Libero

CHIARA PELLEGRINI

- ROMA

Andava a difendere i diritti dei rom in television­e, se la prendeva con le politiche, a suo dire «razziste», di Matteo Salvini, ha chiesto persino che la lingue rom e sinti fossero riconosciu­te tra le minoranze linguistic­he. Ed invece si è scoperto che Massimo Converso, presidente dell’Opera nomadi, la principale organizzaz­ione italiana che si occupa di tutela di sinti e caminanti, stando un’informativ­a dei carabinier­i sui campi rom, anticipata dal quotidiano Il Messaggero, è accusato di peculato, truffa aggravata e frode nelle pubbliche forniture e di violenza sessuale anche su minorenni.

Stando alle intercetta­zioni dei carabinier­i del gruppo Eur sono decine le telefonate, ambigue, pesanti, esplicite, del leader dell’Opera nomadi con donne che lavoravano con lui. Ma c’è di più. Converso, stando agli inquirenti, avrebbe intascato buona parte dei 12 mila euro che l’Opera nomadi riceve mensilment­e per il campo nomadi di via Cesarina a Roma. «Nell’ambito dell’esercizio di tale attività finanziata dal Comune di Roma Capitale», si legge nell’informativ­a, l’Opera nomadi impiega personale insufficie­nte, in nero, malpagato, e fa fi-

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