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Rcs si concede a Bonomi ma Cairo non molla l’osso

Il cda di via Solferino accetta l’offerta in denaro di Investindu­strial a 0,80 euro Urbano rilancia a 0,76, offre più quote della sua società e nasconde un jolly

- NINO SUNSERI RIPRODUZIO­NE RISERVATA

Urbano Cairo non intende mollare la partita per il controllo di Rcs e migliora la sua offerta accettando di diluirsi nel controllo. Una modifica minima giocata tutta sui rapporti di concambio fra i titoli di Cairo Communicat­ion e Rcs che vengono portati da 0,16 a 0,17. In termini assoluti significa che ogni azione Rcs viene pagata 0,76, il 6% in più dell’offerta precedente. Giusto per permetterg­li di restare in gioco in vista dell’ultimo termine per i rilanci, venerdì prossimo, quando sia lui che la cordata avversaria (Diego Della Valle, Mediobanca, Pirelli e UnipolSai, affiancati da Andrea Bonomi) potranno giocarsi l’ultima carta, stavolta alla cieca.

Tuttavia Bonomi resta favorito e il parere espresso ieri dal consiglio d’amministra­zione di Rcs lo conferma. Dalla riunione, infatti, è emerso un giudizio sostanzial­mente positivo sulla proposta di Bonomi e compagnia. Certo il prezzo di 0,80 è ancora lontano dallo 0,95 indicato nella perizia indipenden­te. Ma comunque comincia a essere interessan­te. A meno di sorprese la partita è conclusa. Anche perché non si deve dimenticar­e che via Solferino brucia dieci miliardi al mese. Uno sforzo per spalle forti.

Cairo era stato il primo a muoversi su Rcs quando il gruppo editoriale di via Solferino sembrava per gran parte degli azionisti più una partecipaz­ione da dismettere che un allettante investimen­to. Aveva inizialmen­te offerto 0,12 azioni della sua Cairo Communicat­ion per ogni titolo Rcs, salvo poi alzare il concam- Urbano Cairo, patron de La7 [laPresse]

bio a 0,16 quando è entrata in campo la cordata rivale.

I due fronti hanno ogni volta cinque giorni di borsa aperti a disposizio­ne per rispondere al rilancio dell'altro, se non lo fanno perdono la possibilit­à di modificare ancora la propria offerta. L’annuncio di ieri, seppure modesto, gli ha lasciato la possibilit­à di intervenir­e ancora una volta prima che si

chiuda la settimana del 15 luglio. Cairo, però, nell’offerta di ieri ha eliminato le clausole bancarie e le clausole di uscita in caso di Brexit, a differenza dell’avversario Bonomi. Per dire al mercato e a un cavaliere bianco, che sembrerebb­e essere dietro l’angolo, che sta facendo sul serio. Intanto il titolo del patron de La 7 trattava ieri intorno a 4,42 euro (-1,8%); il valore implicito di Rcs previsto dalla sua Ops oprima dell’ultimo rilancio (con un rapporto di 0,16) è circa 0,70 euro. Il gruppo di via Rizzoli scambia però a 0,8155 euro, sopra anche l’Opa di Bonomi, segno che il mercato sa bene che la battaglia per il gruppo che controlla il Corriere è ancora tutta da giocare.

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