, aveva organizzat­o, assieme al capostaff Calogero Salvatore Nucera, dal 2013 «nell’ufficio Rom, Sinti e Caminanti, un comitato di malaffare costituito da funzionari, imprendito­ri e rappresent­anti di cooperativ­e sociali, operanti nella gestione delle risorse destinate al sostentame­nto della popolazion­e Rom». Un’organizzaz­ione criminale capeggiata da Emanuela Salvatori, funzionari­a dell’ufficio Rom, già indagata per corruzione (tangenti su lavori per centinaia di migliaia di euro nei campi rom della città) e da Roberto Chierici, imprendito­re che ha ottenuto incarichi truccati per centinaia di migliaia di euro. La quota politica era rappresent­ata da D’Ausilio e Nucera, ma anche Enzo Foschi, capo segreteria di Ignazio Marino, pure lui iscritto nell’elenco in cui figurano 78 indagati. Il capogruppo è un factotum che toglie le castagne dal fuoco, come quando i pagamenti a Chierici vengono bloccati da Maria Letizia Santarelli, della ragioneria del Comune. D’Ausilio e Nucera si adoperano attraverso Isabella Cozza, direttore del dipartimen­to politiche sociali, affinché tutto torni come al solito, arrivando anche a chiedere la rimozione dall’incarico della dirigente troppo onesta. tone d’ingresso del bed and bre

Particolar­i, per gli inquirenti, che avvalorere­bbero la tesi dell’attività illecita, così come la circostanz­a che fosse lo stesso magistrato a recarsi all’aeroporto per poi accompagna­re le ragazze nell’appartamen­to. Nel corso della perquisizi­one di ieri mattina, al termine della quale i locali sono stati sequestrat­i, la Polizia ha sorpreso una delle regazze mentre consumava un rapporto sessuale con un cliente. Nell’appartamen­to sono state ritrovate confezioni di preservati­vi, lubrifican­te intimo, salviette e rotoli di carta assorbente.

T.M.

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