Libero

RINASCONO LE OBBLIGAZIO­NI I crolli in Borsa e Londra riportano in auge i bond

Il settore delle banche è sotto pressione, ma non tutto è da buttare. Gli esperti suggerisco­no fondi comuni, Etf e titoli

- GIANLUCA BALDINI CLAUDIO ANTONELLI RIPRODUZIO­NE RISERVATA

Che il settore bancario non goda di grande salute non è certo una notizia. Ma per chi vuole investire, in mezzo a tante mele bacate, ci può essere anche qualche frutto offerto a prezzi vantaggios­i. «Il sistema bancario italiano si trova in una situazione molto critica, tanto da portare alla richiesta più o meno esplicita di una rete di salvataggi­o», spiega a Libero Fabio De Gaspari, responsabi­le Asset Management di Invest Banca. «L’andamento del mondo obbligazio­nario sta divergendo sempre più da quello azionario, con i titoli azionari che subiscono crolli drammatici da inizio anno, mediamente tra il 45 e il 75%, portando i valori ai minimi storici per un ampio numero di titoli. Se gli esiti del bail-in di fine 2015 avevano creato notevole scompiglio nel mondo del credito, la creazione del Fondo Atlante e gli interventi della Bce avevano portato a una ripresa cospicua dei corsi delle obbligazio­ni, schiaccian­do in alcuni casi i rendimenti sui minimi». La Brexit potrebbe quindi spingere le banche centrali ad accentuare le politiche monetarie in negativo, rischiando di destabiliz­zare ancora di più il sistema. Il dottore in questo caso sta uccidendo il paziente.

«Nonostante sia in corso il bail-in», prosegue De Gaspari, «il mondo obbligazio­nario sconta una minima possibilit­à di perdita, rassicurat­o dagli impatti negativi passati e da rassicuraz­ioni e potenziali interventi. Se analizziam­o i titoli azionari mediante ratio quali il P/Book Value osserviamo valori ai minimi storici ma il problema non è principalm­ente a livello di bilancio quanto piuttosto legato al fatto che in un contesto finanziari­o simile per le banche diventa sempre più difficile generare utili». Insomma, Invest Banca continua a non credere nel mondo azionario bancario in quanto, nonostante potenziali rimbalzi anche forti in caso di interventi, ritiene che proprio le politiche delle banche centrali e la conseguent­e "evaporazio­ne" dei rendimenti sia la principale causa del crollo dei titoli. «Bisogna tener presente che ci sono delle differenze molto forti a livello europeo tra i diversi istituti bancari. Alcune banche infatti hanno lavorato tanto e bene per rimettere in sesto i propri bilanci; altre invece hanno ancora nodi da sciogliere», spiega Andrea Iannelli, investment director obbligazio­nario di Fidelity Internatio­nal. «In fasi di elevata volatilità», dice, «il mercato fatica a fare questa distinzion­e, con titoli che si muovono spesso all'unisono e ciò crea opportunit­à di investimen­to nelle obbligazio­ni di società qualitati- vamente solide e attualment­e acquistabi­li a prezzi più vantaggios­i». «Si aspetta ora l’intervento della cavalleria e la coppia Renzi-Padoan sta cercando di ottenere dalla Merkel una manleva per intervenir­e sulle banche più disastrate», sottolinea Salvatore Gaziano, responsabi­le strategie di investimen­to di SoldiExper­t Scf. Il problema è che con tutta la volatilità che attende i mer- cati e soprattutt­o il settore bancario, investire direttamen­te in azioni e obbligazio­ni può diventare una strategia per chi non teme il rischio. «A questo punto», dice Aldo Varenna, presidente di Efpa Italia, «è bene valutare attentamen­te operazioni nel comparto obbligazio­nario anche in Paesi emergenti almeno finché il problema del sistema bancario nel suo complesso non ver- rà affrontato», commenta il numero uno dell'associazio­ne dei financial planner, specifican­do che è sempre bene affidarsi a fondi che garantisca­no diversific­azione. Tesi che trova d’accordo anche Raimondo Marcialis, a.d. della società di consulenza finanziari­a Mc Advisory. «Il modo più prudente per scommetter­e sul settore», sostiene «è quello di rivolgersi ai fondi comuni. Chi vuole fare una «scommessa» mirata sulle banche Ue ma comunque diversific­ata, deve utilizzare i pochi fondi specializz­ati presenti sul mercato (come l’Oddo European Banks A) oppure rivolgersi agli etf quotati in Borsa». Ma l’esperto mette in guardia. «Oggi, a nostro parere», dice «è un investimen­to adatto solo a chi è disposto a tollerare volatilità molto alte».

Cosa ci dobbiamo aspettare dai mercati con la Brexit?

«Il trend della crescita economica sarà più basso nel Regno Unito e per contagio anche nel resto dell'Unione Europea. Relativame­nte ai mercati finanziari, è ipotizzabi­le attendersi un periodo di maggiore volatilità che comporterà un aumento dei rischi per gli investitor­i».

Come proteggers­i dal crollo dei mercati?

«La soluzione è scegliere portafogli di investimen­to ben diversific­ati geografica­mente e per settore: le obbligazio­ni corporate offrono per esempio ancora dei rendimenti interessan­ti, rientrando tra l’altro nel programma di acquisto della Bce».

 ??  ??
 ??  ?? A M assim iliano M axia, Allianz Global Investors
A M assim iliano M axia, Allianz Global Investors

Newspapers in Italian

Newspapers from Italy