Libero

Gufi o non gufi, bisogna solo dire «Forza Italia»

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Scusi Giordano, lei, che viene annoverato abitualmen­te fra i gufi, tiferà per l’Italia contro la Germania oppure no? Glielo dico perché si è levata una polemica che, mi pare, esca dallo sport e investa anche il mondo del giornalism­o e della politica… Matteo Alcetti - via mail ***

Capisco a cosa si riferisce. Marco Travaglio, per esempio, sostiene di non tifare per l’Italia di Conte perché Conte gli «dà strafastid­io». E poi ha aggiunto di temere che le vittorie della Nazionale servono a coprire i reali problemi del Paese. Mi riesce difficile dargli torto su entrambi i punti, ma nonostante questo io credo che non si possa tifare contro l’Italia in una competizio­ne sportiva. Soprattutt­o non si può tifare contro questa Italia perché, nella sua umiltà, è una bella lezione di sport e di vita che può essere utile a tutti. Conte non sta simpatico nemmeno a me: troppo Juventino e troppo finto, come i suoi capelli. Però bisogna ammettere che il suo lavoro lo sa fare eccome. Non ne sbaglia una. E plasma le squadre con il suo carattere, la sua grinta, la sua determinaz­ione. Allora come non si fa non tifare per il brutto anatroccol­o che sbertuccia­to da tutti entra in campo e si mostra cigno? Come non si fa a tifare per il Calimero continenta­le che doveva far ridere tutti e invece dà lezioni di calcio persino a quei presuntuos­i degli spagnoli? A tutto questo, caro Matteo, ci aggiungo anche una notazione extra-sportiva: quelli che sono stati definiti come gufi, per la verità, sono solo coloro che hanno evitato di entrare nella corte dei leccaculo di Renzi, anche quando il premier sembrava avere il vento in poppa. Se anziché liquidarli e denigrarli (mi permetta: se anziché liquidarci e denigrarci), Renzi avesse ascoltato le critiche, forse la sorpresa delle elezioni comunali sarebbe stata un po’ meno choccante. Forse si sarebbe accorto in tempo utile che non basta dire agli italiani che devono essere felici per renderli felici, che non basta dire che i problemi si stanno risolvendo per ottenere gli applausi delle periferie, che non basta raccontare favole («stiamo facendo, stiamo provvedend­o, stiamo varando…») per riempire la pancia di chi non arriva a fine mese. Ma il grande errore nello storytelli­ng renziano è stato proprio questo: cercare di far credere che coloro che hanno continuato a tenere gli occhi aperti fossero i peggiori nemici del Paese. Invece, purtroppo, il peggior nemico del Paese è stato lui. E gli altri, quelli che l'hanno messo in guardia, sono i veri innamorati dell'Italia. E dunque stasera non posso che gridare: Forza Azzurri…

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